A un anno dalla nuova triennalità, qual’è l’impatto delle linee guida su imprenditorialità di rete, attivazione di risorse e  promozione dell’innovazione?

Imprenditorialità di rete 

Il coordinamento tra i 5 Ambiti nella provincia di Monza Brianza, definito dal documento del Piano di Zona InterAmbiti 2012-2014  e consolidato nell’arco di questo primo anno, introduce nuovi scenari di governance e, allo stesso tempo, modifica le prassi per perseguire gli obiettivi programmati.
L’assetto a 5 infatti, oltre a ridefinire i confini del sistema, ipotizza l’istituzione di nuovi organismi (Tavolo di Sistema Interambiti) o la ricomposizione di Tavoli già esistenti (Tavolo di Consultazione del Terzo settore coordinato dall’ASL di Monza e Brianza) capaci di creare sinergie efficaci con i Tavoli di coordinamento locali. Il livello Interambiti pertanto non annulla e non si contrappone a quello locale, ma è pensato in maniera da assumere una funzione strategica, progettuale e di supporto alla funzione operativa del livello territoriale.
Questo nuovo sistema, coerentemente con le linee di indirizzo per la programmazione di Regione Lombardia, introduce nuovi punti prospettici capaci di ampliare le risorse e le conoscenze, di integrare le differenti istanze rappresentate dai diversi soggetti della rete e di pianificare risposte e interventi uniformi su tutto il territorio provinciale. Alcuni temi sviluppati dagli Ambiti risultano eterogenei e determinano l’assunzione di una complessità che, spesso, richiede una maggiore riflessività e articolazione degli interventi rallentando, di fatto, i processi operativi.
Per ciò che concerne l’Ambito di Trezzo sull’Adda, il primo anno è servito per riprendere i contatti con i soggetti del terzo settore che operano sul territorio “a largo raggio”. In particolare, per quanto riguarda l’associazionismo, sono stati attivati alcuni momenti di conoscenza e di confronto con il Forum delle Associazioni della Martesana, con l’obiettivo di offrire alle associazioni locali del territorio trezzese un supporto formativo e un accompagnamento allo svolgimento di attività, esigenza che era stata espressa da queste realtà per capire quale ruolo sostenere nel nuovo welfare ipotizzato dalla Regione.
Altro soggetto importante della rete è stato il Coordinamento delle Cooperative sociali Macramè con il  quale si sta avviando un percorso congiunto di analisi delle unità di offerta esistenti al fine di qualificare l’offerta, ma anche di renderla accessibile e sostenibile, nella direzione indicata da Regione Lombardia. La partecipazione dei principali interlocutori della rete a questi passaggi, quindi anche di ASL e associazioni, parte dal considerare la persona al centro e si traduce in un percorso in cui ogni soggetto coinvolto assume la propria responsabilità nello svolgere un ruolo determinante.

Promozione dell’ innovazione

Sono un esempio di queste nuove alleanze gli interventi promossi nel monzese dal progetto Interambiti sul tema dell’Accesso al Welfare – Bando Semplificazione 2012 di Regione Lombardia. Questo progetto prevede la realizzazione di interventi, integrati e condivisi, finalizzati a uniformare i linguaggi e semplificare le prassi operative attraverso l’utilizzo di strumenti informatici che facilitino l’accesso alla rete dei servizi sociali e socio sanitari da parte dei cittadini.
Questo progetto, oltre a perseguire uno degli obiettivi programmati e definiti nel PdZ InterAmbiti, ha costituito la base per formulare un’altra progettazione a 5 che è ancora al vaglio (Bando FEI del Ministero dell’Interno). Gli interventi pianificati da questa seconda progettazione prevedono di favorire l’accesso al sistema della rete dei servizi sociali e socio sanitari da parte dei cittadini stranieri. Nei 5 Ambiti, infatti, sono presenti reti di sportelli che operano in maniera disgiunta tra di loro e parallela al sistema dei Punti Unitari di Accesso al Welfare che si sta realizzando con il Bando Semplificazione. Se il progetto sarà finanziato, si costituiranno le condizioni per integrare la rete degli sportelli al sistema di Accesso al Welfare, ridefinendo i confini e le funzioni dei diversi punti unitari di accesso territoriali.
Emerge chiaramente come queste due progettazioni, oltre a prevedere un’integrazione delle risorse, sono orientate verso un welfare della conoscenza e della sostenibilità.

Attivazione di risorse 

In linea con le funzioni dell’Ufficio di Piano, gli Ambiti vedono nella presentazione di proposte progettuali una modalità per poter integrare le risorse a quelle del FNPS. Accanto alle progettazioni di sistema promosse tramite il coordinamento degli Ambiti, ciascun ambito promuove, attraverso la partecipazione a Bandi, specifiche progettazioni per dare risposta a bisogni prettamente territoriali.  Mentre le progettazioni Interambiti, partendo da contesti territoriali differenti, creano l’opportunità di ri-pensare e sperimentare risposte innovative, le progettazioni locali sono elaborate per dare continuità a interventi e servizi a rischio di chiusura o per dare risposta a bisogni “emergenziali” (lavoro, housing sociale).

Quale valutazione complessiva di questo primo anno di avvio dei Piani?

La programmazione locale assicura la coerenza dei propri interventi ai temi e alle priorità regionali così come definito nelle linee di indirizzo per la programmazione locale 2012/2014 (pagina 8) ad esclusione dell’introduzione del Fattore Famiglia per il riconoscimento dei carichi di cura familiari. Al momento, la sperimentazione rispetto a questo tema coinvolge il solo Ambito territoriale di Monza, mentre agli altri Ambiti è richiesta la partecipazione a incontri di monitoraggio coordinati dall’ASL MB.
Una difficoltà “trasversale” che tocca tutti i temi affrontati è data dall’ampliamento della forbice tra i bisogni delle persone e le possibilità di intervento da parte dei servizi sociali che alimenta pertanto fragili equilibri sia nel sistema famiglia che nel sistema di welfare. Una seconda difficoltà è data dalla riduzione delle risorse in concomitanza all’introduzione di nuovi modelli e procedure di gestione degli interventi sociali (spostamento del baricentro dall’offerta alla domanda; qualificazione della rete delle unità d’offerta sociale). I cambiamenti organizzativi, solitamente, richiedono investimenti in termini di ore e risorse finalizzati sia alla qualificazione degli operatori che alla definizione di nuove procedure che, al contrario, in questo momento risultano difficili da garantire.

Infine, l’introduzione a tutto campo del “voucher” crea, in alcune aree di intervento, scarsa comprensione da parte del cittadino rispetto al funzionamento del rapporto con l’erogatore, porta ad uno schiacciamento sulle modalità di richiesta e di rendicontazione della prestazione resa e inoltre crea una grande distanza tra la Regione e l’Ente Locale, che viene estromesso dal processo sul piano delle scelte, ma fortemente ingaggiato sul compito di realizzarle.
L’efficacia dei risultati al momento raggiunti, sempre attraverso una lettura trasversale ai diversi temi che si stanno realizzando, è data dal lavoro sempre più puntuale e competente degli Uffici di Piano attraverso la definizione di linee strategiche e programmatorie condivise tra i diversi soggetti della rete. In una situazione di “crisi socio economica” ove sarebbe facile il disorientamento e l’utilizzo inefficace delle risorse, l’Ufficio di Piano diviene luogo per elaborare strategie coordinate e condivise, che possano ridurre moltiplicazioni di interventi e fatiche dei singoli operatori. Un efficace coordinamento evita la duplicazione degli interventi, cura la frammentazione delle azioni dei singoli e la dispersione di risorse in direzioni non concordate. In altri termini, tramite il coordinamento dell’Ambito si consolidano anche le prassi di monitoraggio e valutazione degli interventi per rimodulare le attività in itinere e condividere conoscenze e buone prassi.

Quali obiettivi per il triennio?

Gli obiettivi perseguiti sono quelli declinati nei Piani di Zona dei due Ambiti e, per quello di Vimercate, anche quelli definiti nel Piano di Zona Interambiti.
L’ufficio di Piano di Trezzo sull’Adda proseguirà i lavori del tavolo che è stato creato e che vede partecipare tutti i soggetti pubblici e privati della rete e la realtà imprenditoriale nelle sue diverse espressioni. Si sono sviluppate azioni formative verso le aziende per promuovere azioni di conciliazione nei confronti dei dipendenti, nonché la partecipazione ad un bando regionale che ha permesso di individuare risorse per sostenere servizi sociali utili nella filiera della conciliazione, che altrimenti avrebbero sofferto di una riduzione delle risorse. Questa sperimentazione, che dura da circa un anno, ha aperto un ponte tra cultura dei servizi e cultura del lavoro e gettato le basi per pensare a nuove azioni congiunte sullo scottante tema della mancanza di lavoro.  Nonostante infatti, non sia compito delle amministrazioni locali trovare risposte al tema della disoccupazione crescente, è improrogabile dare risposte congiunte e pensare a strategie che permettano ai cittadini in difficoltà di superare questo difficile momento di crisi.
Similmente, l’UdP di Vimercate ha intenzione di incentivare progetti sul tema della conciliazione in maniera congiunta al tema della responsabilità sociale del territorio. Si ritiene infatti che sia strategico stringere nuove partnership con le aziende del territorio sia per realizzare interventi che abbiano ricadute innovative e migliorino la coesione sociale tra i diversi attori del territorio che per favorire progetti di welfare aziendale ed interaziendale.
Il budget del primo anno ha subìto, come è noto, una significativa riduzione ed è stato utilizzato per assicurare – nel biennio 2012 e 2013 – gli interventi dei servizi che storicamente erano finanziati con il FNPS.
I servizi e le misure di sostegno che sono stati del tutto sospesi sono:

Area disabili:

  • telecottage – laboratorio per inserimenti protetti favore di persone disabili sensoriali e fisiche
  • cartotecnica – laboratorio per inserimenti protetti a favore di giovani con problemi psichiatrici
  • voucher ore di sollievo (disabili)
  • voucher sostegno all’autonomia (psichici)
  • progetti a favore con handicap grave (ex legge 162): vacanze, ricoveri di sollievo, assistenza domiciliare e
  • centri estivi

Area Adulti:

  • progetto di sostegno ad adulti in difficoltà
  • percorsi di inserimento lavorativo a favore di persone con problemi di dipendenza
  • buoni famiglie numerose

Area Anziani:

  • buoni badanti
  • buoni anziani per sostenere il care giver nelle cure
  • buoni per ricoveri di sollievo

La riduzione delle risorse invece ha coinvolto:

  • Percorsi di inserimento lavorativo a favore di persone con problemi psichiatrici e disabili.
  • Progetto Vivaio – percorsi integrati di sopporto alla crescita personale e acquisizione delle autonomie a favore di giovani con disabilità cognitiva. Nel 2012 gli interventi promossi dal progetto sono stati ridotti; mentre per l’anno 2013 sono riattivati gli interventi grazie al contributo di Fondazione Comunità Monza e Brianza.
  • Sportelli Stars – sportelli di informazione, orientamento e supporto alla gestione delle pratiche a favore delle persone straniere residenti sul territorio. Nel 2011 erano attivi 11 sportelli, dal 2012 sono attivi 5 sportelli gestiti  da Offertasociale, da volontari e dal CTP.
  • Percorsi di crescita a favore dei giovani (UOIL adolescenti): questo progetto attualmente è mantenuto grazie al contributo da parte delle Amministrazioni.