Il percorso che ha condotto alla sottoscrizione del Fondo SIRIO trae origine dalla costruzione sul territorio di Garbagnate di una comunità alloggio residenziale per persone con disabilità. La presenza di questa struttura ha stimolato nel tessuto sociale, ed in particolare nei familiari, una riflessione sul futuro delle persone con disabilità e su come favorire la loro crescita ed autonomia, soprattutto laddove sussistono condizioni non emergenziali (ovvero al di là dei momenti critici o quando i care givers manchino in modo imprevisto).
I percorsi di accompagnamento all’autonomia che sono stati intrapresi nel nostro territorio (vacanze, sperimentazioni della residenzialità ecc…) hanno rivelato tutta la loro ricchezza e preziosità, ma anche l’importante onere economico che ne deriva sia per le famiglie sia per l’Ente Locale.
Da qui si è attivato un percorso che ha portato, nel 2011, alla costituzione di un fondo per i progetti di vita delle persone con disabilità che ha come obiettivi prioritari:
- il sostegno alla maggiore libertà di scelta della persona con disabilità in ordine al proprio progetto di vita, ovvero al proprio futuro e ai propri desideri;
- la costruzione di una rete sociale attenta ed idonea a cogliere, accogliere ed accompagnare tali scelte.
Il percorso
Con il supporto della Provincia di Milano – Spazio Residenzialità, il Servizio Disabili del Comune di Garbagnate Milanese ha costituito un Comitato di Sostegno, ovvero un gruppo di riflessione e di confronto, al quale sono stati invitati tutti gli attori del territorio interessati al mondo della disabilità: Cooperative Sociali, genitori e associazioni di volontariato.
All’interno di questo percorso di riflessione è emerso l‘interesse per altre esperienze di Fondi patrimoniali già costituiti, dalle quali ha preso le mosse il Fondo Sirio, costituito presso la Fondazione Comunitaria Nord Milano.
Nel corso del 2010 un gruppo ristretto di lavoro ha elaborato la bozza di regolamento ed ha avviato la raccolta fondi.
La definizione degli obiettivi del Fondo è stata frutto di una graduale maturazione della consapevolezza dell’importanza del rapporto tra disabilità e comunità. Si è passati da un ragionamento centrato sulla logica del “Dopo di Noi-Durante Noi” ad un investimento sull’idea del Progetto di Vita quale strumento elettivo per orientare ed orchestrare gli interventi e le politiche.
Tra gli stessi membri del Comitato alcuni si sono detti concretamente interessati a contribuire alla costituzione del Fondo.
L’obiettivo minimo, in relazione alle risorse da raccogliere per poter dare vita al Fondo, era di € 10.000,00. In fase di costituzione si sono superati i € 16.000,00 e all’atto della costituzione del Fondo si sono resi disponibili immediatamente circa € 5.000,0 per finanziare progetti ed iniziative.
La cifra, di per sé, può apparire modesta. Questo dato, affiancato però alla vivacità della risposta avuta dalla comunità, fa dire che lo strumento del Fondo è una speranza e una promessa. L’aspetto rilevante infatti è come la comunità garbagnatese ha risposto a più livelli (associazioni, cooperative, persone singole) e l’elenco dei donatori che, ad oggi, si sono resi disponibili è infatti estremamente eterogeneo. 37 soggetti di cui 8 organizzati (cooperative e associazioni).
Come opera il fondo
Il Fondo Patrimoniale SIRIO prevede due canali principali di funzionamento:
- quello rivolto alle famiglie, che possono usare il Fondo come “cassaforte” per garantire il progetto di vita della persona con disabilità di cui si prendono cura. Ogni donazione può essere esplicitamente rivolta anche ad una singola persona e non potrà comunque essere distoglibile dallo scopo;
- quello destinato al finanziamento di progetti specifici, che possono essere proposti al Fondo da cooperative o associazioni.
Il Fondo è strutturato in due parti. Una parte patrimoniale, che ne costituisce la riserva e che è spendibile solo nei frutti che matura, una sorta di cassaforte, ed è costituita dal 15% di tutte le donazioni.
Una parte corrente, costituita sia dai frutti della parte patrimoniale sia dall’85% di tutte le donazioni che può essere utilizzata per il finanziamento di progetti di sviluppo delle autonomie o singoli progetti di vita delle persone con disabilità. La decisione in merito a quali progetti siano eventualmente finanziabili spetta ad un Gruppo Tecnico di Indirizzo, nominato dalla Fondazione su indicazione vincolate dell’Assemblea dei Donatori.
Il Gruppo Tecnico di Indirizzo attualmente in carica è composto da tre familiari di persone con disabilità, di cui uno in qualità di presidente, dal responsabile tecnico di una cooperativa sociale e da un consigliere della Fondazione Comunitaria Nord Milano.
Alcune riflessioni
I massacranti tagli al welfare determinano una sostanziale contrazione dei servizi erogabili. Pertanto, con sempre maggior forza, i servizi istituzionali saranno chiamati a garantire le sole prestazioni di emergenza. Difficilmente, in un futuro assai prossimo, si riuscirà a finanziare progetti di accompagnamento all’autonomia di soggetti che potrebbero continuare a rimanere con la famiglia di origine.
Tuttavia, quale motivazione alla costituzione del Fondo, perfino la carenza di risorse cede il passo rispetto alla necessità ed all’utilità di favorire la nascita di progetti ed iniziative “inclusive”.
La principale e reale utilità del Fondo consiste nel fatto che il territorio diviene potenzialmente decisore (attraverso la cosiddetta “società civile”) di parte delle politiche sociali inerenti l’autonomia ed i progetti di vita delle persone con disabilità. Seppur, come detto, la cifra è ad oggi modesta, potenzialmente potrebbe essere una risposta perfino esaustiva allo sviluppo delle politiche sociali di supporto ai progetti di vita.
Certo, se la comunità (compreso l’Ente Locale), non dona, tutto perde senso ed utilità. Il Fondo, quindi, potrebbe anche tramutarsi in un costoso ed inutile contenitore vuoto. Per evitare questo rischio emerge la priorità di investire in strategie di fund raising e comunicazione adeguate. Serve un continuo lavoro di coinvolgimento ed inclusione della comunità nel progetto.
Per le famiglie questa proposta rappresenta un’opzione sicura per l’accantonamento e la protezione delle risorse destinate al benessere delle persone con disabilità. In questo senso le evidenze sono confortanti. Diverse sono le famiglie che sono volute entrare nel Fondo, anche con pochi euro.
La forza di questa esperienza sta nel fatto di essere frutto prima di tutto della partecipazione delle famiglie, senza le quali il Fondo non sarebbe mai nato. E’ fondamentale la costruzione di una partnership forte tra Ente Locale e famiglie proprio sul tema della sostenibilità economica.
E in quest’ottica, è stato centrale il lavoro relazionale: certamente se l’Ente Locale si fosse presentato alle famiglie proponendo “a freddo” la costituzione del Fondo la cosa non avrebbe funzionato. D’altra parte, anche l’individuazione stessa del fondo patrimoniale quale strumento idoneo a raggiungere gli obiettivi prefissati, è stato proprio il frutto di un percorso fatto con le famiglie, centrato sul tema del “progetto di vita”, vero obiettivo comune.
Anche la partecipazione del Terzo Settore è stata importante, pur se portatrice di alcune criticità (anche utili) e complessificazioni del percorso. L’implicito atteggiamento rivolto a definire le reciproche sfere di influenza sul Fondo e l’attitudine a preoccuparsi in prima istanza di limitare il più possibile il seppur minimo rischio di impresa insito nell’investimento nella costituzione del Fondo, sono i due termini sostanziali di tali criticità. Si aggiungano la difficoltà a relazionarsi all’Ente Locale in una logica diversa da quella dell’appalto e il ricorso a dinamiche spartitorie tra i soggetti del Terzo Settore.
In conclusione, possiamo sostenere che il percorso svolto è stato molto innovativo per il territorio. Inoltre, pur come prima esperienza, il progetto ha goduto di un rigore formale che è sfociato nella costituzione del Fondo mediante atto pubblico. Questo risultato è stato importante, tanto più che è esso stesso giunto grazie alle risorse della rete: il notaio che ha seguito l’atto lo ha fatto per un compenso irrisorio.
Il futuro
Le prospettive di lavoro sulle quali il Gruppo Tecnico di Indirizzo è attualmente impegnato sono orientate alla definizione delle strategie di fund raising per la raccolta di donazioni. Per lavorare su questo tema il Gruppo Tecnico si è avvalso inizialmente della collaborazione di Ciessevi che ha fornito una consulenza qualificata sul tema.
Attualmente il gruppo sta lavorando sull’opportunità di costituire formalmente un Comitato di Sostegno attraverso il quale stimolare la comunità alle donazioni ed è anche in fase di costruzione il sito web del fondo www.fondosirio.it
Inoltre, poiché sono diversi i Fondi attivi sul territorio della nostra regione, con obiettivi omogenei al Fondo Sirio, stiamo valutando la possibilità di stimolare un percorso di costituzione di una rete tra le diverse realtà presenti in Lombardia.