L’Assemblea dei Sindaci del distretto di Crema, nello scorso mese di dicembre, ha approvato il budget 2012 che dovrà essere riassestato durante il prossimo mese di Aprile sulla base dei dati confermati relativi ai fondi nazionali e di quelli ancora incerti relativi al fondo regionale di cui il distretto potrà disporre per i servizi e gli interventi da erogare nel corso dell’anno.
L’andamento del quadro economico finanziario distrettuale negli ultimi anni ha visto una progressiva riduzione dei fondi nazionali e di quelli regionali. Nello specifico il Fondo Nazionale Politiche Sociali passa da € 1.410.252,00 del 2008 ad € 329.979,00 del 2012, il Fondo Non Autosufficienze che ha raggiunto la quota di € 742.141,00 del 2011 è stato completamente azzerato nel corso di quest’anno mentre il Fondo Sociale Regionale passa da € 1.377.049,00 del 2008 ad una previsione di circa € 550.000,00 per il 2012.
In controtendenza rispetto al trend sopra descritto, si rileva un progressivo incremento del Fondo di Solidarietà, quota pro-capite versata dai 48 Comuni del distretto che nel corso del 2010 è passato da € 3,00 a € 4,00 e nel 2011 è passato da € 4,00 ad € 5,00 per abitante. Se a questi si aggiungono le risorse versate dai Comuni per le gestioni associate (anch’esse in crescita nel corso degli anni), anche in tema di finanziamento del welfare risulta sempre più marcata la connotazione localistica del “sistema” sociale.
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2008 |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
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| FNPS |
€ 1.410.252,00 |
€ 1.266.228,00 |
€ 590.328,00 |
€ 666.882,00 |
€ 329.279,00 |
| FNNA |
€ – |
€ 656.758,00 |
€ 715.854,00 |
€ 742.141,00 |
€ – |
| Piano nidi |
€ – |
€ – |
€ 138.000,00 |
€ 243.000,00 |
€ 243.000,00 |
| FSR |
€ 1.377.049,00 |
€ 1.346.269,00 |
€ 1.311.532,00 |
€ 1.077.252,00 |
€ 650.000,00 |
| Fondo riequilibrio |
€ 75.000,00 |
€ 66.028,26 |
€ 30.000,00 |
€ 34.870,00 |
€ 15.000,00 |
| Fondo solidarietà |
€ 381.584,26 |
€ 475.094,53 |
€ 645.520,00 |
€ 806.900,00 |
€ 806.900,00 |
| Altri fondi |
€ 13.250,00 |
€ 53.144,00 |
€ 98.598,00 |
€ 14.000,00 |
€ 14.000,00 |
Alla luce della difficile situazione economica e delle risorse in gioco la programmazione locale degli interventi che dovrà essere formalizzata con l’approvazione del Piano Operativo 2012 (che rappresenta il contratto di servizio tra i Comuni del distretto cremasco e l’azienda speciale consortile “Comunità Sociale Cremasca”) nel prossimo mese di aprile dovrà declinare in modo molto prudente e cautelativo le scelte operative e gestionali.
Tra queste, quelle di seguito riportate sono alcune decisioni già condivise a livello politico-amministrativo:
- le risorse disponibili, all’interno del budget unico saranno prioritariamente finalizzate al mantenimento delle gestioni distrettuali (quali il servizio Tutela Minori e Inserimento Lavorativo);
- a partire dal mese di gennaio sono state ridotte le ore settimanali delle psicologhe a supporto del servizio Tutela Minori (n. 12 per tre operatori non dipendenti);
- sono state ridotte ore settimanali di personale amministrativo presso l’Azienda Speciale precedentemente impiegate per la gestione dei servizi e per attività operative a supporto della programmazione (n. 18 ore).
Altri punti di attenzione per la definizione di scelte programmatiche adeguate dovranno altresì considerare le seguenti riflessioni:
- la decurtazione del Fondo Nazionale Politiche Sociali e l’azzeramento del Fondo Non Autosufficienze determineranno un complessivo ridimensionamento degli interventi a favore della domiciliarità. In particolare gli interventi di potenziamento del SAD gestiti tramite voucher a livello distrettuale, potrebbero essere messi seriamente in discussione;
- gli interventi operati attraverso l’erogazione di buoni sociali su Legge 162/1998 a favore della disabilità grave insieme ai buoni sociali per gli adulti a rischio emarginazione ed i minori in difficoltà potrebbero subire una significativa razionalizzazione;
- non sarà un percorso facile quello di garantire la continuità di progetti efficienti ed innovativi (quali ad es. il progetto ORMA sull’autismo) i quali, finanziati in modo sperimentale da Regione Lombardia nel corso del 2010, hanno trovato continuità nel 2011 attraverso fondi del distretto cremasco ma ora sono messi fortemente in discussione dai tagli delle risorse;
- la previsione di taglio sul Fondo Sociale Regionale, oltre a ridurre pesantemente il rimborso alle unità di offerta sociali pubbliche e private, in specie nell’area dei minori e della disabilità potrebbe determinare una riduzione di risorse in termini di servizi di prevenzione nel settore della domiciliarità minorile (ADM) e generare ricadute con effetti negativi moltiplicati sugli Enti Locali;
- la diminuzione dei fondi regionali comporterà una possibile rivalutazione riguardo la sostenibilità del rimborso ai Comuni di parte delle spese per le rette di Tutela Minori e per gli inserimenti lavorativi nonché un possibile ripensamento sulle quote poste a carico dei Comuni per gli inserimenti di soggetti disabili nelle unità di offerta della rete territoriale;
- nonostante l’incremento dei fenomeni migratori e dei relativi bisogni di mediazione culturale, rilevati anche in sede di analisi dei dati raccolti per l’elaborazione del nuovo Piano di Zona, le risorse assegnate per la copertura di tali interventi potrebbero subire una sostanziale riduzione.
Contrariamente a quanto avvenuto nel decennio precedente, l’anno 2012 segna un’inversione di tendenza nella spesa sociale nazionale che diminuirà progressivamente; da tutto ciò il welfare locale ne sarà pesantemente condizionato. Si intravedono all’orizzonte, anche per il distretto cremasco, alcune possibili difficoltà:
- l’inevitabile cautela che dovrà essere posta sul tema delle risorse potrebbe “distrarre” l’attenzione di tecnici e amministratori dal potenziamento o addirittura dal mantenimento di livelli di qualità di servizi che negli ultimi anni hanno fatto decisi passi in avanti;
- viene messa in discussione la dimensione progettuale degli interventi con il rischio di un disinvestimento in pensieri ed azioni innovative e l’indebolimento dell’attenzione riguardo la gestione ed il monitoraggio dei casi seguiti con il conseguente ritorno ad erogazioni principalmente assistenziali e riparative;
- la contrazione generale delle risorse e l’affievolimento dell’impegno economico del settore pubblico potrebbe causare un incremento del carico assistenziale delle famiglie ed un’eccessiva aspettativa rispetto al ruolo attivo che esse dovranno inevitabilmente esercitare;
- rimane elevato il rischio di concentrare le poche risorse a disposizione a favore di interventi emergenziali estemporanei a discapito di azioni di promozione in grado di favorire il passaggio strategico ad un welfare di carattere preventivo;
- la razionalizzazione finanziaria potrebbe indurre negli stessi operatori atteggiamenti di scoramento e di demoralizzazione di fronte a bisogni complessi ed incrementali cui si faticano a trovare soluzioni e risposte.
In questo contesto l’Assemblea dei Sindaci del distretto cremasco nel mese di aprile 2011 ha individuato uno specifico gruppo di lavoro formato da tecnici ed amministratori locali che al fine di disegnare il nuovo triennio sociale di programmazione assumesse il compito di ipotizzare nuovi percorsi di lavoro in campo sociale per fronteggiare in modo attivo una situazione di fatica e demotivazione legata alla carenza di risorse.
Questo lavoro infatti ha consentito al territorio di ripensare ad un possibile modello di welfare territoriale in grado di attenuare la tensione tra diminuzione di risorse e crescita di bisogni complessi, concentrando l’attenzione su nuove dimensioni progettuali che pongano al centro la costruzione di legami tra persone e reti tra le comunità nonché il riconoscimento del ruolo della famiglia come vera e propria risorsa del sistema territoriale.
Nelle riflessioni che ci hanno accompagnato nella stesura del documento di piano sono stati individuati nuovi orientamenti nell’ottica di un ripensamento generale della rete dei servizi:
- necessità di analizzare e conoscere in modo dettagliato il contesto in cui si opera;
- investire sul potenziale delle persone;
- ricomporre la frammentarietà di azioni ed interventi che spesso agiscono su particolari situazioni;
- rafforzare le alleanze tra amministratori e tecnici per l’elaborazione di scelte condivise in un’ottica di corresponsabilità attiva;
- coinvolgere nuove realtà nel lavoro sociale quali le realtà produttive, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, il sistema profit oltre a tutti i diversi settori della Pubblica Amministrazione;
A partire da questi presupposti e dalla generale convinzione che la fase di cambiamento che attraversa il sistema del welfare non possa essere unicamente ridotta ad una questione di risorse, il distretto cremasco ha individuato nella programmazione del prossimo triennio sociale tre filoni progettuali strategici:
- definizione di modelli di presa in carico integrata dei soggetti portatori di bisogno con il fine di spostare l’azione di cura dalla persona all’ambiente sociale di cui la stessa persona è parte integrante. In quest’ambito l’azione distrettuale poggia su una solida base di lavoro e di esperienza maturata in questi due anni di realizzazione del progetto sperimentale ORMA in materia di autismo; tale progettualità ha costituito infatti una importante occasione per la definizione di un protocollo di continuità assistenziale per una presa in carico partecipata sul tema della disabilità costruito attraverso la collaborazione di più attori della rete territoriale (Comune, ASL, Enti gestori e Azienda Ospedaliera);
- rafforzamento del lavoro di comunità e dell’integrazione con tutti gli attori che esercitano un ruolo attivo nel sistema sociale territoriale, attraverso l’adozione di un orientamento di tipo promozionale più che ripartivo;
- la ridefinizione di alcuni modelli organizzativi e gestionali dei servizi investendo maggiormente sulla loro dimensione distrettuale in modo tale da poter creare le condizioni adeguate per dare sostenibilità e concretezza al welfare territoriale.