Nel corso della IX legislatura regionale il sistema di offerta delle unità socio-sanitarie è stato interessato in modo trasversale da varie novità e riforme introdotte, nel corso di annualità successive, dalle cosiddette “delibere delle regole” .
Il settore della residenzialità non fa eccezione: le tre delibere delle regole emanate per il 2011, 2012 e 2013 (DGR 937 del 1/12/2010; DGR 2633 del 6/12/2011; DGR 4334 del 26/10/2012, reperibili sul sito www.lombardiasociale.it alla sezione “atti e normative”) hanno apportato cambiamenti di rilievo a vario livello[1].
A partire dal 2011, la legislazione ha previsto per le RSA nuove tariffe di remunerazione, accorpamento delle classi di utenza, revisione del sistema di accreditamento e adozione di nuovi strumenti valutativi, nuove linee per contrattualizzazione e budget, sperimentazione di nuovi ruoli e di differenti forme di residenzialità, e altro ancora.
La nuova regolamentazione ha suscitato, fin da subito, un acceso dibattito. Per presentarlo nelle sue diverse sfaccettature, LS ha dato ampio spazio ad interventi sia di singoli gestori che delle Associazioni di categoria; all’opinione di geriatri e di altri esperti; a ricerche e monitoraggi svolti sulle tariffe e su altri aspetti dai Sindacati pensionati CISL e CGIL (sezione “dati e ricerche”); all’illustrazione di ruoli “alternativi” che possono essere assunti dalle RSA. Inoltre, per offrire maggiori elementi di conoscenza, la situazione lombarda è stata comparata con quella di altre Regioni.
Gli articoli che proponiamo in questa raccolta costituiscono una selezione ragionata dei diversi materiali pubblicati da LombardiaSociale.it in tema di residenzialità. La scelta è caduta sui pezzi ritenuti più utili e rilevanti per la comprensione globale dell’argomento; l’intera produzione è reperibile su questo sito nelle aree tematiche “anziani” e “disabilità”.
L’articolo “Il futuro delle RSA: gli effetti delle nuove regole di sistema sugli enti gestori” precisa alcuni aspetti relativi alla DGR regole per il 2012, che in parte confermano gli orientamenti anticipati con l’analoga delibera dell’anno precedente e in parte evidenziano forte discontinuità con le politiche regionali dell’ultimo quindicennio. Gli autori si soffermano soprattutto sulle novità di maggior rilievo politico delle due DGR: la liberalizzazione delle unità di offerta e la definizione di un percorso di valutazione multidimensionale dei bisogni e di definizione dei profili assistenziali mirato al governo degli accessi nelle unità d’offerta socio-sanitarie (cui corrisponde, per le RSA, il contemporaneo avvio della revisione dei sistemi di classificazione degli ospiti e della relativa tariffazione).
“La revisione delle modalità di valutazione e del sistema di classificazione degli ospiti delle RSA” riprende i temi del precedente pezzo, portando il contributo della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), parte attiva nel tavolo di confronto con gli Enti gestori attivato dall’Assessorato regionale alla Famiglia. L’articolo parla del sistema di classificazione SOSIA e delle schede di valutazione multidimensionale del bisogno FIM e Vaor.
L’articolo “Le RSA lombarde, la crisi politica regionale e gli scenari possibili per il prossimo futuro” commenta la situazione del welfare lombardo dopo la crisi istituzionale che ha colpito la Regione a novembre 2012. Nel contempo, l’Autore prova ad analizzare il possibile impatto sul sistema socio-sanitario regionale delle regole d’esercizio per il 2013 che prevedono, tra le altre cose, l’introduzione del voucher per le RSA.
L’articolo “Un nuovo ruolo per le RSA lombarde” si concentra in particolare sui nuovi ruoli che le RSA lombarde possono assumere in base alla legislazione regionale[2] e sui nuovi scenari che si delineano per i gestori e per gli ospiti.
Riprendendo il tema dei nuovi ruoli per le strutture residenziali, l’articolo “Nuove unità di offerta sperimentali: un percorso di cura verso casa” illustra uno dei progetti ammessi al finanziamenti ai sensi della DGR 3239/2012. La sperimentazione riguarda un percorso di assistenza per pazienti post-acuti attivato in un nucleo dedicato presso la RSA Sant’Andrea di Monza.
Le rette assistenziali delle RSA, oggetto di grande attenzione, vengono analizzate nell’articolo “Le rette delle RSA lombarde. L’andamento aggiornato a dicembre 2012”, che fa seguito ad un analogo contributo di novembre 2011 (sezione “dati e ricerche”). Grazie ai monitoraggi effettuati da FNP/Cisl e da SPI/CGIL viene ricostruita la situazione delle tariffe a partire dal 2008. Emerge che, negli ultimi anni, molte strutture lombarde hanno aumentato le rette, sia pur in modo alquanto difforme, con varie ricadute su famiglie e anziani.
Nell’articolo “A che punto siamo sulla residenzialità per anziani? Tre regioni a confronto con la Lombardia”, grazie alla collaborazione di alcuni testimoni privilegiati Lombardia Sociale esamina cosa succede nelle RSA di tre regioni comparabili (Emilia Romagna, Veneto e Piemonte). Le informazioni disponibili, benché parziali, lasciano intendere come sul fronte della residenzialità si assista a un momento di difficoltà diffuso. A titolo diverso, ne sono toccati gli utenti, i gestori delle strutture, i legislatori e gli altri Enti pubblici che intervengono nel quadro (ASL e Comuni).
“RSA: un cammino nella resilienza” propone una lettura dei “lasciti” della IX legislatura appena conclusa. Le considerazioni dell’autore riguardano il ruolo della RSA previsto dal programmatore regionale nell’attuale sistema dei servizi; l’enfasi posta sulla domanda e sulla valutazione dei bisogni; la revisione/unificazione dei criteri di accreditamento e il conseguente debito informativo; la remunerazione riconosciuta dal FSR. L’analisi evidenzia alcuni nodi cruciali conseguenti alle scelte operate dal legislatore.
L’articolo “Cosa sta accadendo nelle RSA lombarde? La strana vicenda degli stati vegetativi” propone le considerazioni dei rappresentanti di categoria delle RSA su alcuni aspetti centrali per l’appropriatezza dell’intervento. Pur essendo state originate da due delibere emanate a fine dicembre 2012 sul percorso di presa in carico delle persone in stato vegetativo a domicilio e in RSA (DGR IX/4222 e IX/4598, sezione “atti e normative” ) le riflessioni esposte, frutto del lavoro congiunto di tecnici, Asl e Regione, superano la specificità di tali ospiti e si estendono all’intero scenario della residenzialità.
[1] Dopo la delibera delle regole per il 2013, anche il decreto 725 del 4 febbraio 2013 e la DGR 4879 del 21 febbraio 2013, emanati verso la fine della IX legislatura, hanno introdotto ulteriori novità per il sistema della residenzialità. A seguito di un’analisi delle RSA e delle RSD lombarde (allegato 2 DGR 4574), la Regione è arrivata a definire il costo medio e il servizio base delle strutture (allegato 3 DGR 4574), costruendo criteri e indicatori per la programmazione e la negoziazione dei posti contrattualizzati per il 2013 per RSA, RSD e CSSD (per approfondimenti si veda la sezione “atti e normative”) . Con l’avvento della x legislatura, tuttavia, l’eventuale applicazione della DGR 4879 è stata rimandata al 2014.
[2] La Regione prevede la sperimentazione di “strutture di residenzialità leggera con caratteristiche di tipo alberghiero ma nel contempo in grado di garantire anche protezione sociale / sociosanitaria” nell’allegato 15 (Indirizzi di programmazione socio-sanitaria) al capitolo Progetti e sperimentazioni, area fragilità e non autosufficienza della delibera delle regole per il 2012 (DGR IX/2633 del 6.12.2011).