[1].
Qui trattiamo informazioni sulle allocazioni annuali per l’offerta sociosanitaria a budget, che dunque offrono uno spaccato interessante rispetto alle scelte dell’Esecutivo e mostrano alcuni cambiamenti intervenuti con il cambio di legislatura del 2013.
La destinazione del budget
Ci si riferisce qui al budget per il welfare sociosanitario assegnato nell’anno 2015, dunque in epoca pre-riforma L.R.23 e quindi di competenze dell’allora Assessorato alla Famiglia, guidato sino a fine anno dall’ex assessore Cantù. L’analisi riguarda in particolare le risorse attribuite al settore conosciuto di norma come FONDO ASSI – assistenza sociosanitaria integrata.
Il budget 2015 vede un’allocazione per due terzi destinata all’offerta di tipo residenziale e in gran parte rivolta alla popolazione anziana: il 53% è destinato infatti al finanziamento delle RSA. Il sostegno agli interventi di tipo domiciliare (ADI) copre invece il 7,6% del totale, così come i servizi semiresidenziali rivolta ad anziani e disabili (7,2%). La seconda voce, per rilevanza, è destinata alla riabilitazione (15,7%del budget) mentre meno del 2% all’offerta ambulatoriale (consultori).
Tab.1 – Composizione % del budget per acquisto prestazioni sociosanitarie a budget per regime e servizio al netto del Fondo Famiglia – anno 2015
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v.a. mln
di euro
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%
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% per area
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| Domiciliare |
Adi |
124,4
|
7,6%
|
7,6%
|
| Semiresidenziale |
Centri diurni anziani e disabili (CDI, CDD, CSS) |
117,9
|
7,2%
|
7,2%
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| Ambulatoriale |
Consultori privati |
20,5
|
1,2%
|
1,7%
|
|
SMI |
7,0
|
0,4%
|
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| Residenziale |
Servizi per area dipendenze |
50,2
|
3,0%
|
66,%
|
|
RSA |
872,8
|
53,0%
|
|
|
RSD |
143,9
|
8,7%
|
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|
Hospice sociosanitari |
29
|
1,2%
|
|
| Altro |
Riabilitazione |
258,6
|
15,7%
|
17,1%
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budget altri costi |
22,2
|
1,3%
|
|
|
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1.646,5
|
100,0%
|
100,0%
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Fonte: Elaborazioni LombaridaSociale.it su dati Regione Lombardia “Nuove strategie regionali di governo della cronicità e fragilità”- ForumPA Lombardia 28-29 gennaio 2016
Sarebbe da includere in questa ricognizione anche quanto stanziato dalle risorse riferite al Fondo famiglia. Fondo che, ricordiamo, è stato istituito da questo Esecutivo in aggiunta al finanziamento ordinario del sistema sociosanitario, e che va a sostenere, con altre modalità innovative, parte degli stessi bisogni delle unità d’offerta appena nominate. Tuttavia su questa partita, per l’anno 2015 non disponiamo di dati puntuali circa la sua destinazione. Le uniche rendicontazioni rese pubbliche sino ad ora si riferiscono al primo anno di avvio del fondo, il 2014 (dgr 2942/2014 ). Considerando però, unicamente a titolo indicativo, quanto contenuto nelle regole di esercizio per l’anno 2016, il fondo sembra sostenere in prevalenza interventi destinati all’area intermedia tra residenza e domicilio (Rsa e Rsd aperte, Residenzialità per minori con gravi disabilità, Residenzialità leggera…).
Tab.2 – Distribuzione risorse allocate su misure riferite al Fondo Famiglia – dgr regole 2016
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mln euro
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%
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| Residenzialità leggera |
4,7
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8,1
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| Residenzialità minori con gravi disabilità |
1,3
|
2,2
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| Rsa/rsd aperte |
35
|
60,3
|
| Comunità alloggio minori |
17*
|
29,3
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| Interventi ambulatoriali Gap |
0
|
0,0
|
|
58,0
|
100.0%
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Fonte: dgr 2989/2015 *risorse riferite solo ad un semestre
Con il cambio di Legislatura: più domiciliarità e meno consultori
Il peso significativo assegnato al comparto residenziale, caratteristica tipica del sistema lombardo, sembra permanere: oltre il 66% delle risorse vanno a sostenere quest’area di interventi. Tuttavia, osservando l’andamento del finanziamento nel corso del tempo, si può notare un certo cambiamento, ad esempio rispetto al 2012, ultimo anno della legislatura Formigoni.
Comparando i due anni, il primo dato che si riscontra è l’incremento complessivo delle risorse. Tutte le unità d’offerta hanno infatti il segno positivo, e questo trova conferma nell’aumento complessivo che ha vissuto la dotazione del settore: uno specifico risultato raggiunto da Maroni nel primo biennio di attività e di cui abbiamo scritto in altre occasioni.
L’altro dato di rilievo è che gli incrementi più significativi si sono avuti sui servizi domiciliari integrati e sugli hospice. Per i primi si registra un incremento di quasi il 26%, in evidente attuazione degli obiettivi di legislatura orientati ad una maggior centralità di questa area di welfare (si vedano le indicazioni contenute nel Libro bianco) e, con tutta probabilità, raccolgono i frutti dell’incremento già determinato nell’ultima fase della Giunta Formigoni con il percorso di riforma della domiciliarità. Per i secondi, gli hospice a cui è destinato il 44% del budget, incide l’investimento sullo sviluppo di un tassello sino ad ora ancora mancante nel sistema sociosanitario lombardo, nonchè i risultati della specifica indicazione contenuta nelle regole del 2014 sulla contrattualizzazione dei posti di questa unità d’offerta.
Tutte le altre unità, seppur di segno positivo, crescono meno ad indicare che sull’offerta considerata più “matura” si è privilegiata la stabilizzazione, l’investimento maggiore è andato alle unità da sviluppare/potenziare.
Tab .3 – Confronto tra budget per u.o. sociosanitarie 2012 e 2015 – mln di euro
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2012
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2015
|
Δ 2012-2015
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| ADI e voucher SLA |
98,9
|
124,4
|
+25,8%
|
| Centri diurni anziani e disabili |
111,9
|
117,9
|
+5,4%
|
| Servizi per le dipendenze |
53,3
|
57,2
|
+7,3%
|
| Riabilitazione/cure intermedie |
242,7
|
258,6
|
+6,6%
|
| RSA |
854,6
|
872,8
|
+2,1%
|
| RSD |
133,8
|
143,9
|
+7,6%
|
| Hospice |
20,2
|
29
|
+43,9%
|
| Consultori privati |
20,2
|
20,5
|
+1,5%
|
| Altro |
26,7
|
22,2
|
-16,8%
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Fonte: dgr e ddg di riparto – 2012 e 2015
Il comparto della residenzialità è comunque cresciuto, anche a seguito del superamento del blocco degli accreditamenti e del dichiarato investimento della Giunta all’aumento dei posti in RSA per le aree sottodotate[2] (515 posti in più a contratto nel 2015 – dgr 3996/2015) e nelle RSD, evidentemente sottodimensionate rispetto al bisogno(174 nuovi posti nel 2014 dgr 2989/2014).
Tuttavia, nonostante questo investimento, i tassi di copertura delle RSA arretrano: nel 2009 si contavano oltre 6 posti ogni 100 anziani ultra settantacinquenni (6,2%), nel 2015 il dato è sceso al 5,7. Anche il livello di finanziamento pro-capite denota questa flessione, dal 2012 sceso complessivamente di 73 euro (da 879,3 euro del 2012 agli 806 del 2015).
L’investimento dunque è stato inferiore al passato e non è andato di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Non è stato mantenuto l’incremento immaginato dal precedente Esecutivo, che aveva l’obiettivo di portare la copertura delle RSA al 7% (dgr 4574/2012 e PSR 2002-2004).
Si conferma dunque il dato che le scelte dell’esecutivo Maroni hanno privilegiato altri settori: la domiciliarità e i percorsi assistenziali intermedi tra ospedale e territorio.
Vi sono però aree su cui è evidente la battuta d’arresto e un orientamento differente rispetto all’epoca precedente. Sui consultori la crescita si stabilizza. Dopo anni di incremento significativo nel finanziamento (+ 40% tra il 2009 e il 2012), connesso agli obiettivi di trasformazione di questa unità d’offerta in Centri per la famiglia, oggi questa spinta si è evidentemente esaurita. La riforma dei consultori non è più una priorità di questo Esecutivo ed è evidente che, se anche nominata nei vari atti, viene portata avanti con tutt’altro spirito.
Su cosa si è puntato, in particolare?
Un’ultima prospettiva interessante con cui analizzare i dati di allocazione del budget è riferita a quali settori sono stati privilegiati dall’incremento nel finanziamento. In altre parole: “dove sono andate le risorse in più?”. La dotazione è complessivamente cresciuta, dal 2012 al 2015, di quasi 90 milioni, andati a sostenere per quasi un terzo l’assistenza domiciliare integrata – a conferma di quanto appena scritto -, mentre oltre un 20% è rimasto a potenziare il sostegno della residenzialità anziani e quasi i 18% all’area della riabilitazione e delle cure intermedie. Su quest’ultima con tutta probabilità influisce l’uscita dalla sperimentalità e la conseguente entrata a pieno titolo nel comparto sociosanitario. Sulle RSA, l’incremento non dipende certamente dall’aumento delle tariffe, come noto ferme da tempo, ma probabilmente a quegli specifici investimenti per incrementare la dotazione di posti in alcune zone della regione, di cui si è detto, e forse il risultato di scelte allocative rispetto a specifiche categorie di utenza, come gli Stati vegetativi e le Sla, ereditate dalla precedente Giunta. Purtroppo non conosciamo la distribuzione di questa parte di budget tra utenti ordinari e atipici, per cui questa rimane unicamente una supposizione.
Tab .4 – Distribuzione delta budget per u.o. sociosanitarie 2012 e 2015 – mln di euro
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Δ 2012-2015
mln di euro
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Δ 2012
-2015 %
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ADI e voucher SLA
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25,5
|
28,7
|
|
Centri diurni anziani e disabili
|
6,0
|
6,7
|
|
Servizi per le dipendenze
|
3,9
|
4,4
|
|
Riabilitazione/cure intermedie
|
15,9
|
17,9
|
|
RSA
|
18,2
|
20,5
|
|
RSD
|
10,1
|
11,4
|
|
Hospice
|
8,8
|
10,0
|
|
Consultori privati
|
0,3
|
0,3
|
|
Altro
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-4,5
|
– 5,0
|
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88,9
|
100,0
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[1] Nel 2012 LS ha ottenuto i documenti di riparto del finanziamento alle diverse ASL mediante richiesta di accesso agli atti, concessa; mentre nel 2015 si ottengono informazioni direttamente comunicate dalla Regione nel corso del convegno ForumPA Lombardia dello scorso gennaio
[2] Nelle ex Asl di Milano1,2 e città, Bergamo, Varese e Monza e Brianza.