Come da dgr n.4221 il presente decreto dispone le modalità con cui la Regione intende dare continuità alle politiche in favore della conciliazione vita-lavoro.
Già la delibera aveva anticipato l’assegnazione di quasi 10 milioni di euro su questa linea di policy, il decreto ne dispone le modalità attuative affinché venga data prosecuzione nel 2013 sia a progetti promossi da imprese per il sostegno di iniziative innovative di organizzazione del lavoro family friendly e di welfare aziendale, sia a risorse direttamente rivolte alle famiglie, per facilitare l’accesso ai servizi, promuovere il diritto al lavoro dei neo genitori e a ridurre il fenomeno delle dimissioni delle lavoratrici madri durante i primi anni di vita del figlio.
Il sostegno alle iniziative di welfare aziendale ed interaziendale
Obiettivi
- Incentivare progetti innovativi volti a promuovere il benessere sociale della persona e della famiglia;
- Sostenere i lavoratori e le famiglie attraverso la promozione di modelli aziendali per la previdenza integrativa;
- Incentivare l’adozione di piani di flessibilità aziendale che promuovano una organizzazione del lavoro favorevole alla conciliazione famiglia-lavoro e alla produttività dell’impresa;
- Sviluppare modelli di welfare aziendale e territoriale integrato al fine di favorire lo sviluppo sociale e promuovere la conciliazione famiglia-lavoro;
- Sostenere in particolare progetti di cui al punto 1 che nascano da reti di imprese e che promuovano partnership pubblico-privato;
- Favorire il mantenimento dell’occupazione, in particolare di quella femminile, dopo la nascita di un figlio, sostenendo la famiglia nei suoi compiti di cura.
I soggetti finanziabili
- Micro, Piccole e Medie Imprese (singole o associate in partenariato;
- Grandi Imprese (solo se in partenariato con MPMI);
- Grande distribuzione Organizzata (solo per progetti che coinvolgono almeno 3 filiali in Regione Lombardia, anche se la sede legale è al di fuori del territorio regionale).
E’ possibile partecipare sia in forma singola che in aggregazione, per un minimo di 3 soggetti.
Tra i requisiti di ammissibilità il decreto pone quello di avere sede operativa in Lombardia; di avere avviato o aver concluso un percorso di contrattazione di secondo livello; di non essere beneficiaria di contributi analoghi da bandi precedenti (bando “Cofinanziamento di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale” d.g.r. n. 2055 del 28 luglio 2011; o il bando “Responsabilità sociale per la competitività d’impresa” d.d.u.o. imprenditorialità n. 3794 del 3 maggio 2012 ambito “people care”).
Gli interventi ammissibili
| Flessibilità aziendale
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| Cura dei figli
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| Accudimento e di cura dei famigliari con disabilità e/o non autosufficienti |
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| Supporto economico – finanziario e sociale
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| Benessere dei dipendenti e di time saving
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| Progetti di innovazione sociale
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| Incentivazione per promuovere l’utilizzo dei congedi parentali da parte dei padri | |
| Sostegno al rientro dei dipendenti dalla maternità, congedi parentali o da lunghi periodi di assenza per malattia | |
Tempi e risorse
Il bando si apre il 7 gennaio 2013 e avrà durata sino al 30 settembre 2013, salvo esaurimento delle risorse.
I progetti hanno durata annuale.
La Regione mette a disposizione 5 milioni di euro, finanziando un massimo dell’80% del costo dei progetti (ovvero della spesa ritenuta ammissibile) per un massimo consentito di 100.000 euro.
Il contributo richiedibile è differenziato sulla base del numero dei lavoratori destinatari delle misure previste dal progetto:
- massimo 10.000,00 euro: fino a 10 lavoratrici/ lavoratori destinatari
- massimo 50.000,00 euro: da 11 a 50 lavoratrici/ lavoratori destinatari
- massimo 75.000,00 euro: da 51 a 250 lavoratrici/ lavoratori destinatari
- massimo 100.000,00 euro: oltre i 250 lavoratrici/ lavoratori destinatari
La dote conciliazione servizi alla persona
Obiettivi
- Favorire il mantenimento dell’occupazione, in particolare di quella femminile, dopo la nascita di un figlio, sostenendo la famiglia nei suoi compiti di cura
- Agevolare l’accesso ai servizi di welfare
I soggetti finanziabili
Prioritariamente i dipendenti, o parasubordinati assimilabili ai contratti di lavoro subordinato, delle
- Micro, Piccole e Medie Imprese che abbiano avviato azioni per l’introduzione di misure di welfare, diverse dalla facilitazione dell’accesso ai servizi di cura tramite un sostegno economico (quale ad esempio rimborso/ dote/ voucher);
- Grandi Imprese che abbiano avviato azioni per l’introduzione di misure di welfare, diverse dalla facilitazione dell’accesso ai servizi di cura tramite un sostegno economico, in aggregazione con le MPMI;
- Grande Distribuzione che abbia avviato azioni per l’introduzione di misure di welfare, diverse dalla facilitazione dell’accesso ai servizi di cura tramite un sostegno economico, per almeno tre filiali in Lombardia;
che rientrano al lavoro da un congedo effettivo e continuativo di maternità/parentale della durata minima di un mese e che fanno richiesta di dote entro il terzo anno di vita del figlio e non oltre due mesi dal rientro al lavoro.
Sono ammissibili anche i dipendenti di altre imprese e le libere professioniste iscritte ad albi o alla gestione separata, che fanno richiesta di dote entro due mesi dal rientro al lavoro.
I beneficiari devono essere residenti o domiciliati in Lombardia.
Gli interventi ammissibili
| Servizi per l’infanzia (0-3 anni) |
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| Servizi socio educativi assistenziali ai minori di 14 anni (fino ai 14 anni) |
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| Altri servizi |
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Tempi e risorse
Le domande possono essere presentate a partire dal 7 gennaio 2013 fino al 31 dicembre 2013, salvo esaurimento risorse.
Il contributo ha una durata massima di 8 mesi, per un importo mensile pari a 200 euro e per un valore massimo di 1.600 euro.
La Dote non è cumulabile con i contributi previsti dalla misure sul sostegno ad iniziative per il welfare aziendale interaziendale di questo stesso decreto, né con ulteriori contributi comunitari, nazionali, regionali o locali, erogati per gli stessi servizi. Non è possibile cumulare la dote con il voucher della legge n. 92 del 28 giugno 2012 (cd. Voucher riforma Fornero).
La Regione mette a disposizione 4,88 milioni di euro, già impegnati e liquidati in favore delle Asl. Nel decreto sono indicati gli importi per ciascuna Asl.
L’allegato al decreto fornisce indicazioni ulteriori sulle procedure per la presentazione delle domande, sia dei progetti di welfare aziendale che della dote, unitamente alla relativa modulistica.