Il 2014 è stato l’anno in cui le scelte finanziarie del nuovo esecutivo hanno potuto svincolarsi dall’eredità formigoniana. Nel 2013, anno di insediamento della nuova Giunta, infatti il bilancio preventivo proveniva dalla precedente presidenza e l’assestamento arrivava a pochi mesi dalla vittoria delle elezioni, dunque con margini di manovra piuttosto ristretti. E’ il 2014 dunque il primo anno in cui possiamo osservare con maggior chiarezza il posizionamento regionale rispetto al settore di nostro interesse e verificare quali conferme e quali cambiamenti si profilano per il prossimo futuro.

Lo scenario nazionale

Una premessa è d’obbligo. Il cambio di esecutivo ha coinciso, come approfondito in diversi articoli nei mesi scorsi, con una leggera ripresa dei fondi nazionali a sostegno del welfare. Il Fondo nazionale per le politiche sociali nel 2014 è stato riconfermato, seppur con un lieve decremento, mentre il Fondo per le non autosufficienze, ripristinato nel 2013, ha visto invece una sensibile crescita.
La Lombardia nel 2014 ha quindi potuto beneficiare di oltre 90 milioni in più rispetto al 2012 (Tab1).
Questo significa dunque che per i territori lombardi, dopo i difficile biennio 2011/12, il cambio dei vertici regionali ha coinciso con una ripresa del welfare locale, soprattutto associato. Le previsioni per il prossimo anno, alla luce di quanto si sa della legge di stabilità in via di approvazione, confermano la recente ripresa.

Tab.1 Principali fondi nazionali sul sociale

2012

2013

2014

2015*(previsione)
Fondo nazionale non autosufficienza

1,5

41,5

51,7

59,0

Fondo nazionale per le politiche sociali

42,4

37,1

35,0

Fondo intesa famiglia

9,9

13,3

Totale fondi nazionali trasferiti

1,5

83,9

98,7

107,3

*ipotesi in costanza del riparto storico tra le Regioni, in considerazione degli stanziamenti in via di approvazione nella legge di stabilità 2015

 

Le risorse regionali

Comparto sociosanitario, si conferma la crescita

L’assestamento di bilancio della scorsa estate (d.s.g.r. n.7657 del 7 agosto 2014) ha confermato l’incremento delle risorse regionali per il comparto socio-sanitario, che nel 2014 hanno potuto contare su un incremento di 60 milioni rispetto all’anno precedente, direttamente provenienti dal Fondo a sostegno della famiglia. Fondo istituito dal nuovo esecutivo, che già nel 2013 contava 50 milioni, di cui però una parte significativa derivava da residui di bilancio e dunque da risorse già a disposizione (si veda articolo precedente). Nel 2014 tale fondo è cresciuto ad 80 milioni, questa volta interamente aggiuntivi, portando il finanziamento ASSI ad oltre 1.700 milioni, il 3,5% in più rispetto all’anno precedente (Tab.2). Le medesime risorse per ora sono confermate anche per il prossimo biennio, ma dovremo attendere l’imminente approvazione del bilancio 2015 per averne certezza.
Questo stanziamento conferma le considerazioni proposte nel nostro sito ad inizio anno. Con la nuova Presidenza viene assegnata maggior priorità al settore sociosanitario nei processi di allocazione della sanità lombarda: gli stanziamenti appena nominati portano infatti la quota dedicata alla gestione Assi  (Fondo famiglia incluso), dal 9,6% del 2013 al 10% del 2014.

Permane invece una nota critica sull’impiego di queste risorse: degli 80 milioni del Fondo famiglia ad oggi non si ha alcuna informazione rispetto alla loro effettiva destinazione, ad eccezione dei 10 milioni appena assegnati ad integrazione del Fondo non autosufficienza per le gravissime disabilità. Cosa stiano finanziando queste risorse aggiuntive, o cosa dovranno ancora sostenere, rimane un dato su cui non si hanno notizie. In tema di trasparenza e rendicontazione pubblica dunque questo esecutivo sembra muoversi, purtroppo, in assoluta continuità con chi lo ha preceduto (si veda articolo precedente).

 

Tab.2 Principali fondi del settore 2012-2016

2012

2013

2014

2015 *(previsione) 2016 *(previsione)
Finanziamento ASSI

1.650,00

1.652,00

1.712,0

1.712,0

1.712,0

di cui Fondo famiglia

30,0

20,0

80,0

80,0

80,0

di cui Fondo sociosanitario tradizionale

1.620,00

1.632,00

1.632,00

1.632,00

1.632,00

Fondo sociale regionale

70,0

70,0

58,0

28,0

30,0

Totale fondi regionali

1.720,0

1.722,0

1.770,0

1.740,0

1.742,0

* dati riferiti al Bilancio di previsione 2014-2016

 

Crescono gli stanziamenti in sostegno alla famiglia

Se sul finanziamento ASSI l’assestamento ha dato conferma delle assegnazioni di inizio anno, sulle diverse misure che  hanno contrassegnato le politiche proprie di questo esecutivo, si rilevano invece significativi incrementi.
Del Fondo per la famiglia abbiamo detto (passato da 50 a 80 milioni). A questo si aggiungono gli stanziamenti per i fondi Nasko e Cresco in favore della natalità, anch’essi cresciuti del 24%. L’incremento sembra essere previsto anche per il prossimo biennio.
Anche il sostegno dei genitori separati in condizione di fragilità economica (Fondo Sostegno), misura annunciata già dalla campagna elettorale, vede una conferma dei 2 milioni assegnati nel 2014, ma prevede un significativo incremento per gli anni prossimi, quadruplicando le risorse assegnate per il 2015-16 (tab.3).
Tutte queste misure (compreso il Fondo per la famiglia), su cui si sono avuti i significativi incrementi che hanno portato alla crescita complessiva del budget di competenza dell’Assessorato Cantù, confermano una scelta di continuità con la logica del finanziamento della domanda che ha caratterizzato fortemente la storia lombarda degli ultimi anni. Tutte queste risorse di fatto vengono indirizzate in modo privilegiato all’erogazione di buoni e voucher direttamente in favore dei destinatari (es. carta acquisti dei fondi per la natalità, i voucher per le misure previste dalla dgr 856/2013).

Tab.3 Comparazione tra previsione e assestamento 2014-2016

previsione 2014

assestamento 2014

2014

2015

2016

2014

2015

2016

Sostengo

2.000

1.000

1.000

2.000

4.000

4.000

Nasko e Cresco

4.200

4.000

4.000

5.500

5.000

5.000

Dati riferiti al Bilancio di previsione 2014-2016

Il Fondo sociale regionale è in calo

Diverso invece è lo scenario riferito al comparto sociale, strettamente inteso. Lo stanziamento posto a preventivo per il Fondo sociale regionale

[1] ad inizio anno era di 58 milioni, ovvero 12 in meno rispetto al 2013. Sembrava dunque replicarsi l’andamento tipico degli ultimi anni, in cui la previsione ha sempre segnato risorse in calo, poi puntualmente ripristinate in corso d’anno, anche grazie alle pressione delle mobilitazioni territoriali, soprattutto da parte del mondo associativo.
Anche quest’anno, con la delibera di riparto di inizio agosto (in allegato), il Fondo sociale regionale ha visto riconfermata la dotazione dello scorso anno – riportato dunque a 70 milioni -, ma per la prima volta tale ripristino non è stato garantito grazie alle risorse proprie della Regione (rimaste sempre a 58 milioni) ma da compensazioni in gran parte provenienti dal Fondo intesa famiglie. Si è chiamato cioè Fondo sociale regionale uno stanziamento che per una parte – quasi il 20% – attinge da risorse nazionali, per altro stanziate dallo Stato in anni precedenti e ripartite dalla Regione solo nel 2014 (tab. 2).
Quanto accaduto dice diverse cose in riferimento alle scelte di finanziamento al welfare.  Primo, che contrariamente alle scelte fatte sul fronte sociosanitario, questo esecutivo è orientato a disinvestire sul comparto sociale, rafforzando dunque quella separazione tra sociale (lasciato unicamente in capo allo Stato e ai Comuni) e sanitario, già tipico della storia lombarda. Questa scelta porterà inoltre ad arretrare ulteriormente rispetto ad altre realtà regionali comparabili, rafforzando quel divario nell’investimento sul sociale che già abbiamo documentato in passato (si veda precedente articolo).
Infine, se verranno confermate le allocazioni previste per i prossimi anni, in netto calo rispetto agli esecutivi precedenti, sarà sempre più difficile agire compensazioni anche con l’impiego di risorse altre, ed effettive decurtazioni a danno di enti gestori e cittadini, saranno quindi molto più probabili.

Una valutazione complessiva

Il quadro che emerge dopo l’assestamento ci da conferma di quanto analizzato in questi mesi: i dati attestano chiaramente che questo esecutivo ha effettivamente potenziato le risorse dell’assessorato alla  Famiglia, incrementando in modo sensibile la dotazione del comparto socio-sanitario.
Rimane invariato il tradizionale finanziamento ASSI, ma a questo si aggiungono nuove risorse sulle misure che più stanno a cuore a questa Giunta: famiglie in condizioni di fragilità (come definite dal Fondo famiglia) e genitori separati.
L’assestamento certifica però anche un altro elemento: alla crescita del sociosanitario corrisponde un chiaro disinvestimento sul comparto sociale.
Staremo dunque ad osservare con grande attenzione cosa accadrà con l’imminente approvazione del bilancio 2015. Sarà confermato lo scenario di netta separazione tra i due comparti o possiamo sperare in piacevoli sorprese?


[1] Ricordiamo che  il FSR in questi anni è andato a sostegno dei gestori di servizi socio assistenziali, pubblici e privati, per compensarne i costi, con l’obiettivo di contenere le rette a carico dei cittadini, o dei comuni stessi, quando non è prevista la compartecipazione dell’utente.

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