I consumi delle famiglie
Il dato a livello nazionale vede per il 2012 una spesa media mensile pari, in valori correnti, a € 2.419, spesa che, tenuto conto dell’errore campionario e della dinamica inflazionistica è diminuita anche in termini reali (-2,8%) rispetto all’anno precedente.
La Lombardia perde il primato di regione con la spesa media mensile più elevata, per il 2012 attribuito al Trentino Alto Adige, ma come si può vedere in Tabella 1 si colloca comunque al secondo posto con € 2.866 mensili.
Tabella 1. La spesa media mensile delle famiglie per regione – Anni 2011 – 2012 – Fonte dati: Istat – “I consumi delle famiglie”
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2011 |
2012 |
Variazione 2011-2012 |
|
| Piemonte |
€ 2.705 |
€ 2.632 |
– 2,7 |
| Valle d’Aosta |
€ 2.573 |
€ 2.604 |
+ 1,2 |
| Lombardia |
€ 3.033 |
€ 2.866 |
– 5,5 |
| Trentino-Alto Adige |
€ 2.855 |
€ 2.919 |
+ 2,2 |
| – Bolzano |
€ 2.941 |
€ 3.119 |
+ 6,1 |
| – Trento |
€ 2.776 |
€ 2.736 |
– 1,4 |
| Veneto |
€ 2.903 |
€ 2.835 |
– 2,3 |
| Friuli-Venezia Giulia |
€ 2.594 |
€ 2.461 |
– 5,1 |
| Liguria |
€ 2.371 |
€ 2.267 |
– 4,4 |
| Emilia-Romagna |
€ 2.770 |
€ 2.834 |
+ 2,3 |
| Toscana |
€ 2.673 |
€ 2.591 |
– 3,1 |
| Umbria |
€ 2.443 |
€ 2.450 |
+ 0,3 |
| Marche |
€ 2.615 |
€ 2.509 |
– 4,1 |
| Lazio |
€ 2.522 |
€ 2.468 |
– 2,1 |
| Abruzzo |
€ 2.348 |
€ 2.237 |
– 4,7 |
| Molise |
€ 2.201 |
€ 2.200 |
– 0,04 |
| Campania |
€ 1.944 |
€ 1.896 |
– 2,5 |
| Puglia |
€ 1.958 |
€ 1.898 |
– 3,1 |
| Basilicata |
€ 1.898 |
€ 1.908 |
+ 0,5 |
| Calabria |
€ 1.904 |
€ 1.762 |
– 7,5 |
| Sicilia |
€ 1.637 |
€ 1.628 |
– 0,5 |
| Sardegna |
€ 1.921 |
€ 1.879 |
– 2,2 |
| ITALIA |
€ 2.488 |
€ 2.419 |
– 2,8 |
Elaborazioni IRS su dati Istat Indagine sui consumi – Anni 2011-2012
È, tuttavia, una spesa che registra una variazione in termini negativi senza precedenti: -5,5% rispetto al 2011 e che porta la Lombardia ai livelli di spesa più bassi degli ultimi 6 anni (vedi Tabella 2).
Tabella 2. La spesa media mensile familiare in Regione Lombardia – Anni 2007 – 2012 – Fonte dati: Istat – “I consumi delle famiglie”
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2007 |
2008 |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
|
| Lombardia |
2.896,20 |
2.929,00 |
2.917,69 |
2.896,00 |
3.033,00 |
2.866,00 |
| ∆ |
+0,3% |
+1,1% |
-0,4% |
-0,7% |
+4,8% |
-5,5% |
| Nord – Ovest |
2.763,28 |
2.770,16 |
2.763,92 |
2.796,00* |
||
| Nord – Est |
2.844,51 |
2.866,93 |
2.772,97 |
2.843,00 |
2.761,00 |
|
| Centro |
2.539,09 |
2.557,71 |
2.552,54 |
2.539,00 |
2.577,00 |
2.511,00 |
| Sud |
2.039,64 |
2.011,67 |
1.967,91 |
1.898,00** |
1.894,00 |
1.844,00 |
| Isole |
1.829,79 |
1.826,94 |
1.760,89 |
|||
| ITALIA |
2.480,07 |
2.480,64 |
2.441,77 |
2.453,00 |
2.488,00 |
2.419,00 |
* A partire dal 2010 il dato disponibile comprende tutto il Nord Italia.
** A partire dal 2010 il dato disponibile non riporta la suddivisione tra Sud e Isole.
Se ritorniamo alla Tabella 1 riportante le variazioni nella spesa media mensile nel biennio 2011-2012, dal confronto con le altre regioni italiane, la Lombardia subisce la contrazione maggiore per il Nord Italia e a livello nazionale è in seconda posizione dietro alla Calabria (con un -7,5%), dato dal quale si mette in evidenza “il cambio di rotta” che vede protagoniste le famiglie lombarde. Tabella 3. La spesa media mensile familiare in Regione Lombardia per capitolo di spesa – Anni 2007 – 2012 – Fonte dati: Istat – “I consumi delle famiglie” 2007 2008 2009 2010 2011 2012 v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % Alimentari e bevande 462,89 16 483,37 16,5 469,09 16,1 474,94 16,4 491,35 16,2 472,89 16,5 Tabacchi 21,75 0,8 22,32 0,8 19,16 0,7 20,27 0,7 21,23 0,7 22,93 0,8 Abbigliamento/calzature 166,47 5,7 174,33 6,0 151,82 5,2 144,8 5,0 154,68 5,1 134,70 4,7 Abitazione 822,42 28,4 818,08 27,9 826,54 28,3 857,22 29,6 891,70 29,4 877,00 30,6 Combustibili ed energia 122,19 4,2 146,49 5,0 153,1 5,2 141,9 4,9 148,62 4,9 146,17 5,1 Mobili/elett./servizi per la casa 166,54 5,8 158,79 5,4 164,94 5,7 156,38 5,4 157,72 5,2 140,43 4,9 Sanità 134,14 4,6 109,34 3,7 98,52 3,4 104,26 3,6 106,16 3,5 100,31 3,5 Trasporti 455,81 15, 7 426,04 14,5 437,04 15,0 440,19 15,2 497,41 16,4 424,17 14,8 Comunicazioni 52,57 1,8 54,65 1,9 53,74 1,8 55,02 1,9 51,56 1,7 51,59 1,8 Istruzione 28,76 1,0 32,95 1,1 28,49 1,0 28,96 1,0 33,36 1,1 37,26 1,3 Tempo libero/cultura/giochi 128,24 4,4 132,03 4,5 128,5 4,4 139,01 4,8 145,58 4,8 131,84 4,6 Altri beni e servizi 334,41 11,5 371,29 12,7 386,72 13,3 333,04 11,5 339,70 11,2 329,59 11,5 SPESA MEDIA MENSILE 2.896,20 100,0 2.929,00 100,0 2.917,69 100,0 2.896,00 100,0 3.033,00 100,0 2.866,00 100,0 Elaborazioni IRS su dati Istat Indagine sui consumi – Anni 2007-2012 Il dato a livello nazionale diffuso dall’Istat mette in evidenza per il 2012 come il 12,7% delle famiglie sia relativamente povero (ovvero oltre 9 milioni di persone) e il 6,8% lo sia in termini assoluti (oltre i 4 milioni)[2]. E’ un dato che, coerentemente con quanto registrato dall’indagine sui consumi, interrompe bruscamente la sostanziale stabilità registrata nel corso dell’ultimo quinquennio e che per la Regione Lombardia registra un aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al 2011. L’incidenza sia della povertà relativa che della povertà assoluta aumenta tra il 2011 e il 2012 pressoché in tutte e tre le ripartizioni territoriali (vedi Tabella 4 e Tabella 5). Tabella 4. Incidenza di povertà relativa – Dato % Regione Lombardia e Italia Anni 2007 – 2012 – Fonte dati: Istat – “La povertà in Italia” 2007 2008 2009 2010 2011 2012 4,8 4,4 4,4 4,0 4,2 6,0 5,5 4,9 4,9 4,9 4,9 6,2 6,4 6,7 5,9 6,3 6,4 6,1 22,5 23,8 22,7 23,0 23,3 24,8 11,1 11,3 10,8 11,0 11,1 12,7 Tabella 5. Incidenza di povertà assoluta per ripartizione geografica – Anni 2009 – 2012, valori % – Fonte dati: Istat – “La povertà in Italia” 2009 2010 2011 2012 3,6 3,6 3,7 5,5 2,7 3,8 4,1 5,1 7,7 6,7 8,0 9,8 4,7 4,6 5,2 6,8 È interessante a questo punto richiamare quanto si evince in Figura 1 osservando l’evoluzione nell’incidenza della povertà assoluta nell’ultimo triennio. Se per il Centro l’incremento delle famiglie in condizione di povertà assoluta era ben visibile già negli anni precedenti, visto che la variazione maggiore (+40,7%) si osserva nel biennio 2009-2010, nel Mezzogiorno e al Nord la massima crescita dell’incidenza di povertà si osserva nell’ultimo biennio. In particolare il Nord, che presentava una variazione di solo +2,8% nel 2010-2011, conosce un picco del +48,6% nel 2011-2012. Figura 1. Variazioni nell’incidenza della povertà assoluta per ripartizione geografica – Anni 2009-2012, valori % – Fonte dati: Istat – “La povertà in Italia” Elaborazioni IRS su dati Istat – Anni 2009-2012 L’Istat precisa in questo senso come la povertà sia aumentata per molti sottogruppi di popolazione toccando anche quelli che tradizionalmente presentavano una diffusione del fenomeno più “contenuta”. Entrando nel merito delle tipologie familiari che versano maggiormente in condizione di fragilità, il dato nazionale mette in evidenza come l’incidenza della povertà assoluta sia aumentata in particolar modo tra le famiglie composte da coppie con tre o più figli (con una crescita dal 10,4% al 16,2%), specialmente in caso di presenza di figli minori (in questo caso l’incremento sale dal 10,9% al 17,1%). In conclusione di questo scenario la Regione Lombardia con il 6,0% vede in una condizione di povertà oltre 264.000 famiglie, pari a circa 585.000 persone, con una crescita in termini assoluti rispetto al 2011 di 200.000 persone[4]. Dato quest’ultimo che conferma quanto già si segnalava sempre all’interno del rapporto Éupolis per cui “la mobilità in uscita dalla povertà si è ridotta piuttosto che ampliata”[5] e che, parallelamente, rappresenta un importante indicatore di una cronicizzazione delle situazioni di fragilità delle famiglie che si auspica abbia la giusta attenzione nell’agenda politica regionale dei prossimi mesi. [1] Vedi L. Cavedo “Povertà assoluta in Lombardia” in“L’esclusione sociale in Lombardia. Quarto Rapporto – 2011”, Éupolis Lombardia, Febbraio 2013.
Entrando invece nel merito della composizione della spesa, possiamo notare a livello nazionale una crescita delle quote destinate ai combustibili e all’energia (dal 5,2% al 5,6%) e, parallelamente, la contrazione della spesa destinata all’abbigliamento e alle calzature e all’acquisto di arredamenti, elettrodomestici e servizi per la casa.
Analizzando le voci dei capitoli di spesa per la Lombardia riportate in Tabella 3 troviamo conferma di questo trend, seppur vadano messi in evidenza per le famiglie lombarde un incremento delle spese legate all’abitazione ed una diminuzione delle spese per trasporti, quest’ultimo dato da imputarsi con molta probabilità alla spesa per la benzina, in diminuzione a seguito della riduzione della percentuale di famiglie che l’acquistano. Ad integrazione di questo quadro è interessante segnalare come rimanga pressoché stabile la voce di spesa per le “Comunicazioni”, ciò ad avvalorare quanto messo in evidenza peraltro anche nell’ultimo rapporto Éupolis
I dati sulla povertà relativa
Lombardia
Nord
Centro
Mezzogiorno
ITALIA
Nord
Centro
Mezzogiorno
ITALIA

I peggioramenti più marcati si osservano per le realtà familiari con problemi di accesso al mercato del lavoro: la quota di famiglie povere tra quelle con a capo una persona in cerca di occupazione cresce nel biennio 2011-2012 dal 27,8% al 35,6%.
Il Nord Italia, come sopra richiamato, è colpito duramente da questo peggioramento complessivo: le condizioni di vita delle famiglie settentrionali si sono aggravate soprattutto se a capo della famiglia vi è una persona in cerca di lavoro, la variazione registrata vede un’incidenza della povertà raddoppiata dall’11,7% del 2011 al 22,3% del 2012. Ciò che tuttavia l’Istat sottolinea nel rimarcare la gravità della situazione è che “un livello di istruzione medio alto e un lavoro, anche di elevato livello professionale, non garantiscono più dal rischio di cadere in povertà assoluta, soprattutto quando altri membri della famiglia perdono la propria posizione professionale”[3].
[2] Per la precisione la soglia di povertà relativa per il 2012, per una famiglia di due componenti, è pari a € 990,88, circa € 20 in meno di quella stabilita nel 2011, i dati diffusi calcolano 9.563.000 persone povere in termini relativi e 4.814.000 povere in termini assoluti. Ricordiamo che l’Istat calcola l’incidenza della povertà assoluta sulla base di una soglia di povertà corrispondente alla spesa mensile minima necessaria per acquisire il paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, è considerato essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile (cfr. www.istat.it/dati/catalogo/200900422_00).
[3] Vedi Istat, La povertà in Italia – Anno 2012, p. 9.
[4] Dato calcolato dall’annuario statistico regionale (www.asr-lombardia.it) da cui risultano nel 2012 in Lombardia 4.409.655 famiglie e una popolazione residente di 9.732.063 persone, per un numero medio di componenti per famiglia pari a 2,21.
[5] Vedi G. Rovati “Povertà temporanea e povertà persistente: indicazioni di policy dal network ORES” in“L’esclusione sociale in Lombardia. Quarto Rapporto – 2011”.