Gli antefatti
In Lombardia si è aperto negli ultimi mesi una fase di “concertazione” con i territori e i diversi stakeholders rispetto ad un percorso di riforma del welfare. Una fase di concertazione che con la dgr 3850 pare già ampliamente delineata, al di là dell’espressione di alcuni pareri che i territori non hanno ancora avuto modo di presentare all’assessore regionale Giulio Boscagli; del lavoro di ricomposizione programmatoria (e secondo gli indirizzi regionali di budget unico) che negli ambiti distrettuali si è conclusa non più tardi del 30 marzo u.s. con la presentazione dei piani di zona 2012-2014 e dei tagli nei trasferimenti nazionali con i quali i Comuni, le famiglie e gli enti gestori faticano quotidianamente a fare i conti, nel tentativo di far quadrare i propri bilanci.
Del resto le parole rigore, tagli, spending review sono ormai entrate nel nostro vocabolario quotidiano e il bersaglio pare proprio essere la politica sociale.
I contenuti della dgr 3850
La DGR si compone di diverse parti con specifici capitolo di bilancio, in sintesi così declinata:
| Ambito |
Risorse a disposizione |
Cosa finanzia |
Come finanzia |
| Interventi sociali | 40 milioni | Area minori (servizi prima infanzia, servizi ricreativi, ADM, servizi residenziali e affidi)
Area anziani (servizi domiciliari e alloggi protetti) Servizi delegati |
Sulla base del piano di riparto approvato in assemblea dei sindaci |
| Interventi a favore della disabilità | 30 milioni | Servizi per disabili:
|
Voucher all’utente e/o contributo al Comune in base alla modalità di pagamento della retta |
| Interventi a favore di minori accolti in strutture residenziali | 18 milioni | Percorsi residenziali di minori vittime di violenza, abuso e/o maltrattamento inseriti in strutture educative che necessitano di interventi sanitari e sociosanitari (da prevedersi nei PEI) | Quota di €35/die per la frequenza del minore in struttura riconosciuta al Comune |
| Interventi a favore di minori in affido | 6 milioni | Percorsi di affido per minori provenienti da situazioni di deprivazione, maltrattamento e/o abuso che necessitano di prestazioni socio-sanitarie e/o sanitarie | Quota di € 100 al mese erogate a ciascuna famiglia affidataria per il tramite delle ASL |
Cosa cambia rispetto agli anni precedenti?
Sui 70 milioni del FSR
Complessivamente i Comuni hanno la possibilità di esprimere una programmazione sul 41,6% delle risorse messe a disposizione dalla Regione, sulla restante quota decide in toto il livello regionale.
Nello specifico è possibile osservare come lo scorso anno le risorse del Fondo Sociale Regionale ammontavano complessivamente a 70 milioni, assegnate agli ambiti territoriali sulla base dei criteri definiti dalle assemblea dei sindaci e del conseguente piano di riparto. Lo strumento del piano è stato negli anni un importante opportunità di lettura e analisi del sistema dei servizi, funzionale a scelte programmatorie e alla conseguente allocazione delle risorse.
Prendiamo ad esempio quanto accade nel mio territorio di riferimento, il distretto di Casalmaggiore (CR). Il riparto dello scorso anno ha visto la seguente suddivisione per tipologia di servizi:
| Prima infanzia | 19% | Minori 40% |
| Comunità alloggio | 17% | |
| Affidi | 4% | |
| SAD | 18% | Anziani 18% |
| NIL – inserimento lavorativo | 3% | Adulti 3% |
| SADH | 2% | Disabili 39% |
| CSE | 24% | |
| CAH | 13% |
Quest’anno l’ambito, sul riparto dei 40 milioni che aveva inizialmente assegnato al FSR, ha a disposizione complessivamente € 184.717,00, con cui saranno finanziati verosimilmente i servizi domiciliari anziani, gli inserimenti lavorativi e i servizi minori. Per i medesimi servizi lo scorso anno si sono allocate risorse pari a € 198.305, un 7% in meno, una percentuale che però cresce se si considera che lo scorso anno, a questa quota, si aggiungevano anche le risorse del FNA, oggi non più disponibile, e le risorse della seconda annualità del Piano Nidi.
Una previsione dell’utilizzo del 30 milioni aggiuntivi, vincolati dalla dgr ai servizi per la disabilità, invece vede la seguente allocazione:
- le comunità alloggio per disabili, lo scorso anno hanno beneficiato di un contributo sul FSR pari a complessivi € 41.000. Questo contributo a prima vista può apparire contenuto ma teneva conto della rendicontazione dei servizi (entrambi con un buon equilibrio fra entrate e uscite) e della progettazione dei servizi stessi (qualificazione del personale, progettualità erogate, ecc.). Quest’anno, tenuto conto che le 2 strutture presenti lavorano a pieno regime, abbiamo una previsione di voucher annui per 20 disabili per un importo “presunto” di € 120.000. Questo passaggio presumibilmente comporterà una revisione delle rette degli ospiti, si auspica non al rialzo.
- I Centri Socio Educativi, a fronte di una convenzione distrettuale, nel 2011 hanno beneficiato sul FSR di un contributo per giornata di frequenza pari a € 15,00 die. Lo stesso però veniva erogato ai due servizi presenti sul territorio con modalità differenti. Per un CSE, secondo la rendicontazione delle frequenze sull’anno in corso, e per l’altro rispetto alle presenze registrate dell’anno precedente. L’attuale modalità prevista dalla delibera regionale andrà chiaramente a discapito del secondo CSE, qualora le frequenze 2012 risultino inferiori a quelle del 2011. Comunque la previsione attuale vede un voucher giornaliero definito in € 13,78, inferiore quindi, seppur di poco, a quanto erogato lo scorso anno.
- Nel nostro territorio inoltre lo scorso anno si è avviata la progettualità sperimentale dello SMA (servizio di Mantenimento all’autonomia) a favore di disabili per i quali si è concluso l’intervento nei CSE. Per questo servizio avevamo definito un contributo sul FSR anno 2012 pari a € 5,00 per giornata di frequenza. L’auspicio è che questo possa essere considerato dalla Regione Lombardia similmente allo SFA, perché possano essere destinati ai fruitori di questo servizio voucher ad hoc.
- Il SADH merita invece una riflessione a parte: lo scorso anno il servizio è stato erogato a 11 persone, per un totale di 1.453 ore di prestazione. L’indicazione regionale di considerare la possibilità della voucherizzazione per servizi che prevedano almeno 4 ore settimanali di prestazioni, anche se comprensibile in termini di qualità degli interventi, può risultare limitante e discutibile in quanto a monte c’è sempre una valutazione sociale compiuta da professionisti e la definizione di un PAI in accordo con l’utente e la famiglia. Nel nostro territorio, il limite orario posto dalla Regione, porta ad un dimezzamento, rispetto allo scorso anno, del numero di utenti che beneficiano dell’abbattimento del costo del servizio dovuto al FSR.
Sulle risorse aggiuntive destinate ai minori
Rispetto alla parte riferita ai minori in strutture residenziali e in affido, per i quali sono previsti interventi di carattere sanitario e sociosanitario, la partita presenta alcune considerazioni specifiche.
- Sui minori inseriti in strutture residenziali spesso siamo di fronte a decreti del TM e conseguenti PEI che non prevedono esplicitamente interventi di questo tipo sui minori, forse questo è anche dovuto al fatto che le strutture di carattere socio-educativo non sono tenute ad erogare prestazioni di carattere sociosanitario e sanitario che, se necessarie, vengono espletate nei servizi istituzionali (di norma in neuropsichiatria o in Consultorio). La “finestra” di un anno nell’applicazione di quanto disposto nella DGR porterà ad una maggiore attenzione su questo.
- Sui minori inseriti in affido le risorse stanziate con la DGR 3850 potranno consentire un alleggerimento dei costi sostenuti dalle famiglia affidatarie, ma non si comprendono appieno le modalità di richiesta diretta delle stesse all’ASL in presenza di servizi affidi territorialmente impegnati nei percorsi di accompagnamento e supporto delle stesse. Che ruolo avrà il servizio affidi gestito in forma associata dai comuni del casalasco? Si auspica, per lo meno, un ritorno informativo ai territori di quanto effettivamente erogato e in favore di quali nuclei.
Alcune considerazioni più generali
In termini generali, rispetto all’allocazione di risorse economiche, vediamo che nel territorio casalasco emerge una contenuta diminuzione delle risorse utili a contribuire ai servizi anziani e minori (circa € 15.000) e un significativo aumento presunto delle risorse sulla disabilità, che però si registreranno principalmente a favore della residenzialità. Ad oggi invece è molto difficile definire quale impatto potranno avere nel nostro distretto le risorse aggiuntive dedicate ai minori.
In termini di processo decisionale e programmatorio emerge, a mio avviso, una significativa perdita di ruolo dei Comuni nella definizione della programmazione sociale del territorio e un conseguente rinnovato centralismo regionale, che si accompagna ad un ruolo di controllo e di erogazione dei voucher in capo alle ASL. Timori rispetto a questa dgr sono stati espressi recentemente anche dal NeASS – la rete delle Aziende speciali sociali lombarde (in allegato).
E’ pur vero che stiamo parlando di risorse regionali ma i servizi sono quelli socio assistenziali sui quali la funzione programmatoria risulta in capo ai Comuni, inoltre alcuni effetti presunti, se confermati, andranno nel nostro contesto in contraddizione con due principi cardine di Regione Lombardia:
- la liberta di scelta del cittadino, ad esempio nei casi di servizio domiciliare inferiore allo standard regionale (es. sadh) o nell’applicazione del voucher unico, nel caso in cui un’utente beneficia di più servizi.
- il riconoscimento della complessità dei bisogni, espressione che per la disabilità spesso ha maggiore peso che per altre categorie, con questa DGR non si accompagna al sostegno “economico” dei diversi servizi che possano essere erogati a favore della stessa persona disabile. Nel nostro territorio abbiamo diversi casi di utenti in strutture residenziali che frequentano centri diurni e utenti che frequentano il CSE e che contemporaneamente hanno anche un sostegno al domicilio. Se il voucher è unico, come sembra, la scelta di erogare un mix di prestazioni ricadrà quindi sulle tasche dei cittadini e/o dell’ente locale.
In ultimo, ma non per importanza, si sottolinea la preoccupazione che questo cambiamento nel sistema di riparto del Fondo Sociale Regionale, è compiuto su risorse aggiuntive che sono state deliberate dalla Regione in corso d’anno (inizialmente si parlava infatti dei 40 milioni). Quale continuità verrà data a queste risorse? Cosa ci dobbiamo aspettare per l’anno prossimo: un ampliamento delle modalità a “voucher” anche sugli altri servizi che godono della co-finanziamento del Fondo Sociale Regionale e al contempo una riduzione di budget?