Il compendio presenta i principali articoli pubblicati nell’anno in corso riguardanti il tema della non autosufficienza.
Una prima parte illustra alcuni dati di riferimento, sia sul fenomeno e la domanda potenziale che sull’offerta di servizi presente sul territorio regionale. Una seconda ripropone analisi e commenti su alcuni dei principali temi toccati da questo ultimo anno di legislatura.

Qualche dato

Il primo articolo illustra le evidenze emerse dall’indagine Istat sulle “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” – detta anche Multiscopo, mostrando l’incidenza della popolazione con limitazioni funzionali, la sua distribuzione per fasce d’età e una comparazione della situazione lombarda con altre regioni del nord del paese. Dati che mostrano un fenomeno, senza dubbio, di crescente rilievo nella nostra società e fortemente correlato alle classi di età più vecchie: in Lombardia il 27% degli ultra 75enni presentano limitazioni alla propria autonomia.
I successivi articoli propongono invece una fotografia del sistema d’offerta lombardo. A partire dai data base regionali sulle diverse unità d’offerta (raccolti nel sistema open data) viene mostrato lo stato attuale della dotazione di servizi residenziali, semiresidenziali e a ciclo diurno, analizzandone l’andamento nel corso dell’ultimo quinquennio e la capacità di copertura rispetto alla popolazione target. Ne esce una fotografia che mostra un sistema d’offerta in progressiva crescita, seppur ancora attraversato da alcune criticità strutturali su cui è fondato il welfare regionale (es. squilibrio residenzialità – domiciliarità; disomogeneità territoriale…).
L’ultimo articolo di questa sezione, fa un affondo specifico sui Lea sociosanitari (copertura ADI anziani ultra65 , n.posti equivalenti per assistenza residenziale anziani over 65), commentando i dati risultanti dall’ultima verifica effettuata dal Ministero della Salute, mostrando non solo il posizionamento regionale ma un’interessante comparazione tra la Lombardia e le altre Regioni.

Non autosufficienza e lavoro di cura

Questo anno di legislatura è stato attraversato dalla emanazione di una legge regionale che determina interventi in favore del lavoro di assistenza e cura degli assistenti famigliari. Una legge che pone riferimenti importanti per cominciare ad intraprendere un percorso di progressiva regolazione di questo mercato e di integrazione tra i diversi interventi in atto a livello territoriale.
Il primo articolo propone un commento alla legge, mostrandone gli aspetti più rilevanti dell’atto emanato dal Consiglio e, al contempo, nominando le condizioni necessarie per il suo effettivo successo: risorse congruenti all’entità del fenomeno; percorsi formativi adeguati alle possibilità reali delle persone che si occupano di cura; l’integrazione tra i diversi soggetti che intervengono su questo tema (servizi sociali dei comuni, patronati, cooperazione sociale, volontariato…).
Il secondo inquadra la legge all’interno del fenomeno fotografato dal lavoro di ricerca del Primo rapporto sul lavoro di cura in Lombardia. L’articolo ripropone i punti salienti del lavoro di ricerca, mostrando la dimensione del fenomeno (circa 400 mila anziani non autosufficienti in regione) e chi si prende cura di loro, su quali risorse le famiglie possono contare e di che cosa c’è più bisogno oggi.

I temi del 2015: vendor rating, appropriatezza e cure intermedie

Oltre alla già citata legge regionale sul lavoro di cura, l’anno è stato attraversato da altri temi che interessano l’area della non autosufficienza. Come di consueto a dettare l’agenda regionale e i lavori di regolazione del sistema di welfare regionale è stata la delibera delle regole di esercizio per l’anno 2015 che han posto alcuni temi all’attenzione del lavoro di analisi di LombardiaSociale.
Questa sezione di apre con una sintesi delle regole, così da inquadrare i temi di investimento della Giunta e prosegue poi con alcuni articoli di commento specifici. I primi due sull’ipotesi di introduzione di un sistema di vendor rating (letteralmente classificazione dei fornitori) per le RSA lombarde. Nel primo articolo viene spiegato il percorso proposto dall’Assessore Cantù e alcune prime perplessità identificate dai gestori; nel secondo viene illustrato il confronto avvenuto successivamente tra Regione e rappresentanze dei gestori, evidenziati i correttivi e le migliorie introdotte e nominate alcune attenzioni necessarie per l’applicazione del sistema.
Un ulteriore approfondimento riguarda l’introduzione degli indicatori di appropriatezza in ambito sociosanitario, stabiliti già nel 2014 e su cui nell’anno sono state avviate prime applicazioni sperimentali. Il primo contributo propone un commento con specifico riferimento alle RSA, mostrando positività riconosciute e alcune criticità di fondo. Il secondo precisa gli elementi generali di criticità del sistema su cui si è focalizzato successivamente un lavoro di confronto e dibattito diretto tra gestori e regione.
Ultimo tema è riferito all’impegno che la Regione ha assunto nel ridisegnare l’ampio spettro di cure che si articolano nella fase post-ospedaliera, denominato cure intermedie. Qui si riporta un articolo di commento ad opera del sindacato che, richiamando l’assetto di revisione proposto dalla Regione, lo commenta e suggerisce alcuni elementi di attenzione.