La DGR 681 del 13 settembre 2013 (in allegato) raddoppia lo stanziamento, in ragione dell’esaurimento del precedente milione, delle risorse stanziate dalla DGR 144 del maggio scorso per interventi e misure a favore dei genitori separati con figli minori, con particolare riferimento alle situazioni di fragilità.
Di fatto, in 4 mesi (maggio/settembre 2013) primo milione di euro si è esaurito e non è bastato ad soddisfare le domande pervenute ai Consultori, motivo per cui Regione Lombardia ha scelto di raddoppiare lo stanziamento.
Che le coppie con figli che attraversano la separazione vadano incontro a difficoltà di ordine economico è cosa nota e ben descritta nell’Allegato A del decreto 6230 (qui in allegato).
Crediamo sia però necessario provare a comprendere la DGR 681 in un’ottica più complessiva, contestualizzandola rispetto a uno senario un po’ più ampio:

  • la DGR conferma e rifinanzia il contributo economico a favore di genitori separati con figli minori basandosi esclusivamente su una valutazione puramente economica: “i soldi stanziati non sono stati sufficienti a esaurire le richieste pervenute, quindi stanziamone altri”. Probabilmente, sarebbe utile e importante provare a individuare altri indicatori di valutazione della misura, che provino a valutare la capacità o meno della misura di generare, nell’alleviamento temporaneo e provvisorio della vulnerabilità economica, una riprogettazione dei percorsi di vita e familiari;
  • nessuna analisi e riflessione emerge sulle possibili connessioni e ricadute che la misura prevista ha avuto e potrebbe avere nella ridefinzione dei compiti e dei ruoli dei Consultori, alla luce anche della loro evoluzione, confermata nel Programma Regionale di Sviluppo di maggio 2013. Il rischio, già ampiamente segnalato nei contributi di LombardiaSociale, di svilimento della funzione dei Consultori a meri erogatori di risorse economiche e a controllori delle modalità di spesa è alto. La DGR 681 ci sembra confermi una tendenza in atto: un costante richiamo alla necessità di riformare questa unità d’offerta e la fatica a individuare misure coerenti e strategiche;
  • ad oggi, questo contributo economico sembra confermarsi come l’unica misura promossa dall’Assessorato Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato a sostegno della famiglia, laddove non sussistano situazioni di disabilità o disagio estremo (sulle quali sono uscite di recente misure specifiche). Quale sarà il disegno organico delle politiche e delle misure a sostegno della famiglia e dei minori in Regione è ancora poco chiaro e la tendenza che sembra prevalere è la rincorsa a misure molto parziali e settoriali, che intervengono su emergenze o criticità specifiche, in assenza di una programmazione strategica;
  • nell’Allegato A al Decreto 6230, viene presentata la tabella di ripartizione alle Asl Lombarde del 1.000.000 di euro. Nella stessa tabella è riportato il dato relativo al totale dei genitori separati legalmente con figli nel 2012: 21.254 persone. Un dato significativo e importante che, per altro, rimanda a ben altri numeri se pensiamo alle conflittualità familiari che per motivi diversi, non esitano in separazioni legali o a conflittualità che attraversano famiglie con genitori non sposati. A fronte di questi fenomeni, che richiederebbero una analisi ben più approfondita e che interrogano anche il ruolo e le funzioni dei servizi territoriali nell’intercettare  queste domande, ci sembra che il dato di 262 domande finanziate al 31 agosto 2013 e di 856 domande complessive pervenute al 31 agosto 2013 sia davvero un tassello molto parziale di un fenomeno molto più complesso e che meriterebbe un’analisi e una programmazione maggiormente integrata anche con altri servizi e interventi;
  • non ultimo, una riflessione sui beneficiari previsti dalla DGR. Da un lato, non è chiaro come mai, seppur con la prima tranche di un milione di euro non si sia riusciti a coprire le domande pervenute, si sia deciso di ampliare il target dei possibili destinatari estendendolo anche a genitori che, “pur in assenza della sentenza di separazione, comprovino di essere destinatari di provvedimenti ex art. 708 c.p.c. che abbiano determinato una effettiva e documentata situazione di difficoltà economica dovuta, con particolare riferimento, all’obbligo di corrispondere una somma per il mantenimento dei figli e/o l’assegnazione della casa coniugale dell’altro”. Dall’altro, possono fare domanda per il contributo economico solo ed esclusivamente genitori che hanno contratto il matrimonio. Tutti quei genitori non sposati che si trovano in una situazione di crisi e di vulnerabilità economica non hanno diritto ad accedere alla misura e questo dato ci sembra possa generare una discriminazione evidente soprattutto verso i minori, laddove esisterebbero minori maggiormente protetti e minori non visti perché nati fuori dal matrimonio…