Il contesto nazionale: la contrazione della spesa per interventi e servizi sociali  

Il quadro complessivo per l’anno 2010, così come mette in evidenza l’Istat nelle ultime statistiche pubblicate

[1], vede i Comuni italiani, in forma singola o associata, destinare agli interventi e ai servizi sociali 7 miliardi e 127 milioni di Euro, per un valore pari allo 0,46% del Pil nazionale.
Nel confronto con il 2009 la spesa sociale gestita a livello locale è aumentata dello 0,7%, facendo così registrare una discontinuità rispetto alla precedente dinamica di crescita che, nel periodo 2003-2009, ha visto un incremento medio annuo del 6%.
Entrando nel merito delle politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale si può notare come la spesa a livello nazionale sia pari a € 566.164.152, con un’incidenza del 7,9% sul totale della spesa sociale, in diminuzione sia in termini assoluti che percentuali se comparata con i dati relativi al 2009 (vedi Tabella 1 nel documento allegato).
È una spesa che si conferma prevalentemente destinata a trasferimenti monetari (per il 50,2%) ma che vede, tuttavia, un aumento anche della quota di spesa destinata ad interventi e servizi (per il 31,3% rispetto al 28,7% dell’anno precedente), in particolar modo riconducibile, osservando il dettaglio delle singole voci di spesa, ad un aumento delle uscite per gli “interventi e servizi educativo-assistenziali e per l’inserimento lavorativo”[2].

Il contesto regionale

Il dato relativo alla contrazione della spesa per interventi e servizi di contrasto alla povertà è suscettibile di variazioni nel confronto tra le singole regioni.
La ricostruzione del dato di spesa per macro-area geografica conferma quanto riscontrato negli anni precedenti, ovvero un maggior impiego di risorse nell’area povertà e disagio adulti  per il Centro-Sud e le Isole.
La Lombardia mostra un incremento in termini assoluti del +5,5% nel biennio 2009-2010, variazione che se calcolata sul totale della spesa sociale risulta, tuttavia, essere pari allo 0,2% e che si esprime in termini di spesa pro-capite con un aumento da 14 a 15 euro (vedi Tabella 2 nel documento allegato).
Ulteriori dati di spesa disponibili per quanto riguarda l’area di utenza “Povertà, disagio adulti e senza fissa dimora” ad un livello di disaggregazione regionale sono il dettaglio su: il servizio sociale professionale, la spesa dei comuni per le strutture residenziali, la voce di spesa per “Voucher, assegno di cura e buono socio-sanitario”.
Come si colloca la Regione Lombardia rispetto alle altre regioni? Possiamo riscontrare che:

  1. Relativamente al Servizio Sociale Professionale si mette in evidenza una contrazione della quota di spesa dedicata dal 9,3% all’8,9% sul totale della spesa del servizio, in linea con quanto complessivamente riscontrato nel Centro-Nord e a livello nazionale (vedi Tabella 3 nel documento allegato);
  2. Coerentemente con quanto segnalato relativamente all’anno 2009, prosegue invece la crescita della spesa dei comuni per le strutture residenziali, spesa che per la Lombardia è pari a € 10.900.562 e vede un incremento in termini assoluti rispetto all’anno precedente del +25,2% (Tabella 4 nel documento allegato);
  3. Il dato della spesa sociale lombarda alla voce “Voucher, assegno di cura e buono socio-sanitario” è pari complessivamente a € 34.533.468, di cui la quota dedicata all’utenza dell’area povertà è di € 1.915.063. Se si osserva la spesa per buoni e voucher negli interventi e servizi di contrasto alla povertà per macro-area geografica si può notare come sia la Lombardia la principale, se non quasi esclusiva, utilizzatrice dei titoli sociali per questa categoria di utenza con una spesa che arriva a coprirne l’89,7% del Nord-Italia ed il 70,9% sul totale nazionale (vedi  Tabella 5 nel documento allegato).

 

[1] Istat – Interventi e servizi sociali dei comuni singoli o associati, 31 maggio 2013, vedi www.istat.it.
[2] Nello specifico tale spesa registra nel biennio 2009-2010 una variazione del + 7,1%, passando da € 46.296.199 del 2009 a € 49.597.464 del 2010.