Lo scorso 26 marzo è stato presentato il Dodicesimo Rapporto dell’Orim – Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità , documento che, in continuità con quanto diffuso dalle ultime due pubblicazioni sulla presenza degli immigrati in Lombardia ed in Italia, sembra confermare l’ipotesi dell’avvio di una nuova fase migratoria. Ne riproponiamo una sintesi dei principali risultati che sono stati resi noti.
Una crescita contenuta ma una presenza sempre più stabile
Il dato a livello nazionale, stimato al 1° gennaio 2012, indica la prosecuzione del forte rallentamento sul fronte della crescita delle presenze di immigrati che scenderebbe per il 2011 ad un minimo storico di + 27.000 (+0,5%).
Le nuove stime per la realtà lombarda, con una presenza che oscilla tra un massimo di un milione e 307mila presenze e un minimo di un milione e 237mila, assegnano al 2012 un modesto aumento del 3%, con una variazione delle presenze in Regione Lombardia negli anni 2011-2012 pari a un +6,2%, percentuale sensibilmente inferiore al +12,7% e +11,3% registrati rispettivamente negli anni 2007 e 2008.
I dati del 2012 confermano come tra i presenti in Lombardia oltre quattro immigrati su dieci vivano nella provincia di Milano “allargata” (ovvero comprensiva dell’area Monza-Brianza). Trattasi di una presenza sempre più radicata nel territorio: tra gli uomini si stima una quota di residenti pari all’83,4% (+1,5 punti percentuali rispetto al 2011); tra le donne l’analoga quota sale all’85,6%, in aumento di mezzo punto.
Caratteristiche familiari e progetti di mobilità
I diversi studi condotti sugli stranieri presenti in Lombardia hanno avuto modo di evidenziare, nel corso del tempo, un trend di crescita lenta, ma costante, della quota di coloro che hanno formato una famiglia propria. Questo consolidamento dei progetti di mobilità viene principalmente connesso ad una popolazione fortemente caratterizzata dalla presenza di giovani adulti nel pieno dell’età tipicamente dedicata alla formazione di una famiglia che si è continuamente alimentata, anno dopo anno, da nuovi flussi in entrata.
La maturazione del fenomeno migratorio in Regione Lombardia ha prodotto sia generazioni intermedie (attraverso i ricongiungimenti familiari) che seconde generazioni, lentamente e costantemente in crescita in età e numero.
L’indagine evidenzia la presenza crescente di differenti cicli familiari nella vita degli stranieri lombardi (famiglie appena costituite, famiglie ricongiunte, famiglie che si allargano con la nascita dei figli), ciò ad indicare come gli stranieri in Lombardia possano ritenersi a tutti gli effetti una vera e propria “popolazione”.
Il Rapporto Orim propone, tuttavia, qualche riflessione a parte per coloro che provengono dall’est-europeo. Le note caratterizzazioni del mercato del lavoro lombardo (forte specializzazione nei servizi alle persone tra le donne est-europee), la vicinanza geografica, la cultura familiare d’origine (presenza di separazioni e divorzi) vengono messi in evidenza come fattori che concorrono a delineare un differente profilo familiare tra questi stranieri: tra di essi, infatti, si registra la quota più bassa di donne conviventi con i propri figli (57,5%) e, viceversa, quella più alta di uomini in convivenza con la prole (73,2%).
Tra gli stranieri presenti in Lombardia nella maggior parte dei casi non sembra emergere un orientamento a trasferirsi dal proprio luogo di residenza nei prossimi dodici mesi. Questo risultato viene considerato indicativo dell’esistenza di una porzione ormai largamente maggioritaria di popolazione immigrata che, anche in situazioni economiche sofferenti, come le attuali in Italia, non cambia i propri progetti migratori ormai consolidati:
- l’avere una famiglia unita in Lombardia aumenta significativamente la probabilità di voler restare e ciò accade tra gli uomini con maggiore intensità;
- chi ha una storia migratoria ultra decennale mostra una minore propensione alla mobilità.
Viene tuttavia riconosciuta qualche differenza di genere, ovvero una propensione al trasferimento maggiore e statisticamente significativa per gli uomini. Per le donne il trasferirsi è legato essenzialmente alla conclusione di un ciclo di vita (lavorativa e/o familiare), mentre tra gli uomini a questo si aggiungono situazioni “contingenti” attrattive per il trasferimento (o repulsive per la stabilità) e ad una età in cui spesso il migrante non ha ancora formato una famiglia propria.
Una presenza che “resiste”, nonostante gli influssi della crisi economica
Come già messo in evidenza dai precedenti studi condotti, gli immigrati stranieri presenti in Lombardia si trovano in una condizione che risente sensibilmente degli effetti negativi indotti dalla crisi economica (vedi Tabella 1):
- il reddito familiare mediano mensile degli immigrati stranieri presenti in Lombardia scende nel 2012 a 1.400 euro, a fronte dei 1.500 registrati nel biennio precedente;
- dal punto di vista dell’incidenza delle spese totali rispetto al reddito, si registra un ulteriore peggioramento che vede una media complessiva che nel 2012 raggiunge il 75% a fronte del 74% del 2011 e del 71% del 2010;
- nel 2012 scendono anche le rimesse verso l’estero rispetto al 2011 e, ancor di più, i risparmi degli immigrati. La quota di famiglie straniere con rimesse medie mensili superiori ai 100 euro scende di cinque punti percentuali, dal 33,3% al 28,3%, così come diminuisce l’incidenza delle famiglie con risparmi medi mensili superiori alla medesima soglia dei 100 euro, dal 34,7% al 27,8%;
- cresce la quota di reddito erosa dalle spese di abitazione rispetto al monte spesa complessivo, nel 2012 solo meno di un quinto delle spese (il 19,6%) vanno ad essere utilizzate per i trasporti, per i libri, per la salute e per eventuali ulteriori acquisti non “primari”;
- si segnala un continuo abbassamento della quota di immigrati proprietari della loro abitazione: nell’ultimo biennio la percentuale in Lombardia è diminuita da un 23,2% del 2010 ad un 20,1% nel 2012, peggioramento che vede di fatto un ritorno ad alloggi in affitto.
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Tabella 1. Indicatori relativi a reddito, spese e rimesse familiari mensili – Dati al 1° luglio 2012 (Fonte dati: elaborazioni Orim) |
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2012 |
2011 |
Variazione 2011-2012 |
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| Reddito mediano (in euro) |
1.400,00 |
1.500,00 |
– 6,67 |
| % Spesa per alimenti, abbigliamento ecc./ Spesa totale |
34,5 |
34,2 |
+ 0,88 |
| % Spesa per abitazione/ Spesa totale |
45,9 |
44,4 |
+ 3,38 |
| % Altre spese/ Spesa totale |
19,6 |
21,4 |
– 8,41 |
| Incidenza percentuale delle spese totali sul reddito |
75 |
74,1 |
+ 1,21 |
| % famiglie con risparmi mensili > 100 euro |
27,8 |
34,7 |
– 19,88 |
| % famiglie con rimesse mensili > 100 euro |
28,3 |
33,3 |
– 15,02 |
Il quadro lavorativo degli immigrati presenti in Regione Lombardia evidenziato dall’Orim è altrettanto preoccupante, si registra infatti:
- un netto peggioramento del quadro occupazionale degli immigrati, con la crescita della disoccupazione che porta il tasso di disoccupazione (ovvero la quota dei disoccupati sul totale degli attivi) al suo massimo storico;
- una diminuzione dell’occupazione regolare con una crescita della componente di lavoro autonomo e una diminuzione del 5% di immigrati con contratto dipendente a tempo pieno e indeterminato. Tende ad assumere dimensioni più preoccupanti il fenomeno dell’occupazione precaria o comunque atipica, specie se valutato attraverso le conseguenze che carriere lavorative discontinue e irregolari (oltre che spesso sottopagate) sono destinate a produrre sul futuro pensionistico dei loro protagonisti;
- la disoccupazione che colpisce gli immigrati è assai spesso una disoccupazione di lunga durata.
Misurare l’integrazione: l’applicazione al 2012 dell’indice di integrazione standardizzato
In continuità dal 2005 troviamo anche all’interno di questo Rapporto l’applicazione dell’indice di integrazione standardizzato, valore che prende in considerazione le quattro variabili che sono state considerate “requisiti di base che favoriscono il processo di integrazione nella comunità ospite” (ovvero la regolarità del soggiorno, la stabilità residenziale, la condizione lavorativa ed abitativa). Qualche punto di attenzione emerge tuttavia se si osserva la diversità dei punteggi registrati nelle diverse Province riportati in Tabella 2. Il Rapporto Orim richiama l’attenzione in particolare sui bassi punteggi registrati per la città di Milano, ritenendoli solo parzialmente giustificabili dal fatto che sia considerata un luogo “di primo arrivo e passaggio”: nel capoluogo lombardo il 19% degli immigrati ultra 14enni arrivati da più di 10 anni è disoccupato (contro il 13% in tutta la Lombardia) e il 19% abita in condizioni poco stabili (contro il 14% in Lombardia). Sono dati che lasciano aperti degli interrogativi sulle effettive opportunità di integrazione che la città riesce ad offrire agli immigrati che hanno deciso di vivervi stabilmente. Valore indice Arrivati da almeno 10 anni Valore indice 0,60 0,71 0,60 0,71 0,60 0,71 0,57 0,69 0,57 0,67 0,56 0,66 0,55 0,66 0,54 0,65 0,53 0,65 0,53 0,64 0,51 0,62 0,51 0,62 0,48 0,61 [1] Orim precisa che tale calcolo è stato effettuato procedendo con l’attribuzione dei punteggi determinati con i dati dell’indagine del 2001 a tutti i campioni rilevati negli anni successivi.
Nonostante i dati di contesto presentati evidenzino delle criticità, il livello di integrazione degli immigrati migliora costantemente all’aumentare degli anni di permanenza sul territorio lombardo. Come illustrato in Figura 1, l’indice si presenta in costante incremento da un valore medio di 0,40 a 0,65 con una stabilizzazione nel corso di quest’anno.
Gli immigrati presenti in Lombardia nel 2012 hanno quindi mediamente raggiunto condizioni migliori nella misura del 60% rispetto al collettivo di quelli presenti nel 2001, almeno rispetto a stabilità residenziale, condizione giuridica, abitativa e lavorativa
Tabella 2. Valore medio dell’indice di integrazione per Provincia (Fonte dati: elaborazioni Orim, 2012)
Campione complessivo
Lodi
Lodi
Cremona
Varese
Lecco
Lecco
Milano (altri comuni)
Cremona
Bergamo
Sondrio
Brescia
Milano (altri comuni)
Monza e Brianza
Mantova
Varese
Monza e Brianza
Mantova
Brescia
Sondrio
Bergamo
Milano (capoluogo)
Milano (capoluogo)
Pavia
Pavia
Como
Como
