Con il Decreto n. 159 del 5 dicembre 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato, come è noto, la riforma dell’ISEE, promossa come un “passo fondamentale” per il miglioramento dell’“equità sociale”. Il nuovo Dpcm sembra in effetti differenziare in modo più equo i valori assunti dall’indicatore ISEE, sia al crescere della componente reddituale e patrimoniale sia dei soggetti appartenenti al nucleo familiare.
In questo contributo analizziamo come cambiano i valori del nuovo ISEE con riferimento, in particolare, ad alcune tipologie familiari e partendo dai risultati di un’indagine recentemente pubblicata su “Fisco Equo”, Rivista telematica di Lef – Associazione per la legalità e l’equità fiscale, dal titolo: “Indagine conoscitiva sui primi anni di applicazione dell’ISEE – L’indicatore della Situazione Economica Equivalente (1998-2013)”.
I temi sviluppati dall’indagine diffusa da Lef – Associazione per la legalità e l’equità fiscale[1]
Al fine di valutare l’efficacia e l’equità dei cambiamenti introdotti dal nuovo Dpcm, Lef propone un’interessante analisi quantitativa che mette a confronto i valori assunti dall’indicatore ISEE secondo la “vecchia” e “nuova” formulazione e il Fattore Famiglia Lombardo. L’analisi, nello specifico, si concentra su un nucleo familiare di lavoratori dipendenti o autonomi con un reddito complessivo IRPEF pari a € 31.600,18 e ne osserva le variazioni al mutamento della condizione abitativa e del patrimonio mobiliare[2].
Riportiamo in questo contributo, in particolare, i risultati emersi in merito a tre delle tipologie familiari analizzate, ovvero: 1) coppia con tre figli minori, 2) coppia e 3) singolo.
Nella Tabella 1 si riportano, per ciascuna di queste tre tipologie, i diversi valori assunti dagli indicatori, mettendo in evidenza la variazione percentuale, riportata in parentesi, rispetto all’ISEE del vecchio Dpcm. L’obiettivo è mettere in evidenza gli scostamenti del nuovo indicatore nazionale della condizione economica e della variante regionale lombarda, fornendo elementi di riflessione su “vincitori” e “perdenti” delle due soluzioni.
Fonte dati: Lef
Nota: In parentesi sono indicate le variazioni percentuali rispetto all’indicatore ISEE vecchio DPCM. *Si precisa che il valore dell’abitazione principale occupata direttamente per il calcolo dell’ISEE secondo i criteri del nuovo Dpcm è pari a € 57.058,78, scelta motivata dal punto di vista metodologico dal diverso “peso” attribuito a questa voce nel calcolo dell’indicatore (vedi Allegato D del Rapporto annuale “Criteri adottati per l’analisi quantitativa”). **Si precisa che il valore dell’abitazione principale occupata direttamente per il calcolo dell’ISEE secondo i criteri del nuovo Dpcm è pari a € 114.117,57, scelta motivata dal punto di vista metodologico dal diverso “peso” attribuito a questa voce nel calcolo dell’indicatore (vedi Allegato D del Rapporto annuale “Criteri adottati per l’analisi quantitativa”)
Paragonando il nuovo e il vecchio ISEE per le tre tipologie di nucleo familiare, si può così osservare che:
- a parità di condizioni economiche della famiglia, il valore dell’ISEE con il nuovo Dpcm, è più favorevole per le coppie con tre figli. Nel caso A, ad esempio, con riferimento a tali nuclei, l’indicatore ISEE nuovo è ridotto del 25,7% rispetto al precedente. Variazioni negative si osservano anche negli altri casi. Lo stesso non è sempre osservabile, invece, nelle coppie e nei singoli.
- il valore dell’ISEE con il nuovo Dpcm, a parità di condizioni economiche, è sempre più favorevole, rispetto a quello ottenuto con il vecchio Dpcm, per i nuclei che si trovano in affitto. Per tutte le tipologie familiari, infatti, l’ISEE nuovo si riduce maggiormente in casi di affitto rispetto a quelli di abitazione di proprietà. I nuclei che risiedono in abitazioni di proprietà sembrerebbero dunque meno favoriti, ad esclusione dei casi in cui il valore del patrimonio mobiliare/immobiliare è basso (caso C in tabella, si vedano evidenziazioni in rosso);
- in generale, il valore dell’ISEE con il nuovo Dpcm del nucleo che occupa l’abitazione direttamente risulta, a parità di condizioni del patrimonio mobiliare, superiore a quello del nucleo in affitto.
Paragonando il Fattore Famiglia all’ISEE, nelle versioni vecchia e nuova, per le tre tipologie di nucleo familiare, si osserva quindi che:
- il valore del Fattore Famiglia, a parità di condizioni economiche, risulta sempre più favorevole rispetto all’ISEE vecchio e nuovo, per i nuclei con tre figli. Le variazioni dell’indicatore sono, infatti, sempre negative rispetto all’ISEE vecchio e maggiormente negative rispetto all’ISEE nuovo. Per i suddetti nuclei tale vantaggio arriva a superare gli € 8.000,00 per un reddito di € 31.600.18 per valori elevati del patrimonio.
- il valore del Fattore Famiglia, a parità di condizioni economiche, per il singolo e la coppia risulta meno favorevole rispetto all’ISEE calcolato con il vecchio Dpcm. Nella maggior parte dei casi, infatti, il valore del Fattore Famiglia è superiore.
Nei tre grafici (Figura 1, 2 e 3) si evidenzia come varia l’indicatore dell’ISEE calcolato con il vecchio e il nuovo Dpcm e il Fattore Famiglia per una coppia con tre figli minori al variare del reddito complessivo[3].
Se si concentra l’attenzione, in particolare, sulla fascia di reddito più bassa, inferiore a € 5.000,00 annui, si può notare che i valori assunti dall’ISEE calcolato con il nuovo Dpcm (Figura 2) presentano un buon livello di differenziazione tale da garantire una sufficiente disaggregazione, con relativa classificazione, degli importi anche per valori bassi di reddito e patrimonio.
Ciò non accade invece per l’ISEE calcolato con il vecchio Dpcm (Figura 1) e per il fattore Famiglia Lombardo (Figura 3): i valori assunti per importi bassi di reddito e patrimonio si addensano con la diretta conseguenza di ostacolare nei fatti la creazione di una graduatoria per l’accesso ai servizi e alle prestazioni, principale risultato atteso dall’applicazione di questi strumenti di calcolo della situazione economica delle famiglie. In particolare, tutti i valori assunti dal Fattore Famiglia Lombardo si collocano sotto € 5.000,00 per tutte le situazioni patrimoniali con reddito inferiore a € 17.621,69 e sotto i € 10.000,00 per tutte quelle con reddito inferiore a € 31.600,18. Si rileva, infine, che nel Fattore Famiglia Lombardo l’aumentare delle franchigie per il valore della casa occupata direttamente e per il patrimonio mobiliare posseduto al crescere del nucleo familiare provoca un “appiattimento indifferenziato” dell’indicatore verso il basso, oltre ad un evidente svantaggio per i soggetti che non fanno parte di famiglie numerose.
Considerazioni di sintesi e interrogativi aperti
Quali “potenzialità” e “limiti” si mettono in evidenza dall’introduzione del nuovo Dpcm? Ci sembra interessante richiamare in particolare i seguenti spunti proposti da Lef, ovvero:
- l’adozione del vecchio ISEE e del Fattore Famiglia comporta che i valori assunti per importi bassi di reddito e patrimonio si addensano, ostacolando una efficace classificazione per l’accesso ai servizi e alla prestazioni.
- Nel nuovo Dpcm non appare ben equilibrato il rapporto tra i valori dell’indicatore che si ottengono, a parità di condizioni, tra i nuclei in abitazione di proprietà e quelli in affitto. Nonostante si metta in evidenza come il valore del nuovo ISEE, a parità di condizioni economiche, registri un mutamento in positivo per i nuclei che si trovano in affitto, l’indicatore favorisce comunque coloro in possesso della “prima abitazione”. Nello specifico, il concorso del patrimonio alla determinazione della situazione economica del nucleo nella misura del 20% appare non sufficiente a determinare un significativo riequilibrio in senso equitativo del valore dell’ISEE. In questo senso, l’adozione da parte del Fattore Famiglia della percentuale del 30% sembrerebbe più adeguata.
- Il nuovo Dpcm differenzia in modo più equo i valori assunti dall’indicatore sia al crescere delle componenti reddituale e patrimoniale che dei soggetti appartenenti al nucleo familiare. Si può osservare come è la famiglia numerosa a risultare agevolata dalle apposite franchigie aggiuntive: sembrerebbe così che il nuovo ISEE abbia fatto propri, seppur in misura considerevolmente minore, i principi alla base del Fattore Famiglia. Suscita, tuttavia, perplessità il dare per scontato che la famiglia numerosa abbia maggiore bisogno del sostegno pubblico, soprattutto se ciò penalizza chi non si trova in questa condizione familiare e con uno strumento che per sua natura dovrebbe essere “neutrale”.
Questi elementi, in particolare quelli “di vicinanza” tra nuovo ISEE e Fattore Famiglia ci sollecitano, in chiusura, alcuni interrogativi:
- Quale posizione verrà adottata dalla Regione Lombardia in merito all’applicazione effettiva del Fattore Famiglia?
- Proseguirà nel garantire le famiglie numerose nonostante il rischio di “impopolarità” connesso alla penalizzazione delle altre tipologie familiari, in particolare coppie e singoli?
- Quali soluzioni potrebbero identificarsi per evitare quell’”appiattimento indifferenziato” verso il basso che sembra connotare il Fattore Famiglia e che rappresenta un evidente ostacolo in un’ottica di regolamentazione dell’accesso ai servizi e alle prestazioni?
[1] Vedi www.fiscoequo.it.
[2] Si richiama il lettore per ulteriori approfondimenti al documento integrale in allegato e all’Allegato 2 riportante una sintesi dei criteri di calcolo alla base dei tre strumenti.
[3] Vedi sempre Allegato D del Rapporto annuale “Criteri adottati per l’analisi quantitativa”.
Al fine di valutare l’efficacia e l’equità dei cambiamenti introdotti dal nuovo Dpcm, Lef propone un’interessante analisi quantitativa che mette a confronto i valori assunti dall’indicatore ISEE secondo la “vecchia” e “nuova” formulazione e il Fattore Famiglia Lombardo. L’analisi, nello specifico, si concentra su un nucleo familiare di lavoratori dipendenti o autonomi con un reddito complessivo IRPEF pari a € 31.600,18 e ne osserva le variazioni al mutamento della condizione abitativa e del patrimonio mobiliare[2].
Riportiamo in questo contributo, in particolare, i risultati emersi in merito a tre delle tipologie familiari analizzate, ovvero: 1) coppia con tre figli minori, 2) coppia e 3) singolo.
Nella Tabella 1 si riportano, per ciascuna di queste tre tipologie, i diversi valori assunti dagli indicatori, mettendo in evidenza la variazione percentuale, riportata in parentesi, rispetto all’ISEE del vecchio Dpcm. L’obiettivo è mettere in evidenza gli scostamenti del nuovo indicatore nazionale della condizione economica e della variante regionale lombarda, fornendo elementi di riflessione su “vincitori” e “perdenti” delle due soluzioni.
Fonte dati: Lef
Nota: In parentesi sono indicate le variazioni percentuali rispetto all’indicatore ISEE vecchio DPCM. *Si precisa che il valore dell’abitazione principale occupata direttamente per il calcolo dell’ISEE secondo i criteri del nuovo Dpcm è pari a € 57.058,78, scelta motivata dal punto di vista metodologico dal diverso “peso” attribuito a questa voce nel calcolo dell’indicatore (vedi Allegato D del Rapporto annuale “Criteri adottati per l’analisi quantitativa”). **Si precisa che il valore dell’abitazione principale occupata direttamente per il calcolo dell’ISEE secondo i criteri del nuovo Dpcm è pari a € 114.117,57, scelta motivata dal punto di vista metodologico dal diverso “peso” attribuito a questa voce nel calcolo dell’indicatore (vedi Allegato D del Rapporto annuale “Criteri adottati per l’analisi quantitativa”)
Paragonando il nuovo e il vecchio ISEE per le tre tipologie di nucleo familiare, si può così osservare che:
- a parità di condizioni economiche della famiglia, il valore dell’ISEE con il nuovo Dpcm, è più favorevole per le coppie con tre figli. Nel caso A, ad esempio, con riferimento a tali nuclei, l’indicatore ISEE nuovo è ridotto del 25,7% rispetto al precedente. Variazioni negative si osservano anche negli altri casi. Lo stesso non è sempre osservabile, invece, nelle coppie e nei singoli.
- il valore dell’ISEE con il nuovo Dpcm, a parità di condizioni economiche, è sempre più favorevole, rispetto a quello ottenuto con il vecchio Dpcm, per i nuclei che si trovano in affitto. Per tutte le tipologie familiari, infatti, l’ISEE nuovo si riduce maggiormente in casi di affitto rispetto a quelli di abitazione di proprietà. I nuclei che risiedono in abitazioni di proprietà sembrerebbero dunque meno favoriti, ad esclusione dei casi in cui il valore del patrimonio mobiliare/immobiliare è basso (caso C in tabella, si vedano evidenziazioni in rosso);
- in generale, il valore dell’ISEE con il nuovo Dpcm del nucleo che occupa l’abitazione direttamente risulta, a parità di condizioni del patrimonio mobiliare, superiore a quello del nucleo in affitto.
Paragonando il Fattore Famiglia all’ISEE, nelle versioni vecchia e nuova, per le tre tipologie di nucleo familiare, si osserva quindi che:
- il valore del Fattore Famiglia, a parità di condizioni economiche, risulta sempre più favorevole rispetto all’ISEE vecchio e nuovo, per i nuclei con tre figli. Le variazioni dell’indicatore sono, infatti, sempre negative rispetto all’ISEE vecchio e maggiormente negative rispetto all’ISEE nuovo. Per i suddetti nuclei tale vantaggio arriva a superare gli € 8.000,00 per un reddito di € 31.600.18 per valori elevati del patrimonio.
- il valore del Fattore Famiglia, a parità di condizioni economiche, per il singolo e la coppia risulta meno favorevole rispetto all’ISEE calcolato con il vecchio Dpcm. Nella maggior parte dei casi, infatti, il valore del Fattore Famiglia è superiore.
Nei tre grafici (Figura 1, 2 e 3) si evidenzia come varia l’indicatore dell’ISEE calcolato con il vecchio e il nuovo Dpcm e il Fattore Famiglia per una coppia con tre figli minori al variare del reddito complessivo[3].
Se si concentra l’attenzione, in particolare, sulla fascia di reddito più bassa, inferiore a € 5.000,00 annui, si può notare che i valori assunti dall’ISEE calcolato con il nuovo Dpcm (Figura 2) presentano un buon livello di differenziazione tale da garantire una sufficiente disaggregazione, con relativa classificazione, degli importi anche per valori bassi di reddito e patrimonio.
Ciò non accade invece per l’ISEE calcolato con il vecchio Dpcm (Figura 1) e per il fattore Famiglia Lombardo (Figura 3): i valori assunti per importi bassi di reddito e patrimonio si addensano con la diretta conseguenza di ostacolare nei fatti la creazione di una graduatoria per l’accesso ai servizi e alle prestazioni, principale risultato atteso dall’applicazione di questi strumenti di calcolo della situazione economica delle famiglie. In particolare, tutti i valori assunti dal Fattore Famiglia Lombardo si collocano sotto € 5.000,00 per tutte le situazioni patrimoniali con reddito inferiore a € 17.621,69 e sotto i € 10.000,00 per tutte quelle con reddito inferiore a € 31.600,18. Si rileva, infine, che nel Fattore Famiglia Lombardo l’aumentare delle franchigie per il valore della casa occupata direttamente e per il patrimonio mobiliare posseduto al crescere del nucleo familiare provoca un “appiattimento indifferenziato” dell’indicatore verso il basso, oltre ad un evidente svantaggio per i soggetti che non fanno parte di famiglie numerose.
Considerazioni di sintesi e interrogativi aperti
Quali “potenzialità” e “limiti” si mettono in evidenza dall’introduzione del nuovo Dpcm? Ci sembra interessante richiamare in particolare i seguenti spunti proposti da Lef, ovvero:
- l’adozione del vecchio ISEE e del Fattore Famiglia comporta che i valori assunti per importi bassi di reddito e patrimonio si addensano, ostacolando una efficace classificazione per l’accesso ai servizi e alla prestazioni.
- Nel nuovo Dpcm non appare ben equilibrato il rapporto tra i valori dell’indicatore che si ottengono, a parità di condizioni, tra i nuclei in abitazione di proprietà e quelli in affitto. Nonostante si metta in evidenza come il valore del nuovo ISEE, a parità di condizioni economiche, registri un mutamento in positivo per i nuclei che si trovano in affitto, l’indicatore favorisce comunque coloro in possesso della “prima abitazione”. Nello specifico, il concorso del patrimonio alla determinazione della situazione economica del nucleo nella misura del 20% appare non sufficiente a determinare un significativo riequilibrio in senso equitativo del valore dell’ISEE. In questo senso, l’adozione da parte del Fattore Famiglia della percentuale del 30% sembrerebbe più adeguata.
- Il nuovo Dpcm differenzia in modo più equo i valori assunti dall’indicatore sia al crescere delle componenti reddituale e patrimoniale che dei soggetti appartenenti al nucleo familiare. Si può osservare come è la famiglia numerosa a risultare agevolata dalle apposite franchigie aggiuntive: sembrerebbe così che il nuovo ISEE abbia fatto propri, seppur in misura considerevolmente minore, i principi alla base del Fattore Famiglia. Suscita, tuttavia, perplessità il dare per scontato che la famiglia numerosa abbia maggiore bisogno del sostegno pubblico, soprattutto se ciò penalizza chi non si trova in questa condizione familiare e con uno strumento che per sua natura dovrebbe essere “neutrale”.
Questi elementi, in particolare quelli “di vicinanza” tra nuovo ISEE e Fattore Famiglia ci sollecitano, in chiusura, alcuni interrogativi:
- Quale posizione verrà adottata dalla Regione Lombardia in merito all’applicazione effettiva del Fattore Famiglia?
- Proseguirà nel garantire le famiglie numerose nonostante il rischio di “impopolarità” connesso alla penalizzazione delle altre tipologie familiari, in particolare coppie e singoli?
- Quali soluzioni potrebbero identificarsi per evitare quell’”appiattimento indifferenziato” verso il basso che sembra connotare il Fattore Famiglia e che rappresenta un evidente ostacolo in un’ottica di regolamentazione dell’accesso ai servizi e alle prestazioni?
[1] Vedi www.fiscoequo.it.
[2] Si richiama il lettore per ulteriori approfondimenti al documento integrale in allegato e all’Allegato 2 riportante una sintesi dei criteri di calcolo alla base dei tre strumenti.
[3] Vedi sempre Allegato D del Rapporto annuale “Criteri adottati per l’analisi quantitativa”.



