Quante risorse: le novità annunciate

La prima grande novità è stata, a pochi giorni dall’insediamento della nuova Giunta, l’annuncio del Presidente Maroni dell’istituzione di un fondo dedicato alla famiglia, fondo – si era detto – di ben 330 milioni di euro. La questione è stata poi rimandata al momento dell’assestamento di bilancio.
Un’altra novità è rappresentata dall’introduzione di una nuova misura di contrasto alle fragilità, riferita ai genitori separati in condizioni di precarietà economica. Misura a cui ad oggi sono stati destinati 2 milioni di euro.
La Regione ha inoltre aggiunto 3,5 milioni di euro, a valere sulle risorse regionali, ad integrazione del Fondo Non Autosufficienza a sostegno delle disabilità gravissime, andando così ad incrementare i 14 milioni derivanti dal fondo nazionale.
Infine, altri 2,5 milioni sono andati assegnati alle progettualità riferite ai disturbi dello spettro autistico.
Si sono confermati i 70 milioni del fondo sociale regionale, sui quali la principale novità è rappresentata dalla rimozione dei vincoli di destinazione posti lo scorso anno (link articolo), oltre che dalla stessa riconferma delle risorse assegnate senza la ormai consueta manifestazione da parte delle associazioni 

[1].

Oggi dunque, a guardare così le cose, potrebbe sembrare che, rispetto alla scorsa legislatura, questo esecutivo stia finalmente dedicando attenzione al sociale, anche attraverso il potenziamento delle risorse ad esso riferite.
Tuttavia, già a seguito dell’annuncio sul fondo famiglia, avevamo posto alcune questioni (si veda un precedente articolo). Alcuni aspetti oggi si stanno chiarendo, mentre su altri rimangono interrogativi aperti.

Da dove vengono le risorse?

Un primo dato di conoscenza è relativo al Fondo famiglia, che – a seguito dell’assestamento – dovrebbe comporsi, per il 2013, di 50 milioni. Quindi risorse importanti, ma decisamente inferiori agli oltre 300 annunciati (si vedano le dichiarazioni regionali).

Di questi 50 milioni, oggi sappiamo che 20 sono costituiti da risorse del fondo sanitario che si è deciso di utilizzare per il sociosanitario, anziché per la sanità acuta[2]. Non si tratta di un meccanismo nuovo. Anche negli scorsi anni la DG Famiglia era riuscita ad ottenere in corso d’anno un potenziamento dei fondi sociosanitari (vedi tabella). Quello che è certo è che non sono risorse in più allocate sul sociale, magari sottratte ad altri settori, ma solo una redistribuzione del Fondo sanitario 2013 già stanziato con il bilancio preventivo 2013.

Mentre dei rimanenti 30 non è affatto chiara la provenienza[3].  Diventa interessante allora capire da dove potrebbero arrivare. Negli ultimi anni il finanziamento dell’Assi ha potuto contare su progressivi potenziamenti annuali (gli stanziamenti nel bilancio della Regione sono passati infatti dai 1.500 milioni del 2010 a 1.650 del 2012) che avrebbero dovuto essere finalizzati soprattutto al rafforzamento dell’Adi. La spesa sociosanitaria delle Asl, fatta quasi integralmente di acquisto di prestazioni dai gestori dei servizi, nell’ultimo biennio però non sembra essersi evoluta con la stessa velocità, come dimostrato ad esempio dal totale dei budget per acquistare le prestazioni dai gestori 2012, che è sostanzialmente fermo rispetto all’anno precedente. La situazione che emerge dopo la recente approvazione del rendiconto regionale 2012, è che nello scorso anno gli stanziamenti di nuove risorse per il sociosanitario non sono stati integralmente impegnati: c’è un residuo di 40,5 milioni. Il fondo famiglia potrebbe dunque proprio contare su questi margini esistenti. Residui di stanziamento che si vanno a sommare ad altri residui storici già disponibili nella precedente legislatura (vedi tabella).

Quindi l’ipotesi più probabile è che il fondo famiglia non sia altro che un nuovo modo di utilizzare le attuali risorse per i Lea sociosanitari (le risorse complessive per l’Assi 2013 sono più o meno le stesse di quelle del 2012, 1.652 milioni contro 1.650 milioni, vedi tabella).

E se guardiamo alle altre misure elencate nel paragrafo precedente, troviamo una situazione analoga. I 3,5 milioni per disabilità gravissime anch’essi non sono aggiuntivi ma vengono finanziati con fondi già trasferiti alle Asl per l’anno 2012 (Ddg 4439 del 28/5/2013), ovvero assegnazioni definitive per i servizi sociosanitari integrati. Dunque anche in questo caso si tratta  di fondi sanitari preesistenti. Stessa provenienza per quelli destinati all’autismo. Unica differenza pare riferita alla partita “genitori separati”, che viene finanziata su un capitolo del bilancio regionale di nuova istituzione del programma “politiche per la famiglia” (fonte: dgr 681/2013).

Qualche interrogativo

Gli elementi di conoscenza che abbiamo evidenziato pongono alcuni interrogativi, che  potranno forse essere sciolti dalle imminenti determinazioni riferite alla dgr 116:

Primo,  come dobbiamo considerare questo Fondo famiglia: fondo per la legislatura o fondo una tantum? Ad oggi non è ancora chiaro visto che, per ora, si tratta di risorse a bilancio a valere sull’anno 2013. Tuttavia il fatto che a comporlo si presume partecipino residui delle gestioni precedenti, può dare adito a qualche dubbio o perplessità sulla certezza di una continuità. E se domani gli avanzi non ci sono? E se sono meno? Rischia di trattarsi ancora una vota dell’ennesima misura spot su cui non c’è alcuna garanzia.

Secondo, il fatto che diversi interventi della nuova legislatura siano finanziati con fondi del 2012 apre interrogativi sull’opportunità di una modalità che sembra ormai abbastanza consolidata in Regione: la programmazione dei fondi avviene sempre più spesso a posteriori, generando– in un momento critico come questo – un accumulo considerevole di preziose risorse inutilizzate. In un momento di grande difficoltà come quello attuale, lo abbiamo già scritto, in cui i territori sono impegnati a cercare di far sopravvivere i servizi, questa modalità rischia di essere decisamente inappropriata e quanto mai odiosa per cittadini e operatori dei servizi.

Terzo: come si ha intenzione di usare queste risorse? Per ora le misure che sono state definite si riferiscono prevalentemente a trasferimenti monetari (fondo sostengo, disabilità gravissime, le prime indicazioni per il fondo famiglia). Si ha intenzione di finalizzarne l’utilizzo oppure no?

Oggi, per le disabilità gravissime e per l’autismo la finalizzazione sembra demandata alla definizione del progetto personalizzato, che però è declinato in maniera ancora molto vaga. Bisognerà capire come si intenderà giocarlo. In generale però sembra profilarsi un ritorno al passato, ovvero la predilezione dell’utilizzo dello strumento “buono”,  che rischia però di avere ricadute negative sul sistema dei servizi. Si sceglie di dare priorità al finanziamento diretto della famiglia (in assoluta continuità con il precedente esecutivo) e non dei servizi…con che conseguenze? In un momento di crisi come questo ad esempio sarebbe opportuno incoraggiare le possibilità occupazionali che può dare questo settore, invece del lavoro informale-sommerso.

Inoltre, in relazione alla provenienza delle risorse, un’altra domanda sorge spontanea: risorse che derivano dal Fondo sanitario, andranno a finanziare solo misure sanitarie? In generale il fatto che il fondo famiglia sembra essere finanziato con fondi sanitari potrebbe comportare l’obbligo all’utilizzo per attività che rientrano nei Lea. Ci si deve quindi aspettare un potenziamento solo degli interventi di rilevanza sanitaria dell’assistenza sociosanitaria, ovvero che il fondo famiglia non potrà dare sostegno agli oneri di rilevanza sociale dell’assistenza e, dunque, non sarà un sostegno per l’area oggi più critica e sottofinanziata?

Quarto, e ultimo punto, come si relazionano tra loro i diversi stanziamenti? Non sembrano esserci state grandi evoluzioni in merito, a fronte di un dichiarato che più volte – anche negli ultimi atti – ha fatto riferimento al tema del budget unico o budget di salute della persona. Ad oggi siamo ancora nella situazione in cui sono presenti una pluralità di fondi che afferiscono a competenze diverse tra Asl e Comuni, spesso destinati a misure molto parcellizzate (genitori separati, autismo, disabilità gravissime…) e non a promuovere politiche più complessive. E, aggiungiamo, sulla cui integrazione si rimanda unicamente al momento  delle valutazioni multidimensionali sul caso e sulla progettazione dei percorsi personalizzati, ma crediamo, dando forse un po’ troppo per scontata l’efficacia di questi strumenti.

Rimaniamo dunque in attesa di capire come evolveranno le cose e quali indicazioni operative verranno date.

 

Tabella – I fondi sociosanitari nel bilancio regionale*

2010

2011

2012

2013

Stanziamenti iniziali bilancio preventivo

1.574.435.000

1.623.000.000

1.632.000.000

implementazioni infrannuali

Dgr 2523/2011

dgr 3566/2012

Lr 5/2013 (assestam.)

23.000.000

27.000.000

20.000.000

Totale stanziamenti annuali di risorse nuove

1.500.000.000

1.597.435.000

1.650.000.000

1.652.000.000

impegni**

1.500.000.000

1.597.000.000

1.609.470.000

residui della gestione annuale (economie sugli stanziamenti)

0

435.000

40.530.000

totale costi per budget assi assegnati alle Asl

Decr 11185/2011

Decr. 10640/2012

1.552.900.090

1.549.945.000

Residui storici
avanzi ante 2010 (reiscrizioni cap 6678)

89.718.692

89.718.692

89.718.692

26.292.315

utilizzi

63.426.377

residui di stanziamento

26.292.315

*capitoli 7568, 6678, 7647, 7648
**per il 2011 sono stati considerati gli impegni effettivi riferibili a quell’anno, ovvero le assegnazioni assi per la gestione 2011 definite nel decr 4562/2012: tale cifra supera gli impegni indicati in bilancio di 130 milioni. Nel calcolare gli impegni effettivi di competenza 2012 sono stati esclusi i 130 milioni, poichè riferiti al 2011.

 


[1] Negli ultimi due anni infatti le risorse assegnate erano meno di quelle a preventivo, e solo dopo consistenti pressioni da parte di associazioni, soprattutto del mondo della disabilità, si è tornati a vedere la conferma di quanto messo a bilancio.
[2] nella L.R. 5/2013 si legge che “la spesa di € 20 000 000,00 da destinare a interventi socio-sanitari a favore delle famiglie e dei componenti fragili e di €  1 000 000,00 da destinare ad interventi socio-sanitari di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne in attuazione della legge regionale 3 luglio 2012, n  11 (Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza) da stanziare alla missione 13 «Tutela della Salute», programma 01 «Servizio sanitario regionale – finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA», titolo 1 «Spese correnti» la cui copertura è assicurata a valere sulle risorse già previste per il finanziamento del Servizio socio-sanitario, di cui all’articolo 2, comma 22, della legge regionale 19 dicembre 2012, n  19 (Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013 e bilancio pluriennale 2013-2015 a legislazione vigente e programmatico)”
[3] Nella legge sull’assestamento infatti non emergono indicazioni circa ulteriori potenziamenti, né sui capitoli relativi alla “Tutela della salute” né in quelli per “Diritti sociali, politiche sociali e Famiglia”, tuttavia la Giunta ha comunicato che queste risorse sono già trasferite alle Asl.