I sì

Equità. Tra gli elementi più apprezzati c’è sicuramente il fatto che nella determinazione di quanta parte della quota sociale le famiglie dovranno pagare per accedere a sevizi e prestazioni sociali e sociosanitarie, non viene contemplato solo il reddito e il patrimonio, ma anche la situazione di fragilità familiare e del carico di cura a cui essa è sottoposta. Nella sostanza si guarda con favore al fatto che potenzialmente il FFL agevolerà le famiglie numerose, monoreddito, con disabili e non autosufficienti, con disoccupati o cassaintegrati ecc.. L’introduzione di scale di equivalenza che garantiscano e tutelino le famiglie a seconda della loro condizione concreta è giudicato un  correttivo rispetto all’attuale impiego dell’Isee. Proprio in considerazione di ciò qualcuno auspica che il percorso lombardo possa influenzare la revisione dell’Isee che l’attuale governo sta definendo proprio in questi mesi e prevista dal decreto Salva Italia del 6 dicembre 2011, n.201 – poi legge Salva Italia, del 22 dicembre 2011, n. 214. (commenti Forum Famiglie, Sindacati, Forum terzo settore)

Omogeneità. L’introduzione di una regolazione regionale in materia di compartecipazione al costo viene considerata positiva in relazione all’attuale varietà nei comportamenti comunali. In primo luogo l’utilizzo dell’Isee a livello territoriale è ancora a macchia di leopardo (rapporto Isee, 2011), inoltre molti Comuni, pur utilizzando l’Isee, hanno introdotto aggiustamenti e correttivi che rendono di fatto poco confrontabili le realtà locali. Si auspica quindi che il FFL possa diventare il riferimento unico per i comuni per la modalità di determinazione della compartecipazione alla spesa e che venga superata l’attuale condizione di disparità territoriale. Le soglie di esenzione per il pagamento delle tariffe, i criteri di agevolazione tariffaria previsti, la quota di compartecipazione dovuta in relazione ad una certa condizione economica del nucleo sono differenti in ogni territorio (si guardino i nidi), determinando una profonda disomogeneità di trattamento. (commenti Forum famiglie, Cisl).

Chiarezza. Ci si aspetta che il FFL faccia finalmente chiarezza su “cosa spetta e a chi”. Come calcolare la contribuzione dunque ma anche e soprattutto sciogliere l’annoso nodo di quale  “confine” considerare, ad esempio in riferimento al reddito: quello del singolo o del nucleo familiare? Oggi la situazione  è molto controversa, il fattore famiglia sembra indicare una strada che distingue la condizione del disabile, per il quale è considerato il singolo, da quella dell’anziano non autosufficiente, per il quale invece è considerato il nucleo. (commento Cisl)

Un sostegno alla natalità e al “fare famiglia”. Per alcuni il FFL è un chiaro riconoscimento all’apporto della famiglia allo sviluppa della società, in particolare la famiglia numerosa, ed è quindi un auspicio che possa dimostrarsi una misura capace di sostenere e promuovere la famiglia e la natalità (commento Violini –Il sussidiario).

I no

I dubbi sul rispetto dei LEA. E’ giudicata critica l’ambiguità in riferimento alla possibile applicazione del FFL anche alla parte non a valenza sociale delle prestazioni e servizi sociosanitari (oggi totalmente a carico del fondo sanitario, erogato indipendentemente dalla condizione economica degli assistiti). La formulazione della legge, anche a seguito delle modifiche introdotte in sede di approvazione, non dirime il dubbio. Da una parte il testo afferma il rispetto dei Lea, ma dall’altra lascia aperta la possibile revisione della copertura della spesa sanitaria. (commenti Forum terzo settore, Ledha e Cgil).
“nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, la determinazione degli oneri per le prestazioni sociosanitarie erogate dalle unità d’offerta sociosanitarie a carico del fondo sanitario è stabilita per tipologia di unità d’offerta sulla base dello standard regionale di accreditamento, delle condizioni di salute della persona assistita e dei criteri di cui all’articolo 8, comma 2 (ovvero quelli relativi al FFL)”

Oneri insostenibili. Le maggiori contestazioni sono venute dai comuni che temono un incremento dei costi a carico degli enti locali proprio in un momento in cui i comuni versano in condizioni particolare difficoltà per i tagli ai fondi destinati a questo settore. Tagli di cui si richiama innanzitutto la responsabilità del governo centrale ma in parte anche quella regionale, in particolare la riduzione nel 2012 del Fondo sociale regionale a 40 milioni, contro gli 86 di due anni prima e i 70 dello scorso anno. (commento Anci)

Incremento dell’iniquità. Sempre i comuni sottolineano che se non saranno in grado di sostenere l’incremento dell’impatto economico da loro atteso dal FFL, saranno costretti a ridurre i servizi con un effetto esattamente contrario a quanto auspica l’amministrazione regionale: chi è in condizioni migliori potrà fruire di servizi a pagamento mentre chi è in condizioni di maggior fragilità ne rimarrà escluso. (commento Anci)

Il FFL non è una politica, è solo uno strumento. A fronte di chi sostiene l’impiego del FFL come politca pro-famiglia, c’è chi invece non lo considera tale ma quale mezzo, ovvero strumento di calcolo, che come tale va considerato in modo neutro (commento Governo).
Ora l’attenzione si sposta sulla sperimentazione, che durerà un anno e coinvolgerà solo alcuni comuni della Lombardia (15). L’interesse è alto per tutti, si vuole capire dalla sperimentazione cosa concretamente potrebbe cambiare e i reali impatti in termini di maggior equità.