L’indagine parte da alcune considerazioni sulle risorse attivate e su come esse vengono gestite, con particolare rifermento al finanziamento delle iniziative ricomprese nei quattro distretti del Ticino Olona, ovvero Castano Primo, Legnano, Magenta e Abbiategrasso.
Si riportano qui di seguito alcune considerazioni presentate nella ricerca, rimandando ad una sua lettura e all’analisi degli allegati per un quadro più completo.
I piani di zona dei distretti del Ticino Olona
I Piani di Zona del bacino territoriale del Ticino-Olona mostrano uno sforzo importante nel cercare di attivare un processo coerente con le linee guida della Regione e allo stesso tempo orientato in direzione delle integrazione delle risorse sociali attivate nel territorio. Sperimentazione, innovazione e costituzione di network, nonché integrazione, gestione associata e budget unico risultano le espressioni più frequenti nel testo regionale riprese nei Piani di Zona stessi.
Per quel che concerne in termini generali di contenuti, i nuovi Piano di Zona 2012/2014 solo in alcuni casi però vengono fornite informazioni approfondite sulle caratteristiche del “network” attivato o necessario alla realizzazione di programmazione e gestione degli interventi sociali.
Dai dati a consuntivo (per il periodo 2009-2011) e dalla nuova programmazione emergono differenze rilevanti in ordine alle prestazioni sociali rese e progettate nei 4 distretti socio-sanitari.
In generale, la programmazione del Piano di zona risulta più avanzata negli ambiti di Castano Primo e del Magentino, dove l’integrazione gestionale è stata avviata precedentemente rispetto ai Pdz di Legnano e di Abbiategrasso. Infatti, una linea di confine che sembra distinguere tra loro i quattro Piani di Zona dei distretti del Ticino-Olona risulta essere la presenza o meno, nel territorio, di un ente strumentale sovracomunale che gestisca in forma associata i servizi sociali (i Piani di Zona di Castano Primo e del Magentino): la presenza di quest’ente, nonché la sinergia con i comuni stessi, sembrano determinare un differente e più operativo approccio nell’ambito del Piano di Zona.
Tali differenze, e il valore della gestione associata, emergono chiaramente in riferimento alle risorse gestite dai Piani di Zona. A livello di programmazione finanziaria l’ambito del Legnanese, a fronte della mancanza dell’Ente strumentale, fa eccezione rispetto agli altri territori, per aver gestito nel triennio 2009/2011 appena 20 euro annui pro-capite. Tale importo, secondo il piano economico finanziario del Piano di Zona 2012/2014, scenderebbe mediamente ad appena 5 euro per abitante all’anno (media nel triennio).
Nell’Abbiatense e nel territorio di Castano Primo il medesimo piano economico 2012/2014, contenente però anche la spesa dei comuni e le risorse gestite in forma associata, stanzia circa 100 – 110 euro per ciascun residente nei rispettivi territori.
In linea generale, però va detto che questa situazione sconta la progressiva riduzione delle risorse pubbliche per il welfare stanziate negli ultimi anni e la residualità delle risorse gestite a livello associato.
Le politiche di bilancio dei Comuni del comprensorio
La programmazione di bilancio degli enti territoriali del comprensorio Ticino Olona non appare in grado di svolgere un ruolo “anticiclico”, di promozione dello sviluppo.
Questo per diversi fattori.
Innanzitutto per le forti difficoltà dei Comuni del territorio a raggiungere il pareggio di bilancio. Complessivamente, i 50 comuni del comprensorio del Ticino-Olona presentano un valore medio del rapporto tra entrate ordinarie e spese correnti (sommate alle spese per rimborso di prestiti) inferiore al 98% già a partire dal 2008, e pari al 97,5% nei rendiconti 2010.
A questo si somma una dinamica di crescita complessiva della spesa corrente impegnata inferiore al dato medio Lombardo (Ticino Olona + 2,6% pro-capite contro +6,8% lombardo – 2008/2010) e qualche difficoltà nella capacità stessa di spesa, che riguarda soprattutto per i comuni capofila.
Infine, il dato più rilevante, la riduzione delle risorse destinate agli interventi sociali. Si legge nella ricerca “tale contrazione infatti, pari nel biennio 2009/2010 rispettivamente al -7,8% nel comune di Abbiategrasso e -6,5% in quello di Magenta, risulta più marca rispetto ai tagli medi della spesa, tanto che l’incidenza dell’impegno di spesa per il sociale sul totale della spesa corrente tende anch’esso a diminuire, in particolare tra il 2010 ed il 2011: -0,6% per Abbiategrasso e -1,4% per Magenta”.
Contenimenti e contrazioni che sono ricaduti su:
- gli interventi nel campo della prevenzione (rivolte a giovani, dipendenze da droga e gioco) e gli interventi di mediazione culturale e linguistica per minori e donne
- i contributi economici
- le attività di sportello, legate all’informazione e orientamento della popolazione, in particolare dedicati agli stranieri e alle assistenti familiari
- in qualche caso anche servizi di sostegno alla disabilità (DSA, Educativa domiciliare).
Le conclusioni della ricerca
“In questo contesto occorre sviluppare nuove linee di programmazione sociale. Il processo di realizzazione dei Piani di zona deve superare i limiti dell’adempimento amministrativo per prevedere invece l’attivazione di azioni responsabilizzanti, concertative, comunicative, che coinvolgano tutti i soggetti in grado di dare apporti nelle diverse fasi progettuali.
Il Pdz rappresenta in primo luogo lo strumento con cui leggere le politiche cittadine di sviluppo dal punto di vista del bisogno (grazie al lavoro di coinvolgimento attivo di persone e famiglie), della domanda sociale, dei diritti sociali.
Nella progettazione e realizzazione degli interventi sociali devono essere valorizzate le risorse e i fattori propri e specifici di ogni comunità locale e di ogni ambito territoriale: ciò al fine non solo di aumentare l’efficacia degli interventi ma anche di favorire la crescita delle risorse presenti nelle singole realtà locale.
Una forte attenzione dovrà essere dedicata alla programmazione di bilancio dei Comuni. Occorre finalmente avviare con convinzione i processi di aggregazione dei piccoli comuni, nonché provvedere a conseguire economie nei processi di auto-amministrazione, allo scopo di liberare risorse per gli interventi finalizzati allo sviluppo sociale ed economico del territorio.
Elemento centrale delle politiche tributarie e tariffarie locali dovrà essere l’introduzione e il potenziamento della progressività fiscale, mentre per quanto riguarda le politiche delle uscite è auspicabile la riqualificazione della spesa sulla base di una più attenta analisi sia dei bisogni della popolazione sia delle opportunità di adeguamento e potenziamento delle infrastrutture”.
Le politiche di bilancio dovranno inoltre superere gli steccati rigidi della frammentazione comunale o dei distretti per traguardare una programmazione strategica, di ampio respiro, in grado di coinvolgere non solo gli attori protagonisti del territorio ma anche i cittadini.”