Il finanziamento delle politiche sociali
Le manovre nazionali hanno definito, innanzi tutto, i vari stanziamenti sui fondi le politiche sociali. Per i principali fondi non si preannunciano particolari novità e si prospetta una situazione di stabilità per il prossimo triennio: il fondo indistinto (Fnps) è stato rifinanziato sui livelli del 2015, mentre quello per la non autosufficienza, si conferma su 400 milioni; la cifra è raggiunta grazie all’integrazione di 150 milioni prevista nella legge di stabilità da destinarsi, anche agli interventi per la Sla. A livello regionale, dunque, si dovrebbe confermare la disponibilità di 40 e di 60,6 milioni rispettivamente a titolo di Fnps e Fnna.
La manovra nazionale 2016 porta invece alcune rilevanti novità per quanto riguarda alcuni fondi sociali “minori”. Dopo il finanziamento nel 2015 del Fondo Nazionale per le politiche per la Famiglia di 100 milioni per rilanciare il piano di sviluppo dei servizi socio educativi per la prima infanzia, nel 2016 non si è inteso dare continuità a questi interventi. La dotazione del fondo per il 2016 sarà irrisoria ( 5 milioni su base nazionale), con un dirottamento delle somme stanziate dalle precedenti manovre su un nuovo fondo per le adozioni internazionali. Va in ogni caso ricordato che, a causa dello slittamento temporale dell’assegnazione, nel 2016 i territori avranno a disposizione le risorse del riparto del fondo nazionale per la famiglia 2015 (circa 15,4 milioni per la Lombardia) da destinare al potenziamento dei servizi socio-educativi (aumento dei posti, delle fasce di apertura, sostegno ai costi di gestione nella prospettiva di riduzione delle rette), secondo il Dpcm 7/8/2015.
La legge nazionale di stabilità ha inoltre ampliato la gamma dei fondi sociali istituendo una nuova linea di finanziamento diretta agli interventi per il sostegno di persone con disabilità grave prive di sostegno familiare : 90 milioni su base nazionale per i cosiddetti interventi “Dopo di noi”. Ciò significa risorse aggiuntive che tuttavia saranno gestite in forma separata rispetto al resto dei fondi per le politiche sociali, rinunciando a una programmazione integrata del complesso degli interventi del welfare locale per la disabilità e la non autosufficienza. Una sorta di ritorno al passato (l’istituzione del Fnps aveva proprio cercato di superare un sistema di finanziamento frammentario, fatto di tanti fondi settoriali preesistenti, per convergere verso una programmazione unitaria delle risorse e delle politiche). Si può stimare che da questo fondo arrivino circa 11 milioni sul territorio regionale, anche se non sono ancora chiare le modalità attuative che dipenderanno dagli esiti dell’intervento legislativo nazionale. Analogamente, un altro nuovo fondo viene istituito per l’attuazione della L. 134/2015 in materia di cura dei soggetti con disturbi dello spettro autistico che tuttavia ha caratteristiche più sanitarie (sarà gestito dal Ministero della Salute).
Completa il quadro dei nuovi fondi sociali nazionali il fondo per assistenza per autonomia e comunicazione personale degli alunni con disabilità che nasce per risolvere le criticità del 2015 conseguenti al processo di riordino delle province e al venire meno dei finanziamenti assicurati da questi enti per i servizi accessori all’istruzione per gli alunni con limitazioni funzionali (si veda un precedente articolo). Dal 2016 la responsabilità di tali interventi viene assegnata alle regioni (a meno che esse abbiano già attribuito tali funzioni ad enti territoriali di livello sub regionale), in ogni caso il sostegno finanziario arriverà dal Centro (si può stimare un trasferimento per la Lombardia di circa 9 milioni).
E’ doveroso segnalare infine che la più sostanziale novità a livello nazionale per le politiche sociali del prossimo biennio riguarda il fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, ma è ancora prematuro prevederne gli impatti a livello territoriale.
Tab.1 – I fondi nazionali per le politiche sociali 2016-2018, valori in milioni di eur
|
valori nazionali |
quota Lombardia |
|||||||
|
2015 |
2016 |
2017 |
2018 |
2015 |
2016 |
2017 |
2018 |
|
| fondo nazionale politiche per la famiglia | 100,00 | 5,33 | 5,33 | 5,33 | 15,44 | 0,82 | 0,82 | 0,82 |
| Fnps | 312,59 | 312,59 | 312,55 | 313,92 | 40,03 | 40,03 | 40,03 | 40,20 |
| Fnna | 400,00 | 400,00 | 400,00 | 400,00 | 60,65 | 60,65 | 60,65 | 60,65 |
| fondo per il sostegno di persone con disabilità grave prive di sostegno familiare* | – | 90,00 | 90,00 | 90,00 | – | 11,53 | 11,53 | 11,53 |
| fondo per assistenza per autonomia e comunicazione personale degli alunni con disabilità* | – | 70,00 | – | – | – | 8,96 | – | – |
| 812,59 | 877,92 | 807,88 | 809,25 | 116,11 | 121,99 | 113,03 | 113,20 | |
*ipotesi di riparto regionale con le stesse quote Fnps
A fronte di questa lieve tendenza al potenziamento del sostegno nazionale al welfare locale, dalla manovra regionale si delinea un indebolimento dei fondi settoriali per il sociale (Tab. 2 ) . In particolare il fondo sociale regionale passa dai 58,3 milioni del 2015 di finanziamento corrente Tab. 2 – Il budget per il welfare dai fondi nazionali e regionali (escluse risorse Por-Fse) 2015 2016 2017 2018 1.000.000,00 1.000.000,00 1.000.000,00 1.000.000,00 4.000.000,00 2.300.000,00 2.000.000,00 2.000.000,00 58.314.150,00 54.000.000,00 9.000.000,00 9.000.000,00 63.314.150,00 57.300.000,00 12.000.000,00 12.000.000,00 1.597.000.000,00 1.602.000.000,00 1.602.000.000,00 1.602.000.000,00 60.000.000,00 60.000.000,00 60.000.000,00 60.000.000,00 40.000.000,00 50.000.000,00 50.000.000,00 50.000.000,00 1.697.000.000,00 1.712.000.000,00 1.712.000.000,00 1.712.000.000,00 116.114.465,00 121.990.146,22 113.025.560,43 113.195.740,42 179.428.615,00 179.290.146,22 125.025.560,43 125.195.740,42 1.697.000.000,00 1.712.000.000,00 1.712.000.000,00 1.712.000.000,00 1.876.428.615,00 1.891.290.146,22 1.837.025.560,43 1.837.195.740,42 Il combinato disposto tra le misure nazionali di finanza pubblica che hanno fortemente limitato la capacità di spesa delle regioni nelle aree diverse dalla sanità[3] e le scelte allocative operate localmente[4] ha determinato un finanziamento delle politiche sociali affidato sempre di più al sostegno di fondi nazionali. 2016 2017 2018 Trattasi prevalentemente di risorse Ue e Stato, con un quota minoritaria di cofinanziamento regionale. E’ difficile, al momento stimare quante di queste risorse potranno essere gestite dai territori per sussidiare la rete tradizionale dei servizi sociali e, quindi, essere considerate nel budget per il welfare territoriale. Sostanzialmente diverso il quadro che dipende dalle scelte per la sanità. Come noto, la manovra nazionale ha limitato fortemente le prospettive di crescita delle risorse per la sanità rispetto al percorso di espansione individuato dal patto per la Salute per il 2016[5]. Nonostante l’incremento nominale del fondo sanitario nazionale (dai 109,7 miliardi del 2015 ai 111 miliardi di quest’anno), gli esperti concordano nel ritenere inadeguato tale livello di finanziamento rispetto ai reali bisogni di salute e rispetto ai livelli di investimenti degli altri paesi europei in questo settore. Il finanziamento complessivo per il welfare sociosanitario regionale si rafforza nel 2016 (1.891 milioni, tab. 2), con una leggera possibilità di sviluppo per la componente sociosanitaria; quest’ultima resta l’elemento predominante (il 91% delle risorse arriva da questo canale), vale a dire che il sostegno finanziario assicurato dallo Stato e dalla regione si indirizza principalmente ai bisogni sociosanitari e solo marginalmente alla componente sociale (1712 milioni ai Lea sociosanitari e 179,3 ai Lep).
[1] Poi in corso d’anno riportati agli abituali 70 milioni attingendo a risorse destinate ad investimenti
Oltre ai fondi generici per la rete dei servizi sociali locali, importanti ridimensionamenti sembrano interessare anche alcuni interventi specifici, tradizionalmente finanziati con risorse proprie regionali (ad esempio il fondo che finanzia Sostengo viene rifinanziato per 2,3 milioni rispetto ai 4 del 2015). Dai documenti della programmazione finanziaria regionale per il prossimo triennio non si evincono forme di rifinanziamento per misure locali recentemente istituite quali ad esempio il Bonus Bebè e, parimenti, non sembrano al momento previste disponibilità per interventi ormai consolidati come Nasko[2].
Fondi regionali per le politiche sociali (Decreto segretario generale Giunta regionale 30 dicembre 2015 – n. 11938, burl 2/2016)
Conciliazione
Trasferimenti alle famiglie per interventi di sostegno alla famiglia, ai suoi componenti in situazioni di disagio sociale ed economico
Fondo sociale regionale
Fondi regionali per l’assistenza sociosanitaria (Decreto segretario generale Giunta regionale 30 dicembre 2015 – n. 11938, burl 2/2016)
Fondo sociosanitario per non autosufficienti
Interventi socio-sanitari nelle aree materno-infantile e dipendenze
Fondo sociosanitario per la famiglia
Quota Lombardia fondi nazionali per le politiche sociali (TAB. 1)
Totale disponibilità per le politiche sociali
Totale disponibilità per l’assistenza sociosanitaria
Totale budget per welfare sociosanitario
Da non trascurare, comunque, il ruolo che potrebbero avere a questo riguardo canali innovativi, quali i fondi comunitari (ad esempio le risorse a disposizione degli ambiti con i bandi di fine 2015 per misure per anziani e disabili – si veda precedente articolo), come risulta dal seguente quadro tratto dal documento di bilancio 2016-2018 pag 261 e seguenti, per la missione “Diritti sociali, politiche sociali, famiglia”:
Interventi per la disabilità
8.050.000,00
14.350.000,00
14.350.000,00
Interventi per gli anziani
5.000.000,00
10.300.000,00
10.300.000,00
Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
6.300.000,00
8.000.000,00
9.400.000,00
Interventi per le famiglie
5.100.000,00
6.000.000,00
6.270.000,00
24.450.000,00
38.650.000,00
40.320.000,00
Le tendenze del welfare sociosanitario
Nel 2016, oltre a varie criticità da affrontare (si pensi ad esempio alla questione del rispetto dei principi comunitari in materia di orari di lavoro), la sfida più impegnativa che attende le regioni è quella dei nuovi Lea, ai quali si prevede siano destinati 800 milioni delle risorse aggiuntive 2016. A questo proposito vale la pena ricordare che l’ipotesi di revisione circolata a inizio 2015[6] comportava sostanziali novità non solo per l’assistenza specialistica, integrativa e protesica, ma anche per quella sociosanitaria, nel senso di modulare maggiormente i servizi in base ai bisogni dei pazienti, con potenziamento dell’intervento del SSN in particolari fasi del percorso assistenziale[7] .
Ce la faranno i nuovi Lea sociosanitari ad essere approvati? Alcune perplessità sorgono proprio in merito al loro finanziamento: le relazioni tecniche ministeriali che hanno accompagnato la proposta, ipotizzavano implementazioni nell’area sociosanitaria a costo zero[8], a differenza dei nuovi Lea per la specialistica, integrativa e protesica, per i quali veniva stimato un fabbisogno aggiuntivo di risorse. La dotazione finanziaria sarà ritenuta compatibile con i servizi sociosanitari da assicurare? La questione dovrebbe essere chiarita a breve (è prevista l’approvazione dei nuovi Lea entro febbraio).
Al momento, la programmazione delle risorse per la sanità su base regionale, ha finalizzato alla garanzia degli attuali Lea sociosanitari 1.712 milioni, 15 in più rispetto al 2015, con una prospettiva di stabilità nel triennio.Considerazioni d’insieme
In futuro questo divario è destinato a intensificarsi a causa dell’indebolimento previsto al sostegno su alcuni tradizionali fondi per il finanziamento del welfare territoriale. Si prospetta un finanziamento delle politiche sociali sempre più dipendente dalle scelte nazionali, oltre che dalle risorse Ue, una componente che potrebbe assumere un ruolo sempre più decisivo, per quanto presumibilmente caratterizzato da discontinuità.
[2] La più recente assegnazione, a fine 2015, era stata finanziata con residui di stanziamento di fondi nazionali (Dgr 4703/2015).
[3] In particolare le regole sul pareggio di bilancio e il contributo delle regioni a titolo di concorso al risanamento della finanza pubblica
[4] Per una visione delle misure espansive disposte dalla manovra regionale 2016 (le nuove spese istituite con la legge di stabilità) si rimanda all’articolato della L.R. 30/12/2015 n. 43 (art.1).
[5] Il patto per la Salute aveva fissato il finanziamento 2016 a 115,4 miliardi, cifra ridimensionata dalla manovra 2015 a 113,09 miliardi.
[6] http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2015-02-06/esclusiva-eterologa-disabilita-ecco-175752.php?uuid=Ab9OAS8K
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=25845
[7] per una visione si rimanda a Gori, Guaita, Pesaresi e Trabucchi, Lo Stato- le politiche nazionali, in “L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia”, Rapporto 2015, pag 119-120 http://www.maggioli.it/rna/2015/pdf/V-rapporto-assistenza_anziani.pdf).
[8] Nonostante, per alcune casistiche si prevedano modifiche nelle percentuali di riparto degli oneri rispetto al Dpcm 14/2/2001, con aumento della percentuale a carico del SSN.