Nell’anno trascorso dalla pubblicazione dei Vademecum 2013 sui servizi residenziali e su quelli di sostegno alla domiciliarità degli anziani, LombardiaSociale si è posta l’obiettivo di esplorare più da vicino le ricadute della crisi sull’accudimento rivolto ai non autosufficienti e sui soggetti coinvolti nel lavoro di cura.
In parallelo, una particolare attenzione è stata dedicata all’esame del percorso legislativo messo in atto dalla X legislatura a sostegno degli anziani fragili e all’approfondimento delle sue varie implicazioni.
Il presente vademecum, quindi, è diviso in due parti: la prima, più breve, s’intitola “Gli effetti della crisi nell’assistenza ai non autosufficienti”. La seconda, più ampia poiché il tema è stato oggetto di un’intensa e diversificata produzione normativa, s’intitola “Le politiche di sostegno agli anziani fragili nella X legislatura”.
Gli effetti della crisi nell’assistenza ai non autosufficienti
L’esplorazione degli effetti della crisi “infinita” nel lavoro di cura prende il via dall’analisi di ciò che sta accadendo tra le figure centrali nell’assistenza: le badanti. L’articolo Le badanti lombarde e la crisi spiega come l’aiuto reso dalle assistenti familiari stia assumendo connotazioni nuove. Gli autori indagano le quattro principali dinamiche che si stanno sviluppando a seguito delle crescenti difficoltà economiche delle famiglie e dei tagli di spesa avvenuti nei servizi sociali.
Il secondo tassello del quadro riguarda le conseguenze della crisi all’interno della cerchia familiare. Riallacciandosi al pezzo precedente, l‘articolo Prendersi cura in tempo di crisi ne riprende le principali considerazioni e le mette a confronto con quanto emerso da alcuni caregiver nel corso di gruppi di auto mutuo aiuto condotti dall’autrice.
Chiude il ciclo l’articolo Famiglie che rinunciano al posto in RSA, che esamina meccanismi e motivazioni all’origine di questo fenomeno, già segnalato nell’ambito di vari contributi dedicati alla residenzialità. Dall’analisi emerge che alcune conclusioni non possono essere date per scontate: anche in tempo di crisi, i motivi economici non sempre spingono le famiglie a rinunciare definitivamente al posto in RSA ma sembrano piuttosto indurle a attuare comportamenti “adattivi” (posticipo del ricovero spinto all’eccesso, ricorso a strutture più lontane con rette più contenute, ecc.).
Le politiche di sostegno agli anziani fragili nella X legislatura
Il primo periodo della X legislatura è caratterizzato da un’intensa attività legislativa, mirata a riformare il sistema socio-sanitario regionale nel suo complesso. Il sostegno ai soggetti fragili è uno degli obiettivi prioritari.
In quest’area sono state introdotte diverse novità che LombardiaSociale ha analizzato ad ampio raggio, indagando i temi più significativi per i vari soggetti coinvolti con differenti ruoli.
Oltre che al percorso legislativo nelle diverse fasi e articolazioni, grande attenzione è stata dedicata alla presa in carico integrata, densa di ricadute per gli Enti del territorio, Comuni e ASL. Sono stati esaminati da vicino diversi aspetti di forte interesse per i gestori delle varie unità di offerta, toccandone alcuni particolarmente specifici (il contratto d’ingresso nelle strutture residenziali, gli indicatori di appropriatezza, i fattori che influiscono sulla composizione delle rette, ecc.) . Come d’abitudine, è stata raccolta la diretta opinione degli operatori impegnati ad attuare le riforme regionali nel territorio. Quando possibile, sono stati proposti confronti con altre Regioni.
Gli articoli pubblicati sono troppi per trovare spazio nel Vademecum. Quella che proponiamo, di conseguenza, é una selezione ragionata dei pezzi ritenuti più utili e rilevanti per l’inquadramento e la comprensione globale dell’argomento. Per un esame dell’intera produzione si rimanda alle aree tematiche “anziani” e “disabilità” del sito, mentre la puntuale disamina dell’excursus legislativo è reperibile alla voce “atti e normative”.
L’articolo Nuovi atti regionali: uno sguardo dalla parte dei Comuni esamina l’impatto che due importanti delibere regionali sui temi della non autosufficienza (740/2013 e 856/2013) potranno avere sui Comuni, apportando nuova linfa al settore sociale e sociosanitario. L’autrice propone alcune riflessioni sulle prime disposizioni relative al Fondo Famiglia, spaziando dalle risorse economiche messe a disposizione alla valutazione multidimensionale, fattore imprescindibile per l’attuazione del sistema.
Con Residenzialità leggera e RSA/RSD aperte: possibili opportunità e insidie da evitare prosegue l’approfondimento della DGR 856/2013, primo provvedimento di avvio della riforma del welfare lombardo tratteggiata nella DGR 116/2013. Il contributo analizza in particolare le misure a favore di anziani e disabili: gli alloggi protetti per anziani e la RSA/RSD aperta. L’autore delinea sia le potenzialità offerte dalla misura che i rischi insiti nell’attuazione, sottolineando anche la necessità di ricostituire competenze e risorse “perdute” da ASL e Comuni.
L’articolo Diversificare i servizi delle RSA: quali gli impatti economici di questa scelta? esamina un aspetto centrale per i gestori: la sostenibilità economica dei nuovi ruoli previsti dal legislatore per le strutture residenziali. Gli autori evidenziano come la differenziazione e la diversificazione dei servizi non producano automaticamente un miglioramento della performance economica.
Con gli articoli Presa in carico integrata: cosa sta accadendo sul territorio regionale?e Attivamente, e con attenzione, verso una presa in carico integrata nel territorio Cremonese[1], lo sguardo si volge nuovamente ai servizi del territorio. Entrambi i pezzi analizzano le conseguenze dei provvedimenti regionali che stabiliscono la presa in carico integrata tra ASL e Comuni. Il primo, che propone l’opinione del responsabile di un ambito territoriale del bergamasco, ben evidenzia gli aspetti positivi ma anche le difficoltà di un’integrazione “calata dall’alto”. Il secondo, che riporta la testimonianza del responsabile di un’ASL del territorio cremonese, allarga la riflessione ad alcune necessarie integrazioni sanitarie ed evidenzia snodi applicativi utili per riflessioni future.
L’articolo Regole 2014 e RSA: la revisione del sistema e le possibili conseguenze analizza la DGR 1185/2013 (delibera delle regole 2014): la normativa detta le regole di sistema portando a compimento un percorso di revisione della rete di offerta socio-sanitaria e dedica particolare attenzione alla residenzialità per anziani. L’autore si sofferma su alcuni aspetti di grande importanza per le RSA: i cambiamenti introdotti, l’appropriatezza degli accessi e la residenzialità leggera, i costi standard e altro ancora[2].
La rassegna si conclude con l’articolo Interventi a sostegno dell’anziano fragile: prime riflessioni sulla sperimentazione della DGR 856, che – dopo quella degli operatori di ASL e Comuni – propone l’opinione di un gestore sulla residenzialità leggera e sui nuovi ruoli previsti per le RSA. L’intervistato, partendo dalla concreta esperienza della Cooperativa Sociale “La Meridiana” di Monza, offre interessanti riflessioni sul modello di residenzialità leggera attuato, sulla sostenibilità economica, sulle criticità e positività delle nuove misure regionali nonché sulle ricadute per gli utenti dei servizi.
[1] I due articoli fanno seguito a un primo pezzo sulla presa in carico integrata nell’AT di Garbagnate, non contenuto in questa raccolta e consultabile sul sito.
[2] In un secondo contributo, non contenuto in questa raccolta e consultabile sul sito, l’autore prosegue nell’analisi delle Regole 2014 focalizzandosi sull’integrazione sociale e socio-sanitaria e sulla valutazione multidimensionale in relazione ai servizi per gli anziani.