Quale è il quadro delle risorse gestite a livello di ambito negli ultimi anni, quali ricadute hanno avuto le recenti decurtazioni di FNPS e FNA e quale peso assume il ripristino di questi fondi per il prossimo futuro?

Tab.1 – Fondi dell’ambito di Saronno, per tipologia e anno

IL BUDGET 2013 VIENE SUDDIVISO IN 2013 E 2014

2009

2010

2011

2012

2013

2013

2014

Fnps

711.290

332.857

377.910

188.543

396.885

235.885

161.000

Fna

202.141

392.045

430.087

–

248.755

0

248.755

Fsr

798.757

823.201

659.595

378.589

662.530

662.530

0

Fondo intese

154.825

116.118

–

–

143.504

70.000

73.504

Piano nidi

–

120.907

120.907

120.909

–

0

0

TOTALE 

1.867.013

1.785.128

1.588.499

688.041

1.451.674

Totale risorse 2013                         968.415

Totale risorse 2014                      483.259

 

Va premesso che la scelta del nostro ambito rispetto alla gestione di queste risorse è stata storicamente quella di mantenere una quota a gestione distrettuale per il funzionamento dell’ufficio di piano e la realizzazione  di progetti e interventi a valenza distrettuale; un’altra quota, pari a circa il 50%  del fnps viene redistribuita ai comuni per la realizzazione/potenziamento degli interventi a sostegno della domiciliarità, sulla base di appositi  bandi  condivisi a livello d’ambito o nel rispetto dei singoli regolamenti comunali. Il FNA è stato invece ripartito interamente su base pro-capite e spesa storica sui 6 comuni del distretto, con regole condivise per il suo utilizzo.
Di fatto rispetto alla prima quota – le risorse gestite a livello d’ambito – oltre all’Udp, sono stati finanziati negli anni:

  • l’ufficio di protezione giuridica
  • lo sportello stranieri
  • la consulenza giuridica agli operatori  del distretto  nell’ambito dei minori  in situazioni di pregiudizio  e/o  soggetti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria
  • il progetto Radici, un progetto all’interno delle scuole con le seguenti funzioni: sportello di  ascolto e rilevazione dei bisogni dei ragazzi; interventi  specifici di contrasto all’abbandono scolastico; connessione con la rete dei servizi (SERT, Consultorio…)
  • un progetto di residenzialità leggera per pazienti psichiatrici stabilizzati (in collaborazione con il Dipartimento Salute mentale dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio)

La quota redistribuita ai comuni è andata invece a sostenere interventi in favore della domiciliarità attraverso l’erogazione di titoli sociali (buono anziani non autosufficienti, buono regolarizzazione badanti e voucher sad, adm e adh), gestiti dai singoli comuni ma, come detto, sulla base di appositi bandi condivisi a livello d’ambito o nel rispetto dei singoli regolamenti comunali.
Come si evince dalla tabella, nel 2012 i fondi gestiti a livello zonale si sono più che dimezzati.
Questa riduzione è andata principalmente  a discapito di queste ultime misure. Si sono quasi azzerati gli interventi di sostegno alla domiciliarità sostenuti attraverso gli appositi bandi e sono rimasti quelli attivati dai comuni secondo i singoli regolamenti comunali, con risorse proprie. Questo di fatto ha significato la riduzione significativa degli interventi a sostegno della domiciliarità.

Il ripristino del FNPS e FNA e le risorse ad essi correlate come avete deciso di giocarle?

Un primo dato è che per il FNPS  abbiamo deciso di allocare le risorse in parte a copertura dei costi del  2013 e in parte a bilancio preventivo sul 2014.
La scelta rispetto al loro utilizzo è stata:

  • mantenere il finanziamento dei progetti storicamente gestiti a livello d’ambito, prima menzionati;
  • destinarne una quota  al potenziamento dell’intervento di residenzialità leggera, andando ad investire su un secondo progetto di questo tipo;
  • finanziare due interventi a sostegno dei comuni: una consulenza  rispetto alla gestione degli appalti in ambito sociale (sollecitata dagli operatori sociali stessi che spesso si trovano a dover gestire questa partita impropriamente e senza una specifica preparazione) e un percorso orientato alla declinazione di regolamenti comunali omogenei su tutti i servizi e interventi  (attualmente solo alcuni servizi e  interventi  hanno come riferimento criteri distrettuali, l’obiettivo è quindi portare a compimento il processo di omogenizzazione).

Il FNA invece è stato tutto posizionato sul bilancio 2014 e di fatto andrà a ripristinare quegli interventi a sostegno della domicliarità per anziani e disabili non autosufficienti, che sono stati sacrificati con le precedenti riduzioni.
Su questo fronte si è deciso di distribuire le risorse arrivate dal fondo su tutte le 5 linee previste dalla dgr 740: in misura preponderante (circa il 70% del fondo) per buoni sociali a sostegno del caregiver familiare o professionale e in parte minore per potenziamento del sad, per il sostegno a progetti di vita indipendente, per i voucher per acquisto di servizi di trasporto, pasti ecc . e per interventi di sollievo.

La scelta sulle come allocare le risorse come è avvenuta?

La  programmazione di fatto è avvenuta all’interno dell’ufficio di piano secondo le indicazioni della Assemblea dei Sindaci del Distretto. Non c’è stata però  una riapertura del confronto con il terzo settore, si è fatto riferimento agli indirizzi definiti all’interno del piano di zona vigente dove il terzo settore era già stato coinvolto nel percorso programmatorio, e si è deciso internamente come gestire le risorse aggiuntive.
Su questo però va detto che la gestione di risorse così incerte, che cambiano di anno in anno, è di grande ostacolo alla realizzazione di una programmazione locale congiunta con il terzo settore. Se ci fosse maggior certezza anche una programmazione che coinvolga il terzo settore sarebbe certamente più facile.