E’ “continuità”, la parola chiave che possiamo riconoscere contraddistingue gli interventi e le politiche di contrasto alla povertà adottate dalla Regione Lombardia.
Gli ultimi dati disponibili

[1] mostrano un acuirsi delle situazioni di fragilità in cui versano le famiglie lombarde: l’ORES quantifica in 143.000 unità le famiglie povere in senso assoluto presenti in Lombardia nel 2009, con un aumento di circa 10.000 unità rispetto alla stessa stima relativa all’anno precedente. L’Osservatorio stima altresì in circa 400 mila le persone assistite in Lombardia nel 2010 con un evidente trend di crescita rispetto ai due anni precedenti.
Di fronte ad un fenomeno di costante incremento delle situazioni di fragilità presenti in Regione Lombardia, che non accenna a diminuire e che, anzi, possiamo presumere sia destinato ad aumentare ulteriormente se consideriamo che i dati a cui facciamo tutt’ora riferimento sono comunque fermi al 2009-2010, la tipologia di risposte messe in campo dalla Regione si caratterizza per un progressivo investimento verso il canale dell’integrazione economica ed il sistema dotale, nonché verso un’attenzione alla valorizzazione del Terzo Settore, come soggetto intermediario nell’intercettazione delle famiglie in difficoltà e nell’erogazione di interventi loro indirizzati, in forte continuità pertanto con quanto rilevato nella precedente legislatura[2].

Ripercorriamo in sintesi un excursus su quest’ultimo biennio.
All’interno della gamma di contributi economici orientati ad agevolare le famiglie[3], ricordiamo la proroga del Buono famiglia[4] al 31 dicembre 2010 e una delle ultime iniziative per le quali la Regione ha recentemente emesso provvedimenti in merito, ovvero il Fondo Sostegno Affitto (FSA). Con la DGR n. IX/2160 del 4 agosto 2011 la Regione Lombardia ha, infatti, garantito nuovamente questo finanziamento, mettendo a disposizione per il 2011 € 40,8 milioni[5], stanziamento che ha tuttavia subito una contrattura rispetto ai € 50 milioni stanziati nel 2010. Viene quindi data prosecuzione, come per gli anni scorsi, al filone dei voucher e buoni sociali, viene garantita continuità alla “Dote scuola”, sebbene la riduzione nei fondi a disposizione ha orientato la Regione a restringere i canali di accesso privilegiando le famiglie con un indice reddituale più basso. Le ultime modifiche adottate relativamente alla dote possono essere sintetizzabili in:

  • riduzione dell’indice reddituale per l’accesso alla dote dai € 46.597 dell’a.s. 2010/2011 ai € 30.000 dell’a.s. 2011/2012;
  • il valore fisso di € 1.050 si contrae ad un valore compreso in un range tra € 450 e € 900 a seconda della scuola e del reddito;
  • alle famiglie più bisognose (con Isee inferiore a € 15.458) è riconosciuta un’integrazione di 400 euro per studenti nella scuola primaria, 600 per coloro nella scuola secondaria di I grado, 800 euro per gli studenti nella scuola secondaria di II grado.

Si conferma l’attenzione verso il Terzo settore, come si può vedere dalle risorse messe a disposizione nell’ambito del “Bando Associazionismo 2010-2011” e “Bando Volontariato 2010-2011”, pari complessivamente per quest’ultimo biennio a € 3.902.000 e dal periodico finanziamento del Banco alimentare, pari a € 700.000 per il 2011.
Prosegue l’investimento nei progetti sperimentali. Possiamo citare in questo senso, a valere sull’intero territorio regionale:

  •  il programma sperimentale di interventi in materia di inserimento lavorativo delle fasce svantaggiate della popolazione denominato “Valore lavoro”, programma che a partire da una ricerca condotta dall’ISMU[6] sulle popolazioni rom e sinti insediate in Lombardia e si propone di:  a) favorire l’applicazione del principio di parità di trattamento senza distinzione di razza e di origine etnica; b) prevenire fenomeni di emarginazione sociale delle popolazioni appartenenti alle comunità rom e sinti presenti in Lombardia; c) favorire l’incontro tra servizi dell’impiego, associazioni che operano per l’integrazione sociale e lavoratori rom e sinti; d) valorizzare le potenzialità del lavoro femminile; e) incrementare l’accesso di ragazze e ragazzi rom e sinti alla formazione professionale.
  • i Voucher per servizi di conciliazione, sperimentazione per rendere l’attuale sistema degli ammortizzatori sociali in deroga più capace di rispondere alle reali esigenze delle famiglie dei lavoratori colpiti dalla crisi. Attraverso questi voucher, infatti, i destinatari della Dote lavoro ammortizzatori sociali vedranno crescere il sostegno economico loro riconosciuto, sulla base della composizione del nucleo familiare e del numero di componenti a carico del lavoratore.

Quali iniziative, sempre di tipo sperimentale ma avviate in specifici contesti territoriali, si segnalano inoltre:

  • l’avvio della riqualificazione del complesso “Sporting Mirasole” di Opera, intervento di housing sociale che riguarderà nello specifico 190 unità abitative per un contributo complessivo della Regione Lombardia di 9 milioni di Euro[7];
  • il progetto di housing sociale temporaneo “Casa di carità” di Voghera (Pv), presentato dalla Caritas diocesana di Tortona (Al), che vedrà la realizzazione di alloggi in locazione a canone calmierato. Progetto che ha visto la collaborazione tra la DG Famiglia e solidarietà sociale e la DG Casa e un finanziamento della Regione di 34.000 Euro.

Nella lettura del quadro fin qui tratteggiato la parola “continuità” assume tuttavia anche una connotazione critica nel momento in cui riscontriamo che gli interventi e le politiche di contrasto alla povertà rimangono ancora in Regione Lombardia complessivamente frammentati e di natura categoriale.
Ricordiamo infatti che all’interno della struttura dei servizi regionale non esiste ancora un’area con competenze specifiche sul tema povertà: al di là dell’area emarginazione, all’interno della quale si collocano principalmente gli interventi rivolti alle povertà estreme, senza fissa dimora, la titolarità degli interventi di supporto e sostegno alle famiglie attivati continua ad essere suddivisa tra la DG Famiglia, la DG Casa e la DG Lavoro.
L’enfasi sulla frammentarietà degli interventi presenti in Regione Lombardia è stata ribadita anche dalla recente proposta avviata dalle Caritas Lombarde, ovvero il Reddito di Autonomia, proposta che ha richiamato l’attenzione della Regione verso la necessità di muoversi nella direzione di interventi che abbiamo carattere più strutturale e universalistico, sottolineando altresì la scarsa efficacia dei trasferimenti di tipo monetario, debolmente capaci di integrare le diverse politiche ma anche difficilmente in grado di coprire il bisogno crescente delle famiglie[8].

Ci sembra tuttavia di poter vedere per i prossimi mesi l’apertura verso nuovi scenari. Il tema delle famiglie toccate dalla crisi economica permane un punto di attenzione nel dibattito politico, recentemente evocato dallo stesso Assessore regionale Giulio Boscagli che ha esplicitato il forte interesse affinché l’apposita Commissione del Consiglio continui a portare avanti il progetto di legge 66, relativo all’introduzione del “Fattore Famiglia lombardo”. L’intenzione dichiarata è quella di superare i limiti degli attuali sistemi in dotazione (quali l’Isee) e di introdurre un nuovo modello di calcolo del reddito (denominato per l’appunto “Fattore Famiglia”) al fine di rappresentare il punto di partenza per la determinazione del valore dei voucher sociali e sociosanitari, nonché degli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Sarà sicuramente interessante monitorarne gli sviluppi futuri.


[1] Cfr. L’esclusione sociale in Lombardia, Rapporto 2010, Guerini e Associati, Milano, 2011.
[2] Cfr. “Le politiche e gli interventi di contrasto alla povertà” (con D. Mesini), in C. Gori (a cura di) Come cambia il welfare lombardo. Una valutazione delle politiche regionali, Maggioli Editore, 2010.
[3] Ibidem
[4] Contributo riservato ai nuclei familiari con almeno un figlio minorenne che possiedono un ISR  inferiore o uguale ai 22.000 Euro,  allargato anche ai cittadini in difficoltà lavorative che si trovano in cassa integrazione, mobilità o disoccupazione.
[5] Ricordiamo che possono richiedere il fondo i nuclei familiari con un reddito ISEE/FSA (non quindi il reddito imponibile) fino a 12.911 Euro, che abitano in alloggi in affitto sul libero mercato.
[6] Vedi http://www.orimregionelombardia.it.
[7] In data 29 dicembre 2011 è stato siglato ad avvio di questa iniziativa un Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia, Aler Milano, Fondazione Housing sociale, Confcooperative, Legacoop e Prisma Sgr s.p.a.
[8] Un esempio recente in questo senso è legato al Fondo Sostegno Affitto 2011: l’attenzione della Regione nel poter offrire un supporto alle famiglie in difficoltà nel pagamento del canone di locazione si è infatti dovuta confrontare con un fabbisogno complessivo espresso dalle famiglie lombarde pari a oltre oltre 114 milioni di Euro, cifra corrispondente alle 64.871 domande pervenute nell’arco temporale previsto dal Bando per poter accedere al Fondo (ovvero tra il 15 settembre e l’11 novembre 2011) e ritenute finanziabili. Con un successivo Decreto (il n. 11751 del 2 dicembre 2011) la Regione Lombardia ha così provveduto ad una rideterminazione delle risorse in ragione delle disponibilità accertate e delle domande ammesse a contributo. Le risorse disponibili, pari a € 40.804.868,53, consentiranno di finanziare solo in percentuale il contributo teorico di cui ogni nucleo familiare dovrebbe usufruire in  ragione della classe ISEE-FSA di apparte­nenza.