I tagli alle risorse e l’effetto sui servizi
Oggi la situazione di finanziamento al welfare zonale è molto incerta. Per ora l’unica quota sicura è quella relativa al fondo del piano nidi, con il quale nel 2012 si conclude il triennio di finanziamento. Inoltre allo stato attuale non tutti gli otto comuni hanno approvato i Bilanci di Previsione 2012, per cui anche sul fronte dei fondi comunali si vive uno situazione di grande incertezza.
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2008 |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
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| FNPS |
635.765 |
295.782 |
335.413 |
165.635 |
? |
| FNNA |
164.095 |
318.851 |
350.568 |
– |
– |
| Piano nidi |
– |
– |
47.600 |
57.800 |
57.800 |
| FSR |
713.307,14 |
676.521 |
677.927 |
557.824 |
? |
| Fondo riequilibrio |
2008/2009 49.187,78 |
17.777,11 |
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| Fondo solidarietà |
– |
– |
62.100 |
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Le ricadute prevalenti sono state su:
- buoni sociali rivolti agli anziani
- buoni sociali, progetti l.162 e i progetti risocializzanti in favore dei disabili
- i centri di ascolto e il progetti specifici in sostegno alle nuove povertà
Tuttavia, dagli elementi in possesso rileviamo, ancora per il 2012, il grosso sforzo effettuato dalle amministrazioni per garantire al meglio i servizi comunali con un mantenimento sostanziale delle voci di spesa, rispetto al 2011.
L’Assemblea Distrettuale dei Sindaci per il nuovo piano di zona, nell’intento di preservare la maggior parte dei servizio, ha scelto di agire:
- in alcuni casi sulla revisione dell’attuale struttura organizzativa (Mediazione familiare e linguistico culturale, spazio neutro…)
- in altri favorendo il passaggio ad un finanziamento a carico dei comuni (progetto giovani)
Complessivamente si è cercato di preservare alcuni aspetti quali l’integrazione istituzionale, programmatoria, tematica, organizzativa, territoriale; la responsabilità economica e la valorizzazione dell’esperienza, risorse, competenze e professionalità.
Tabella riepilogativa delle scelte dell’Assemblea Distrettuale dei Sindaci
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Area |
Servizio |
Decisione |
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MINORI |
Mediazione famigliare |
Avviare revisione del servizio |
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Affidi Koala |
In elaborazione Sistema per l’accoglienza. Fase transitoria da definire. | |
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Mediazione linguistico – culturale |
Da rivedere ed implementare l’organizzazione, anche come supporto/consulenza ai servizi sociali. | |
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Teen-denze |
Confermare. Si ipotizza l’attivazione di azioni innovative con costi a carico dei Comuni. | |
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Spazio Neutro |
Rivedere | |
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Centro Adozioni Territoriale |
Mantenere accordo sovradistrettuale. | |
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Network Giovani |
Mantenere con finanziamento a carico dei Comuni. | |
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DISABILI |
Servizio Inserimenti Lavorativi Distrettuale |
Onorare contratto 31/12. Avviare revisione in ottica di prevenzione/promozione. |
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Sabato per voi |
Rivalutare ( rette, costi a carico dei Comuni) | |
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NUOVE POVERTA’ |
Sportello di filtro |
Rivedere |
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Sportelli Orientastranieri |
Mantenere. Privilegiare servizio in ottica prevenzione/promozione. | |
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Accoglienza in strutture |
Mantenere – Accordo unico distrettuale con costi a carico dei Comuni. |
Sono stati individuati altri obiettivi prioritari sperimentabili, e quindi suscettibili di modifiche e/o ri-orientamento nel corso del triennio:
- la costruzione di un modello di governance del Piano di Zona, efficace e flessibile, che confermando funzioni e ruoli dei diversi livelli istituzionali, politici e tecnici, ri-posizioni e rafforzi la partecipazione di tutti i soggetti che operano nel territorio;
- la sperimentazione di un modello di Sistema Integrato di Gestione Associata – SIGA, da avviare su tre aree di servizio: Minori e famiglia, Domiciliarità, Orientamento e integrazione scolastica disabili, che migliori l’offerta ai cittadini e raggiunga economie di scala, garantendo contestualmente l’integrazione degli interventi e dei servizi gestiti dai comuni con quelli gestiti dall’Ufficio di Piano, coerentemente con gli indirizzi politici e le capacità finanziarie;
- la sperimentazione e il consolidamento di azioni integrate nell’ambito delle politiche giovanili, politiche per il lavoro e per l’abitare
- la sperimentazione e il consolidamento di un sistema di monitoraggio integrato per la lettura dello scenario e di un sistema di valutazione nel ciclo della programmazione
- la sperimentazione di azioni nell’ambito dell’ integrazione socio sanitaria
- la sperimentazione di azioni integrate a livello interdistrettuale
Le maggiori difficoltà in questa fase di razionamento
L’ Assemblea Distrettuale dei Sindaci di fronte al taglio generalizzato dei trasferimenti, che colpisce l’intero sistema di welfare locale, è consapevole del rischio che si seguano logiche di risparmio o logiche di difesa della propria istituzione individuale: ciò può produrre ricadute negative in termini sia quantitativi sia qualitativi, riducendo il volume e la qualità dei servizi e differenziando l’offerta ai cittadini.
Per contro si vuole cogliere l’opportunità di un rilancio, recuperando quanto di positivo è stato realizzato lavorando insieme, registrando e analizzando i fattori di successo (acquisizione di competenze e conoscenze pianificatorie, aumentata e migliorata offerta di servizi, condivise/omogeneizzate le regole, ottimizzate e migliorate le risorse organizzative in termini di quantità e competenza, rinforzata la posizione dei Comuni uniti nel confronto con altri livelli istituzionali), ma anche quelli di insuccesso (mancata integrazione di risorse finanziarie, permanente disparità di offerta di alcuni servizi e disparità di regole- accesso, partecipazione al costo, …) con lo spirito che deve animare una critica costruttiva.
I supporti possibili
La consapevolezza e la convinzione che, guardando l’immediato futuro:
- solo insieme si possono affrontare i problemi, in particolare di ordine finanziario (tagli ai trasferimenti) e organizzativo (dotazioni di personale, limiti alle assunzioni, regole/limiti per incarichi, collaborazioni etc.)
- non più rinviabile il tema dell’omogeneizzazione dei livelli quali/quantitativi dell’offerta di servizi ai cittadini
- è indispensabile il coinvolgimento in termini di garanzia di corresponsabilità (economica, culturale, organizzativa) del terzo settore, anche mediante l’utilizzo dello strumento della co-progettazione
- il lavoro avviato dal livello politico e tecnico per la realizzazione di un sistema di governo e una struttura organizzativa stabili e riconosciuti, legittimati da una adeguata formula giuridica, che garantiscano la partecipazione di tutti i soggetti attivi, pari titolarità, razionalizzazione della spesa e rapporto diretto con i cittadini.