Premessa

Il Distretto di Cremona ha optato, negli anni, per il passaggio al sistema di accreditamento per numerose unità d’offerta socio assistenziali, così come indicato nel sito dell’Azienda Speciale Consortile del Distretto Sociale Cremonese.
Ad oggi, risultano accreditate le seguenti tipologie di unità d’offerta:

  1. Mini Alloggi Protetti – Casa Albergo e Comunità Alloggio per anziani autosufficienti;
  2. Servizio di Assistenza Domiciliare (S.A.D.) alle persone anziane e del Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con disabilità (S.A.D.D.);
  3. Servizi Integrativi Scolastici;
  4. Prima Infanzia;
  5. Centro Ricreativo Diurno per minori;
  6. Unità Offerta per minori;
  7. Assistenza Domiciliare Educativa per minori;
  8. Accreditamento dei Servizi Socio Assistenziali ed Educativi per persone con disabilità In ambito scolastico;
  9. Strutture Accoglienza donne sole o con bambini in situazione di fragilità sociali;
  10. Disabilità (Centro Socio Educativo, Comunità Alloggio e Servizio di Formazione all’autonomia);
  11. Centro Aggregazione Giovanile (C.A.G.) Sperimentale.

Quali sono state le valutazioni e le scelte che hanno spinto verso l’accreditamento dei servizi socio educativi territoriali per minori e famiglie?

È importante fare una premessa sul nostro contesto territoriale: il contesto del Distretto di Cremona è molto frammentato e caratterizzato dalla presenza di 47 Comuni con modalità di concepimento dei servizi notevolmente diverse tra loro.
Abbiamo iniziato il percorso di accreditamento con il servizio di assistenza alla persona in ambito scolastico e questo rappresentava il primo banco di prova per la programmazione. Il secondo servizio a cui ci siamo rivolti è stato l’A.D.M.
Da una parte disabili, dall’altra minori.
L’accreditamento è stato uno strumento importante di regolazione del sistema dei servizi attraverso cui:

  • individuare una modalità di accesso omogenea per l’utenza;
  • mettere a sistema una modalità omogenea tra i Comuni di erogazione dei servizi e di rapporto con le famiglie e con gli enti gestori, ivi compreso il valore della prestazione;
  • arrivare ad una regolamentazione complessiva del sistema

Nell’accreditamento abbiamo individuato lo strumento migliore per questo tipo di lavoro.
Non ultimo, quando è iniziato il percorso di accreditamento, abbiamo necessariamente operato una riflessione su quello che era il servizio in quel momento e abbiamo trovato una situazione abbastanza confusa, sia in termini di impostazione, che in termini di strumenti e di rapporti con il mondo delle cooperative e del privato profit e non profit.
C’è stato un lavoro preliminare importante e non di poco conto di riflessione e messa in campo di un sistema di regole e di strumenti.
Quando siamo partiti con l’accreditamento del servizio di assistenza alla persone in ambito scolastico e dell’A.D.M., c’è stata una rivisitazione di tutto il servizio, ci siamo domandati se quel servizio per come era strutturato in quel momento era effettivamente rispondente alle esigenze delle famiglie del territorio, se gli strumenti che i Comuni avevano adottato erano adeguati ovvero se fosse necessaria l’introduzione di nuovi…
Ed è partito anche un confronto importante con il Terzo Settore che è stato sempre protagonista insieme a noi, della rivisitazione del sistema e delle scelte conseguenti; pertanto, non costruendo un sistema calato dall’alto: il progetto di accreditamento, gli strumenti che sarebbero stati successivamente adottati, sono stati costruiti insieme.

Nello specifico, la costruzione della procedura di accreditamento dell’A.D.M. è stata molto laboriosa perché non potevamo disporre di nessuna formalizzazione precedente del servizio. Per noi è stato un lavoro di tessitura davvero significativo che ha prodotto la costruzione di una idea e di un percorso progettuali insieme con le operatrici del territorio, con le assistenti sociali, con le cooperative interessate e con i Comuni per quanto riguarda la parte amministrativa.
L’accreditamento è stata una occasione importante di riprogettazione del servizio di A.D.M.
Ma questo lavoro non si è interrotto e abbiamo costruito un sistema su cui si sta continuando a lavorare in modo molto attivo.
Il sistema di accreditamento, per come lo abbiamo concepito, non è un sistema che messo in campo vive di vita propria, ma deve essere continuamente alimentato. Oltre agli incontri periodici che organizziamo con gli enti gestori e con le colleghe del servizio sociale attraverso cui verifichiamo gli strumenti che abbiamo messo in campo, proponiamo anche, come Azienda, dei momenti formativi che possano permettere il confronto tra operatori e un accrescimento delle competenze degli stessi operatori.

Il passaggio all’accreditamento secondo lei, quali ricadute ha avuto nel sistema di offerta di servizi e interventi?

Si è attivato un confronto molto vivo tra operatori e agenzie accreditate.
Inoltre, nel corso dell’anno si realizzano incontri di progettazione, verifica e consuntivo e questo permette di attivare e mantenere un coordinamento complessivo importante tra gli enti gestori e di organizzare incontri di grande vivacità e concretezza e di emersione di bisogni formativi importanti che come Azienda cerchiamo di accogliere promuovendo iniziative formative.

Le riflessioni sviluppate in altri contributi su questo tema, hanno evidenziato il rischio che i sistemi di accreditamento introducono delle procedure molto rigide e burocratizzate a scapito della dimensione più educativa che richiede invece flessibilità di intervento, possibilità di modifiche in corso d’opera dei percorsi di presa in carico… Cosa ne pensa?

Noi abbiamo puntato molto anche in termini di formazione, sulla parte progettuale e abbiamo cercato di costruire uno schema progettuale partendo dalle indicazioni degli operatori. Si è lavorato molto sul che cosa fosse un piano individualizzato, quali potessero essere le potenzialità e le modalità di riprogettazione.
Credo che questo sia stato un lavoro significativo del nostro sistema di accreditamento, motivo per cui non mi sembra che il nostro sistema di accreditamento presenti questa criticità. Abbiamo lavorato molto anche in corso d’opera per evitare il rischio che, una volta impostata la modalità di intervento, tutto si potesse rimanere “immutato”.

Il sistema di accreditamento come incide sul tema del protagonismo familiare e della libertà di scelta?

Credo, con molta onestà, che su questo tema sia presente una distorsione nel senso che, da parte degli operatori, c’è la necessità di indirizzare in maniera forte le famiglie.
Come Azienda, abbiamo adottato delle modalità che possono permettere, potenzialmente, l’assoluta libertà di scelta: abbiamo messo in campo, tra le altre cose, una Carta dei Servizi molto snella in cui si illustra cosa è il servizio e sono presentate tutte le agenzie accreditate, secondo format dalle stesse predisposto. Quindi, la famiglia, se sfoglia la brochure, può essere informata su quali sono le agenzie che offrono un servizio di assistenza domiciliare educativa.
Ma nella scelta delle famiglie, abbastanza inevitabilmente, c’è influenza da parte degli operatori.
Mentre nel Sad e nel servizio di assistenza alla persona in ambito scolastico è molto sviluppato il protagonismo delle famiglie, per l’A.D.M. esiste, invece, una maggior sollecitazione da parte degli operatori per la particolarità stessa del servizio, diretto a minori in situazione di pregiudizio o minori che necessitano di una assistenza preventiva,  con situazioni in cui è inevitabile prevedere un intervento un po’ più massiccio da parte del servizio sociale.