Nel seguente vademecum  vengono raccolti alcuni degli articoli già pubblicati su lombardiasociale.it nell’area finanziamento-spesa. Si tratta di un tema cruciale, dato che il futuro del welfare è sempre più condizionato dalla disponibilità di risorse.
L’interesse per questa raccolta risiede nella descrizione delle peculiarità riscontrate in Lombardia  per ciò che riguarda il modello di gestione dei fondi destinati al welfare. Peculiarità che, sommate alla battuta d’arresto inflitta dalla recente crisi economica, restituiscono un’analisi complessiva della situazione lombarda.

La rassegna si apre con un primo articolo in cui viene presentata qual’era la situazione storica delle risorse del welfare lombardo. L’obiettivo è di fornire un quadro della situazione vigente alla fine dell’ottava legislatura, sulle fonti che alimentano questo settore, i budget e i ruoli dei vari attori e alcuni confronti con la spesa delle altre regioni: insomma una descrizione del modello storico.
Negli articoli successivi si tenta di descrivere come questo quadro si è aggiornato recentemente. Quali sono oggi gli attori principali nella gestione delle risorse? Dopo aver evidenziato le conseguenze dei vari tagli sul fronte nazionale, regionale, locale, viene presentato il ruolo di regione/ambiti/Asl nella gestione dei budget riferiti al welfare. Analizzata quale è l’eredità, quali sono le sfide per l’azione della giunta regionale?
Un altro aspetto di grande attualità è quale centralità viene data al welfare nel bilancio della regione. Gli attori si trovano a dover gestire risorse che dipendono in buona misura dal grado di attenzione della regione a questo settore, in altre parole dal peso riconosciutogli nella programmazione del bilancio.   Quali sono state le recenti scelte  allocative in Lombardia?

Si passa poi ad esaminare la reazione e le conseguenze derivate dalla crisi economica e ai tagli di fondi nazionali nel settore sociale.
Viene fatto con due articoli, il primo riguardante le scelte regionali alla luce della tendenza al taglio fondi per il welfare (che ha avuto il suo apice con il 2012). Come hanno tentato di sostenere il settore sociale le varie regioni del Centro Nord? E quale strada ha intrapreso la Lombardia? Per la prima volta vengono messe a confronto le regioni del Centro Nord in base alla propria area discrezionale: quali regioni hanno messo in campo manovre per il sostegno del welfare? e la Lombardia come ha scelto di agire?
Dopo aver presentato le reazioni delle regioni a confronto ci si focalizza sulla crisi del sociale nei comuni, ultimo step nella lunga filiera del finanziamento.  Nel triennio 2006-2009  la spesa sociale nei comuni lombardi aveva conosciuto un debole aumento per poi arrestarsi nel 2010. Cosa significano questi freni? Quali sono i servizi di welfare che vengono tagliati? Quale sforzo viene richiesto agli utenti per poter accedere ai servizi?
L’attenzione poi viene spostata sulla sanità. Con l’approvazione della spending review  (L. 135/2012) infatti, si sono definiti una serie di risparmi da realizzare dal 2012 in diversi ambiti, tra cui il SSN. Cosa significa questo nella sanità lombarda? Quali servizi si è deciso di tagliare? Quali sono le prospettive per il  futuro? Sono le domande a cui risponde l’articolo: “Spending review, scelte nazionali e locali”.
La rassegna si conclude con due focus, il primo riguarda una delle azioni innovative degli anni più recenti: la riforma dell’Adi. Nel 2011 infatti, per la prima volta viene attuata una riforma che ha tra gli obiettivi l’omogeneità dei finanziamenti a livello territoriale con un potenziamento delle risorse per la domiciliarità. Qual era la situazione preesistente e su quali aspetti finanziari ci si aspetta intervenga la riforma?  Si tratta di questioni importanti ancora oggi, quando si dovrebbero tirare le fila della sperimentazione.

Il vademecum si conclude con un pezzo che ha come tema centrale l’uniformità nel finanziamento del welfare regionale. Come evidenziato anche dagli articoli precedenti esiste una forte disomogeneità nella distribuzione dei finanziamenti per il welfare nei diversi territori. Come si cerca di diminuire la variabilità nell’allocazione delle risorse? La nuova legislatura si trova ad un bivio:  continuare a effettuare modifiche al margine o tutelare equità ed efficienza riorganizzando i sistemi di finanziamento?