Che cos’è il POR FSE e come si colloca all’interno delle strategie e dei programmi di finanziamento europei?
Nel 2010 l’Unione europea ha lanciato la strategia decennale Europa 2020 per affrontare la crisi, colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico. Le priorità chiave della strategia sono:
- crescita intelligente: sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione;
- crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva;
- crescita inclusiva: promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.
Tali priorità sono dettagliate in 11 obiettivi tematici, a loro volta declinati in azioni operative e finanziati attraverso diversi Fondi Strutturali; tra questi l’obiettivo 9, che per la prima volta prevede una specifica attenzione nei fondi strutturali alla promozione dell’inclusione sociale, alla lotta alla povertà e ad ogni tipo di discriminazione.
I programmi di intervento che maggiormente interessano il welfare sociale intervengono dunque in particolare sull’obiettivo 9, e sono finanziati a valere su diversi fondi strutturali:
- Programma Operativo Nazionale Inclusione (PON)
- PON Città metropolitane (PON METRO)
- Programmi di Sviluppo Rurale (PSR)
- Programmi Operativi Regionali (POR)
Tra questi, i programmi di maggiore rilevanza per il sociale sono costituiti dai Programmi operativi FSE (Fondo Sociale Europeo) e FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale), attraverso cui all’Italia sono stati assegnati in totale 32,3 miliardi di euro, di cui 3,156 miliardi sono destinati a finanziare nello specifico l’obiettivo 9.
Il tema chiave della programmazione coi fondi strutturali è quello dell’inclusione attiva: per come è descritta in ambito comunitario implica la coniugazione di misure passive ed attive di inserimento socio-lavorativo attraverso una strategia globale ed integrata per l’inclusione delle persone escluse dal mercato del lavoro, basata sulla combinazione di tre parti: adeguato sostegno al reddito, mercati del lavoro in grado di favorire l’inserimento e l’accesso a servizi di qualità. L’obiettivo è quello di facilitare l’integrazione lavorativa, attraverso posti di lavoro sostenibili e di qualità per chi è in grado di lavorare, e fornire a coloro che non ne sono in grado risorse sufficienti per vivere dignitosamente, sostenendone la partecipazione sociale.
Un accordo di partenariato definito a livello nazionale ha tradotto le priorità strategiche definite a livello europeo in obiettivi specifici nazionali, individuando priorità di investimento e strategie per utilizzare i fondi strutturali per perseguire anche le finalità connesse al rafforzamento dell’inclusione sociale: su tale base le Regioni hanno potuto costruire le proprie strategie regionali mettendo a punto obiettivi specifici regionali ed azioni declinati all’interno dei propri POR FSE e FESR.
I POR FSE, quasi tutti approvati tra dicembre 2014 e gennaio 2015 per quanto riguarda l’obiettivo 9 hanno concentrato le loro linee di azione sui seguenti temi: inclusione attiva; interventi rivolti alla persone disabili con maggiori fragilità orientati all’inclusione lavorativa integrata con sostegno al reddito e alla realizzazione di servizi personalizzati; interventi di presa in carico multidisciplinare a sostegno dei soggetti particolarmente svantaggiati e dei nuclei familiari multiproblematici; lotta alla povertà.
Box 1 – Gli 11 obiettivi tematici della strategia 2020
| Priorità EU 2020 | Obiettivi tematici | Fondi coinvolti |
| Crescita intelligente | 1) Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione | Azione complementare di FESR e FEASR |
| 2) Accesso, utilizzo e qualità delle ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) | ||
| 3) Competitività delle PMI e del settore agricolo | ||
| Crescita sostenibile | 4) Basse emissioni di carbonio in tutti i settori | FESR |
| 5) Adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione e gestione dei rischi | ||
| 6) Protezione dell’ambiente e uso efficiente delle risorse | ||
| 7) Trasporto sostenibile | ||
| Crescita inclusiva | 8) Occupazione e mobilità dei lavoratori | Obiettivi perseguiti principalmente con FSE |
| 9) Inclusione sociale e lotta alla povertà | ||
| 10) Istruzione, competenze e apprendimento permanente | ||
| 11) Capacità istituzionale e pubblica amministrazione efficiente |
Nello specifico che cosa prevede il POR FSE di Regione Lombardia in relazione all’obiettivo 9 dedicato all’inclusione sociale e alla lotta alla povertà?
Il POR FSE della Regione Lombardia è stato approvato il 17 dicembre 2014 e prevede investimenti per oltre 970 milioni di euro, metà dei quali provenienti dall’Unione Europea e la restante parte dallo Stato e dalla Regione.
Le risorse dedicate all’obiettivo 9 sono pari a oltre 113 milioni di euro provenienti dall’Europa a cui si aggiungono altrettanti di cofinanziamento regionale, per un totale di circa 227 milioni di euro.
La Lombardia ha, infatti, scelto di dedicare a questo obiettivo il 23,4% del totale FSE, superiore al minimo del 20% richiesto dalla normativa comunitaria. Si tratta di una delle poche eccezioni nel panorama delle regioni italiane, che si sono tenute quasi tutte sul 20%.
Box 2. Gli obiettivi del POR FSE e la ripartizione delle risorse
| POR FSE Lombardia 2014-2020 | Dotazione finanziaria
FSE 937,6 MIL |
|
| Asse/Obiettivo Tematico |
Valore % |
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| Asse 1 – OT 8 | Occupazione |
36,9% |
| Asse 2 – OT 9 | Inclusione Sociale e Lotta alla Povertà |
23,4% |
| Asse 3 – OT 10 | Istruzione e Formazione |
34,3% |
| Asse 4 – OT 11 | Capacità Istituzionale e Amministrativa |
2% |
| Asse 5 | Assistenza Tecnica |
3,4% |
| TOTALE |
100,00% |
|
La Regione Lombardia ha focalizzato l’obiettivo 9 su tre risultati attesi – inclusione attiva, qualità dei servizi e povertà estrema – ripartendo le risorse in modo equilibrato sui primi due e finanziando il terzo con una parte residuale delle risorse complessive (3%).
Gli obiettivi specifici su cui Regione Lombardia intende, infatti, concentrare la propria azione per il prossimo periodo di programmazione, sono le seguenti:
- Favorire l’inclusione attiva rafforzando le competenze delle persone vulnerabili e a rischio di discriminazione, ponendo l’accento sulla valutazione multidimensionale del bisogno e sulle misure attive di accompagnamento e supporto in grado di favorire l’inserimento lavorativo mirato e personalizzato.
- Migliorare l’accesso e la qualità dei servizi sociali e sociosanitari (prima infanzia, anziani e disabili), quale elemento complementare e sinergico all’inclusione attiva, e promuovere il welfare come strumento per il miglioramento della qualità della vita delle persone con fragilità;
- Sperimentare percorsi di accesso a modelli innovativi sociali e abitativi, finalizzati a soddisfare i bisogni di specifici soggetti-target (es. la prima residenzialità di fasce deboli, soggetti colpiti da crisi economica, inclusione fasce di povertà estrema).
- Contrastare le situazioni di marginalità estrema, in termini di pronto intervento, per ridurre il rischio di impoverimento maggiore, e ridurre il numero di persone e famiglie in condizione a rischio di esclusione sociale e di povertà in particolare per le situazioni di maggior disagio, caratterizzate in particolare dalla presenza di minori, anziani e disabili nel nucleo famigliare. Tale indirizzo viene legato dalla strategia di Regione Lombardia alla prevenzione della condizione di marginalità facilitando l’accesso ai servizi, migliorando la partecipazione sociale e favorendo l’integrazione tra politiche del lavoro, sociali e abitative, nonché – come da recenti annunci del Presidente Maroni – all’introduzione di una misura regionale di reddito di cittadinanza.
La strategia regionale di promozione dell’inclusione sociale fa dunque perno sulla centralità della persona e della famiglia e si avvale dello strumento della valutazione multidimensionale del bisogno, volto a favorire l’incontro tra domanda e offerta, nell’ottica di garantire risposte sempre più appropriate rispetto al bisogno stesso, attraverso i seguenti principi:
- prossimità: intesa come luoghi che favoriscono l’orientamento dei cittadini alla rete d’offerta del sistema di welfare, individuando risposte complessive, con continuità e più vicine possibili al luogo di vita delle famiglie in condizioni di fragilità;
- flessibilità: intesa come risposta ad un bisogno che è orientato verso servizi e interventi di carattere temporaneo non sempre riconducibili al sistema di offerta oggi presente;
- presa in carico: intesa come supporto, orientamento e accompagnamento sia nella scelta consapevole dei servizi più appropriati ai bisogni delle persone fragili sia nella realizzazione del loro progetto di vita.
La sfida maggiore per le azioni previste di supporto all’inclusione, in particolare per le persone con fragilità elevata, all’interno dell’attuale organizzazione dei servizi collocati a livello territoriale e sviluppati dalle diverse Organizzazioni Pubbliche (Comuni e Asl) e Private (in particolare del Terzo Settore), sarà quella di riuscire ad accompagnare la persona lungo tutto il ciclo della vita e mirare al mantenimento dell’autonomia della persona e della famiglia. In questo senso, la messa in rete di una serie di soggetti portatori di competenze diverse, è strumentale ma al contempo strategica: in questa logica appare quanto mai rilevante il ruolo svolto dall’impresa sociale e, più in generale, dal terzo settore.
Concretamente, in quali azioni e strumenti si tradurrà il POR FSE lombardo?
Gli obiettivi specifici ed azioni che Regione Lombardia ha scelto per l’implementazione della sua strategia, in relazione all’obiettivo 9 sono descritti nel box 2[1].
Tutte le azioni hanno un filo conduttore, ovvero la valutazione da parte dell’équipe multi professionale quale passaggio fondamentale per accedere a qualsiasi intervento o servizio che verrà sviluppato attraverso i fondi comunitari. Altro elemento chiave è l’integrazione con le politiche socio sanitarie, occupazione, formazione per affrontare il bisogno in maniera complessiva.
Per quanto riguarda gli strumenti che saranno utilizzati per avviare gli interventi sul territorio regionale si prevede, da parte regionale, l’emissione di bandi in relazione alle diverse aree tematiche. I bandi di prossima uscita per il 2015 e 2016 sono i seguenti:
- Inclusione attiva delle persone disabili: bando voucher percorsi di autonomia sociale; bando dote percorsi formativi; azione di sistema per la valutazione multi professionale.
- Inclusione attiva del disagio: reinserimento di persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.
- Qualità dei servizi: tutela della famiglia (bandi per interventi di supporto alle famiglie con adolescenti in condizioni di fragilità e per interventi a favore di giovani e persone abusatori di sostanze in situazione di grave marginalità)
- Disagio abitativo: azione di sistema sui laboratori sociali.
Tra i bandi oggi previsti, alcuni sono orientati all’attivazione di voucher, in particolare in quelle aree che prevedono costi e servizi standardizzati, altri invece saranno impostati come bandi a progetti per quelle aree maggiormente sperimentali e meno standardizzate.
Box 3 – azioni previste dal POR FSE Lombardia in relazione all’obiettivo 9
| Obiettivi specifici | Azioni |
| Incremento della partecipazione al mercato del lavoro delle persone vulnerabili (disabili, svantaggiati, a rischio discriminazione) attraverso percorsi di inclusione attiva | Azione 9.2.1: Dalla valutazione multidimensionale all’inserimento lavorativo delle persone disabili |
| Azione 9.2.2 Le persone svantaggiate verso un’occupazione, l’autoimprenditorialità e la conciliazione | |
| Implementazione dell’accesso a servizi sostenibili e di qualità in ambito sociale e socio-sanitario quale elemento complementare e sinergico all’inclusione attiva: sviluppo della qualità dei servizi sociali e socio sanitari | Azione 9.3.3: Presa in carico e accompagnamento della famiglia «fragile» verso interventi integrati compresi quelli che favoriscono la conciliazione |
| Azione 9.3.6: Sviluppo del modello di presa in carico della cronicità e potenziamento della domiciliarità supportata per persone particolarmente fragili | |
| Riduzione del disagio abitativo | Azione 9.1.3 Partecipazione attiva e sperimentazione di attività lavorative per contrastare la fragilità abitativa. (Inclusione Attiva) |
| Azione 9.4.2. Inclusione abitativa e sociale attraverso sistemi di welfare mix (ad esempio co-housing e di housing sociale). (qualità dei servizi) | |
| Contrasto alle situazioni di marginalità estrema, in termini di pronto intervento, per ridurre il rischio di ulteriore impoverimento | Azione 9.5.9. Punti di Pronto Intervento sociale rivolti a famiglie svantaggiate, ad adulti in difficoltà, a chi è socialmente fragile quale risposta a situazioni di emergenza con una durata temporale limitata |
Come si colloca il POR FSE lombardo a confronto con i POR delle altre regioni italiane?
Rispetto alla passata programmazione per il settennio 2014-2020 le risorse a disposizione della lotta all’esclusione sociale sono cresciute considerevolmente e con esse la consapevolezza delle opportunità che con tali fondi si stanno per aprire.
Le fasi di programmazione e ora di implementazione evidenziano grosse differenze nelle regioni italiane. Guardando alle peculiarità lombarde, un primo elemento è dato dalla scelta della Regione Lombardia di promuovere una programmazione integrata tra i diversi settori, cosa che non è avvenuta in molti altri casi in Italia: le autorità di gestione FESR e FSE sono state collocate al livello di Presidenza e non di direzione di settore mentre la responsabilità per l’attuazione dei programmi per asse 2 Inclusione Sociale è stata posta in capo alla DG Famiglia che collaborerà con la DG Istruzione, Formazione e Lavoro, con la DG Casa sul disagio abitativo e con la DG Salute per una piccola parte relativa alle cronicità.
La scelta è stata, dunque, quella di gestire in maniera integrata non solo i fondi ma tutte le varie componenti della Regione che hanno partecipato alla definizione dei contenuti della programmazione. Vedremo come nella fase di implementazione questo si realizzerà.
Guardando alle altre regioni, da questo punto di vista si può osservare che quelle che sono maggiormente riuscite a fare programmazione integrata sono quelle che hanno visto un coinvolgimento del sociale fin dalla passata programmazione (come ad esempio la Puglia) e quelle dove si è attivato un buono scambio coi settori più attivi nel sistema dei fondi strutturali, in particolare il settore formazione e lavoro (ad esempio Lombardia e Friuli Venezia Giulia).
Relativamente all’allocazione delle risorse disponibili si osserva che da una parte all’obiettivo 9 è stata destinata una quota maggiore del totale del Fondo disponibile, rispetto alle altre Regioni; dall’altra si è definita una ripartizione paritaria di risorse tra l’area dell’inclusione attiva e quella relativa al miglioramento della qualità dei servizi, mentre altre regioni hanno invece scelto di concentrare le risorse su politiche di inclusione attiva molto più vicine al mercato del lavoro che non al welfare sociale.
Rispetto ai processi di coinvolgimento dei territori, in alcuni casi, come in Toscana e in Puglia, vi è stato un coinvolgimento molto ampio, anche per far crescere consapevolezza a livello locale di cosa ci si può attendere nei prossimi anni in termini di finanziamento per il servizi alla persona e per la lotta alla povertà.
I territori lombardi sembrano, tuttavia, avere ancora scarsa conoscenza dei contenuti e dei meccanismi dei fondi strutturali e scarsa consapevolezza di come muoversi e di come iniziare a lavorare nella direzione di un’integrazione di tali opportunità e risorse nell’ambito delle proprie programmazioni locali.
Nei prossimi mesi IRS intende promuovere percorsi seminariali di approfondimento in merito al POR FSE lombardo, coinvolgendo i referenti di Regione Lombardia, i cui contenuti e calendari saranno comunicati su Lombardia Sociale.
[1] Quanto qui riportato riprende alcune informazioni presentate dalla Dott.ssa Matucci della DG Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità di Regione Lombardia in occasione del Seminario “Il ruolo del sociale nella nuova programmazione dei fondi strutturali” organizzato da IRS a Milano il 18 e 19 marzo 2015, che si ringrazia ancora per la disponibilità alla partecipazione.