Una “discesa” che sembra inarrestabile

Se i dati Istat sull’evoluzione del reddito disponibile delle famiglie per gli anni 2008-2011 lasciavano presagire dei piccoli segnali di ripresa, il quadro recentemente diffuso

[1] va in tutt’altra direzione mettendo in evidenza per la Lombardia, così come per il resto delle regioni italiane, una situazione che permane di forte criticità. Nel 2012, infatti, il reddito disponibile delle famiglie, espresso in valori correnti, rispetto al 2011, registra ovunque una variazione con segno negativo che va da un minimo di – 0,8% in Basilicata a un massimo di  – 2,8% in Liguria e Valle d’Aosta.
Osservando più da vicino il posizionamento della Regione Lombardia nello scenario tratteggiato dall’Istat possiamo vedere che:

  • Il reddito disponibile per abitante per l’anno 2012 è pari in Regione Lombardia a € 20.666, dato superiore alla media nazionale di € 17.563 e che colloca la nostra regione, coerentemente con le precedenti rilevazioni, al 4° posto, dopo la Provincia di Bolzano, la Valle d’Aosta e l’Emilia-Romagna (vedi Figura 1);
  • Il dato sulla variazione del reddito delle famiglie nel biennio 2012-2011 vede in Regione Lombardia una contrazione del – 1,9%, in linea con il quadro emerso a livello nazionale ed in particolare per il Nord-ovest e il Centro (vedi Figura 2);
  • Il reddito da lavoro dipendente si conferma la componente più rilevante nella formazione del reddito disponibile delle famiglie e registra per la Regione Lombardia un 68,3% (vedi Figura 3). Se si va ad osservare il tasso di variazione di questa importante componente del reddito rispetto al 2011, la Lombardia registra un “timido” + 0,2 in un quadro che a livello nazionale evidenzia una vera e propria “crescita 0” (vedi Figura 4).

Se entriamo maggiormente nel dettaglio dei dati messi a disposizione dall’Istat ampliando lo sguardo all’ultimo decennio e concentriamo l’attenzione sulle variazioni registrate annualmente, il biennio 2012-2011 sembra evocare, seppur con percentuali più contenute, la situazione drammaticamente esplosa a partire dal 2009. Quei “segnali di ripresa” che parevano accennarsi a partire dal 2011 paiono ancora lontani. Possiamo, infatti, constatare che:

  • Il reddito disponibile delle famiglie per abitante registra nuovamente in Lombardia e in Italia una variazione di segno negativo come non accadeva dal biennio 2009-2008 (vedi Figura 5 in allegato);
  • Le variazioni nei redditi da lavoro dipendente registrate nell’ultimo biennio sono ben lontane dai valori che si registravano nei primi anni Duemila, che si sono mantenuti solo fino al 2008 (vedi Figura 6 in allegato).
  • I possibili segnali di ripresa che l’Istat legava nel 2011 al tasso di crescita sensibilmente positivo (in Italia, +2,1% e in Lombardia +3,6%) per il reddito misto, reddito che rappresenta “il risultato dell’attività imprenditoriale svolta dalle famiglie nella loro veste di produttori”, vengono disconfermati. Nel 2012 in Regione Lombardia la variazione negativa registra un – 4,6%, di poco inferiore al dato nazionale del – 5,1% e vicino al  – 4,0%  del 2009 (vedi Figura 7 in allegato).

 

Fig.1
Fig.2
Fig.3

Fig4


[1] Vedi allegato.