I dati disponibili dalle fonti ufficiali
In preparazione dell’incontro con l’Assessore abbiamo voluto esplorare i dati della spesa sociale del Comune di Legnano secondo i dati raccolti attraverso la ricostruzione annuale, che, in linea con le richieste Istat, propone una classificazione dei servizi secondo le seguenti aree di intervento: anziani, disabili, minori e famiglie, immigrazione, emarginazione e povertà, dipendenza, salute mentale. Alla luce di questi dati, negli anni 2008-2012 Se estendiamo la nostra analisi della spesa sociale anche alle altre aree di intervento utilizzate nell’ambito della rilevazione, possiamo notare un incremento dell’utenza rientrante all’interno dell’area “minori e famiglie” (+ 6,2%), ciò sembrerebbe avvalorare l’ipotesi che si fa sempre più fatica a identificare in modo “univoco” quale categoria di utenza rientra all’interno dell’area “emarginazione” in senso stretto. Da quali dati è supportato questo cambiamento? Come si sono attrezzati i servizi sociali per far fronte alle richieste delle famiglie? Quanto e come si sono trovate delle connessioni con altri “filoni di politiche”? Quali strategie sono possibili di fronte alla evidente riduzione delle risorse economiche “tradizionalmente” disponibili? Ripercorriamo ora la discussione nei passaggi che seguono. Possiamo dire che si è modificata la domanda delle famiglie, si è estesa la fascia di popolazione che si è trovata in difficoltà per far fronte alle spese di prima necessità, affitto o mutuo. Si è aggravata la crisi occupazionale per cui sempre più famiglie chiedono aiuto, coinvolte in questa spirale negativa della “morosità incolpevole” che le porta allo sfratto esecutivo. Un ulteriore indicatore che ben mette in evidenza il carico di lavoro che hanno assorbito come servizio sociale riguarda le “Decisioni assunte a fronte di richieste dell’utenza” ovvero le decisioni che sono state prese complessivamente dagli operatori, sia di diniego che di accettazione: c’è stato un incremento esponenziale passato dalle 671 “pratiche” del 2006 alle 2.126 del 2012 (+ 216,8%). Principalmente abbiamo incrementato il fondo anti-crisi a disposizione, raddoppiato da € 100.000 a € 200.000 attraverso una manovra di bilancio quando siamo entrati in carica nel 2012. Ciò ha consentito di non diminuire l’investimento sui servizi, lo standard quanti – qualitativo è rimasto. Quando siamo entrati in carica ci siamo trovati di fronte ad uno sbilancio tra spesa corrente ed entrate correnti, sbilancio che negli anni precedenti era stato riequilibrato attraverso misure “una tantum” quali l’alienazione di beni o il prelievo degli utili da società partecipate, senza andare a incidere sulla leva fiscale. Ci siamo però resi conto che questa procedura non poteva andare avanti ancora per molto, inoltre era già previsto dalla Giunta precedente che dal 2012 si sarebbe introdotta l’addizionale Irpef. Si è così deciso di proseguire in questa direzione e, parallelamente, di ritoccare le aliquote Imu. Nel 2012, in collaborazione con Afol sono stati finanziati percorsi di formazione per persone inoccupati o disoccupate per cui, invece del contributo economico, si sono finanziati percorsi di formazione. Questa è stata una decisione importante per non limitare alle erogazioni monetarie gli interventi di contrasto alla povertà. Per l’attivazione delle forme di lavoro accessorio e/o occasionali previste l’amministrazione comunale ha approvato una proposta progettuale presentata dalla Casa del Volontariato e Eurolavoro – Afol Ovest Milano, destinando alle due organizzazioni € 60.000 della quota complessivamente stanziata. La grossa emergenza abitativa la stiamo affrontando su più livelli cercando l’integrazione con diversi soggetti, nello specifico: Stiamo cercando di accelerare l’assegnazione di alloggi ERP disponibili, circa 30 alloggi all’anno. Abbiamo adottato la scelta dell’assegnazione di alloggi allo “stato di fatto” visto che ci sono delle difficoltà nel fare lavori di ristrutturazione. Vista l’assenza di fondi abbiamo proposto ad alcuni nuclei di avere gli alloggi allo “stato di fatto” con l’impegno che l’assegnatario esegua i lavori indispensabili per rendere vivibile l’abitazione, con l’accordo che poi quella spesa venga scalata dal canone di locazione. Parallelamente abbiamo avviato con Aler un confronto per accelerare i tempi di ristrutturazione. Complessivamente ci sembra di poter dire che questi strumenti funzionano quando ci sono nuclei familiari che hanno un minimo di reddito, nel caso, infatti, di persone totalmente prive di reddito si fa fatica a trovare dei proprietari che diano la disponibilità della propria abitazione. Qualche caso siamo riusciti a risolverlo anche se speravamo in risultati maggiori. Negli ultimi mesi abbiamo messo a disposizione per l’”housing sociale” ulteriori € 40.000 per cui abbiamo emesso un avviso pubblico per accogliere manifestazioni di interesse da parte dell’associazionismo che opera in questo specifico settore di interventi. Esito del bando di gara è stato la messa a disposizione dall’Associazione Cielo e Terra di ulteriori 5 appartamenti. Diciamo che se abbiamo tagliato da qualche parte è stato esclusivamente verso quelle attività a carattere ludico-ricreativo che facciamo nei centri sociali e nei centri di aggregazione nei quartieri della città. Siamo comunque riusciti a mantenere l’educativa di strada così come i Centri di aggregazione giovanile. In collaborazione con il Terzo settore abbiamo partecipato ad alcuni bandi emessi da Fondazioni e siamo riusciti così a intercettare dei finanziamenti aggiuntivi. Abbiamo ottenuto dalla Fondazione Cariplo € 140.000 nell’ambito del Bando coesione sociale per un progetto triennale nel Quartiere Canazza, grazie alla Fondazione Ticino Olona abbiamo ottenuto il finanziamento del Progetto “Il Ponte”, progetto che prevede l’attivazione di uno sportello di consulenza legale.
Come possiamo interpretare questo quadro?
Se, infatti, esploriamo meglio le voci di spesa per l’utenza intercettata nell’area “minori e famiglie”, notiamo una crescita importante (+136,7%) della quota riservata ai contributi economici.
Se entriamo poi nel merito dell’aumento della spesa nell’area “emarginazione e povertà” riconducibile alla voce “strutture”, notiamo come sia attribuibile a una crescita della quota di interventi di “housing sociale”.
Utilizziamo questi dati e queste prime considerazioni trasversali per approfondire con il Dott. Colombo una serie di aspetti riconducibili ai seguenti interrogativi:Quanto e come è cambiata in questi ultimi anni la domanda delle famiglie intercettate dai servizi sociali?
Prima di dar voce alle parole dell’Assessore relativamente alla situazione del Comune di Legnano, ci sembra interessante anticipare alcune questioni dirimenti che sono emerse in occasione del nostro incontro, ovvero:
Qual è la vostra visione sul cambiamento della domanda delle famiglie? Vi ritrovate con la lettura offerta dall’analisi della spesa sociale? Ci sono altri dati a supporto?
La domanda vede sempre più famiglie che prima non accedevano ai servizi. Sia qualitativamente che quantitativamente, chiedono contributi economici, lavoro e casa.
Ciò vuol dire che ai servizi arriva un aumento delle richieste di assistenza economica e in secondo luogo di interventi per far fronte all’emergenza occupazionale attraverso l’offerta di nuove opportunità di lavoro e interventi per gestire l’emergenza abitativa.
Questo sembrerebbe andare in contro-tendenza rispetto ai dati della spesa sociale che però bisognerebbe verificare bene come sono stati classificati.
Se integriamo, infatti, questi dati attingendo al report di indicatori generali sulle diverse tipologie di intervento erogate raccolto annualmente dal Comune, il quadro finora dettagliato assume una forma diversa.
Gli indicatori di risultato per i “Benefici economici e di altra natura” registrati dal servizio sociale professionale per gli anni 2006-2012 mettono, infatti, in evidenza che:
Come si è cercato di affrontare questa vera e propria emergenza?
In che cosa è consistita la manovra di bilancio?
Questa manovra, seppur dolorosa e impopolare, ha consentito però di non tagliare i servizi e addirittura di fare delle piccole ulteriori manovre che andassero a “rimpolpare” e potenziare l’offerta a favore di famiglie in situazione di povertà. L’incremento del fondo anti-crisi è un esempio, per cui rispetto al 2011 abbiamo potuto aumentare del 61% il totale delle famiglie beneficiarie e del 23% l’importo del contributo medio erogato, pari a € 673.Parliamo del sostegno agli inserimenti lavorativi….
Questo progetto sperimentale per il 2013 si è deciso di ulteriormente rafforzarlo attraverso lo strumento del “Voucher per prestazioni di lavoro accessorio” per il quale abbiamo stanziato € 90.000 nel bilancio 2013, utilizzando anche una quota del fondo di riserva. Trattasi di prestazioni di lavoro occasionale erogate a cittadini in condizioni di fragilità economica, principalmente cassaintegrati, titolari di indennità di disoccupazione, lavoratori in mobilità[2].
L’idea è di equilibrare un intervento di natura monetaria con dei percorsi di riqualificazione anche per offrire opportunità di lavoro, lo strumento più semplice è quello del voucher.
Visti i ritardi nell’approvazione del bilancio, tuttavia, sarà una misura operativa solo dal 2014. Tra le attività e gli ambiti di applicazione previsti possiamo citare, a titolo esemplificativo:
A proposito di strategie che esulano dalla tradizionale assistenza economica cosa sta avvenendo in merito al tema casa?
Abbiamo riscontrato che ci sono parecchi alloggi sfitti, circa 150, alcuni in attesa di essere ristrutturati, altri che rientrano nel piano vendite di Aler. Visto che il mercato è fermo, abbiamo chiesto di poter trasformare la “vendita” di alcuni alloggi in “locazione con patto di futura vendita” per cercare di venire incontro alle famiglie che ora non si possono permettere di acquistare un alloggio ma possono pagarsi l’affitto in previsione di un futuro acquisto.
Con il 2014 ripartiremo con un tavolo di confronto con Aler.
Un’ulteriore strada intrapresa relativamente agli alloggi ERP è stata quella di chiedere alla Regione di poter incrementare dal 25% al 50% la quota di assegnazione di alloggi in “deroga alla graduatoria” ma abbiamo avuto risposta negativa.
In contemporanea abbiamo attivato un confronto con le agenzie immobiliari per capire come si potesse facilitare l’incontro tra domanda e offerta nel mercato privato. Abbiamo previsto un protocollo di intesa e qualche situazione di sfratto siamo riusciti a risolverla: mettiamo a disposizione una sorta di fondo garanzia che copre sei mesi di canone di locazione, il proprietario ha la garanzia pertanto che sei mesi sono comunque coperti. Ciò è stato possibile attraverso i soldi riservati all’”housing sociale” e a quelli stanziati per il sostegno all’affitto.
Abbiamo quindi i buoni per l’”housing sociale” previsti dal Piano di zona per un ammontare di circa € 40.000 da utilizzare per accedere a nuovi contratti di locazione.
Nei casi in cui nessuna di queste soluzioni è possibile e/o applicabile, in caso di sfratto si opta per l’accoglienza temporanea presso strutture messe a disposizione dalle associazioni presenti nel territori. Lavoriamo in particolare con l’Associazione Cielo e Terra che mette a disposizione una casa di accoglienza solo per uomini, ma anche alloggi in coabitazione tra più famiglie, affinché sia chiaro il messaggio di “soluzione temporanea”.
Il rischio che stiamo intravedendo in altri contesti che abbiamo intercettato nel nostro lavoro è che la crisi economica porti i servizi a rispondere solo all’emergenza e che si perda tutta la “partita” legata all’attivazione delle persone piuttosto che alla parte di prevenzione…
È stata una scelta impopolare quella di agire sulla leva fiscale per cercare di riequilibrare i conti del bilancio ma ciò ha consentito complessivamente di mantenere i livelli quantitativi e qualitativi dei servizi.
Nonostante i tagli dei trasferimenti a livello nazionale e regionale abbiamo potuto avviare qualche piccolo intervento che non andava solo nella direzione dell’assistenza e delle prestazioni monetarie ma che cercava anche di favorire percorsi di inclusione sociale.Infine, a proposito di risorse economiche disponibili, siete riusciti a intercettare qualche altro canale di finanziamento?
Inoltre, a proposito di fondi di solidarietà, è stata fatta richiesta alla Banca di Legnano, ora Banca Popolare di Milano, di istituire un fondo su cui chiunque può fare delle donazioni e devolvere delle risorse. Il fondo è gestito dalla Casa del volontariato, associazione che raggruppa quasi tutti gli organismi di volontariato locale e verrà utilizzato per erogare contributi a favore di famiglie bisognose che accedono ai vari Centri di ascolto della Caritas per spese di prima necessità, sostegno all’affitto, pagamento bollette, ecc.
Abbiamo e stiamo lavorando molto sul versante delle integrazioni, cercando di mettere in rete gli interventi esistenti ed evitando inutili sovrapposizioni.