Le nuove direttrici della X legislatura
La X legislatura ha preso avvio con l’annuncio della volontà di riformare complessivamente il sistema di welfare lombardo. Una riforma dettata principalmente da due elementi: l’insostenibilità del sistema nel tempo (in relazione all’aumento dei bisogni e alla concomitante riduzione delle risorse pubbliche) e la sua inadeguatezza rispetto ai nuovi bisogni emergenti.
Con la dgr 116 – primo provvedimento della X legislatura – la nuova Giunta ha posto alcuni principi cardine della riforma e con i successivi atti ha cercato di darne prime declinazioni operative: fondo a sostengo della famiglia, indirizzi in favore delle persone affette da sindrome dello spettro autistico, indirizzi sull’impiego del fondo non autosufficienza sono i principali.
Riproponiamo in questo compendio un primo articolo – Prime attuazioni del fondo famiglia – che da conto dell’approccio di riforma che l’esecutivo ha inteso intraprendere: punti unici di welfare, valutazione multidimensionale, progettazione e pianificazione individuale realizzata in modo integrato, monitoraggio e controllo e budget di cura, sono diventate le parole chiave di questa legislatura[1].
Un secondo contributo – Nuovi atti regionali: uno sguardo dalla parte dei comuni – propone alcune prime reazioni ai nuovi atti di riforma regionale che, passando dal dichiarato regionale all’interpretazione del territorio, fanno emergere alcuni aspetti di criticità e alcune contraddizioni.
Un terzo contributo – Il welfare regionale prova a cambiare: perché vi sono resistenze nei servizi? – prova a leggere il significato del cambio di passo proposto, alla luce della lunga stagione formigoniana (in parte già interrotta dagli ultimi due anni dell’assessorato Boscagli). Vengono analizzati gli elementi che fanno intuire la prospettiva di un cambio di direzione e si tenta di leggere dietro alcune delle criticità e resistenze mostrate dal livello territoriale.
Infine si ripropone la lettera del Forum del terzo settore – Forum del Terzo Settore: i punti critici di un buon percorso di riforma – con cui viene commentato il primo anno di lavoro del nuovo esecutivo.
Le eredità
La legislatura ha preso avvio ereditando alcune sperimentazioni già in corso, in particolare riferite alla introduzione di unità d’offerta innovative per il welfare (es. residenzialità leggera, consultori quali centri per la famiglia, riabilitazione ambulatoriale e diurna territoriale extraospedaliera per minori disabili….) e all’introduzione del fattore famiglia lombardo, quale strumento di misurazione socio-economica delle famiglie da adottare nella regione. LS ha continuato a tenere monitorate queste partite e a dare conto del nuovo posizionamento regionale.
Sulla prima si è registrato un sostanziale allineamento con l’esecutivo precedente. I primi due articoli raccontano la prosecuzione delle sperimentazioni avviate con la dgr 3239/2012, attraverso l’adozione di azioni migliorative – Nuove unità d’offerta: si chiude la sperimentazione e si avviano le migliorie – e la declinazione di un percorso di messa a sistema – Nuove unità d’offerta: verso la ridefinizione del welfare regionale? Ancora 6 mesi di transizione.
L’ultimo contributo propone invece una riflessione sull’ “eredità mancata” del fattore famiglia lombardo, la cui sperimentazione, complice il compimento della riforma dell’Isee nazionale, è stata sostanzialmente lasciata morire – Il silenzio assordante intorno al FFL.
I piani di zona in Lombardia
In questo ultimo anno gli ambiti lombardi sono stati impegnati nell’attuazione dei piani di zona, secondo le indicazioni delle linee guida emanate dal precedente esecutivo. La nuova direzione si connotata per una sostanziale continuità su questo fronte, portando avanti il confronto con il piani di zona, orientato alla riforma della programmazione locale in un’ottica di maggior sostenibilità e fondato sulla conoscenza.
Il primo articolo – Piani di zona: e ora? – propone alcuni interrogativi con cui si è aperta la quarta programmazione zonale, alla luce delle indicazioni regionali: maggior imprenditività dei piani, allargamento del perimetro delle risorse includendo anche quelle private e ridefinizione del ruolo stesso degli uffici di piano.
Il secondo contributo è un commento di Giovanni Fosti (Cergas Bocconi) all’attuazione delle linee guida, in cui sono proposte riflessioni sul cambio di paradigma regionale e sulle opportunità che si aprono per i territori – Le linee d’indirizzo e la promozione della conoscenza nei territori.
Da ultimo, a seguito di una ricognizione in alcuni ambiti, l’articolo conclusivo che prova a tirare le fila del triennio programmatorio, osservando come gli ambiti lombardi lo hanno vissuto, anche alla luce dell’andamento altalenante delle risorse finanziarie, soprattutto di provenienza statale – Le incertezze del finanziamento al welfare e le reazioni dei territori.
Innovazioni dal territorio
Pare interessante, in questo compendio, dare evidenza di un’innovazione di particolare rilievo che ha interessato la programmazione del welfare lombardo, ovvero l’operazione che Fondazione Cariplo sta conducendo per sostenere percorsi trasformativi e innovativi nel welfare locale, attraverso l’emissione di un nuovo bando, secondo logiche e modalità differenti da quelle abituali. L’articolo propone un’intervista a Monica Villa, vicedirettore dell’Area Servizi alla persone della Fondazione, nel quale viene spiegato nel dettaglio il senso e gli obiettivi del bando e prova a dare risposta ad alcune obiezioni possibili in merito a rischi e difficoltà potenziali dell’operazione – Fondazione Cariplo ad una svolta? Opportunità e rischi del nuovo bando Welfare in azione.
[1] Per le altre dgr si rimanda ai Vademecum sulla non autosufficienza e disabilità.