E’ “continuità”, la parola chiave che possiamo riconoscere contraddistingue gli interventi e le politiche di contrasto alla povertà adottate dalla Regione Lombardia. Ripercorriamo in sintesi un excursus su quest’ultimo biennio. Si conferma l’attenzione verso il Terzo settore, come si può vedere dalle risorse messe a disposizione nell’ambito del “Bando Associazionismo 2010-2011” e “Bando Volontariato 2010-2011”, pari complessivamente per quest’ultimo biennio a € 3.902.000 e dal periodico finanziamento del Banco alimentare, pari a € 700.000 per il 2011. Quali iniziative, sempre di tipo sperimentale ma avviate in specifici contesti territoriali, si segnalano inoltre: Nella lettura del quadro fin qui tratteggiato la parola “continuità” assume tuttavia anche una connotazione critica nel momento in cui riscontriamo che gli interventi e le politiche di contrasto alla povertà rimangono ancora in Regione Lombardia complessivamente frammentati e di natura categoriale. Ci sembra tuttavia di poter vedere per i prossimi mesi l’apertura verso nuovi scenari. Il tema delle famiglie toccate dalla crisi economica permane un punto di attenzione nel dibattito politico, recentemente evocato dallo stesso Assessore regionale Giulio Boscagli che ha esplicitato il forte interesse affinché l’apposita Commissione del Consiglio continui a portare avanti il progetto di legge 66, relativo all’introduzione del “Fattore Famiglia lombardo”. L’intenzione dichiarata è quella di superare i limiti degli attuali sistemi in dotazione (quali l’Isee) e di introdurre un nuovo modello di calcolo del reddito (denominato per l’appunto “Fattore Famiglia”) al fine di rappresentare il punto di partenza per la determinazione del valore dei voucher sociali e sociosanitari, nonché degli altri benefici economici e la compartecipazione economica ai costi delle prestazioni sociosanitarie e sociali. Sarà sicuramente interessante monitorarne gli sviluppi futuri.
[1] Cfr. L’esclusione sociale in Lombardia, Rapporto 2010, Guerini e Associati, Milano, 2011.
Gli ultimi dati disponibili
Di fronte ad un fenomeno di costante incremento delle situazioni di fragilità presenti in Regione Lombardia, che non accenna a diminuire e che, anzi, possiamo presumere sia destinato ad aumentare ulteriormente se consideriamo che i dati a cui facciamo tutt’ora riferimento sono comunque fermi al 2009-2010, la tipologia di risposte messe in campo dalla Regione si caratterizza per un progressivo investimento verso il canale dell’integrazione economica ed il sistema dotale, nonché verso un’attenzione alla valorizzazione del Terzo Settore, come soggetto intermediario nell’intercettazione delle famiglie in difficoltà e nell’erogazione di interventi loro indirizzati, in forte continuità pertanto con quanto rilevato nella precedente legislatura[2].
All’interno della gamma di contributi economici orientati ad agevolare le famiglie[3], ricordiamo la proroga del Buono famiglia[4] al 31 dicembre 2010 e una delle ultime iniziative per le quali la Regione ha recentemente emesso provvedimenti in merito, ovvero il Fondo Sostegno Affitto (FSA). Con la DGR n. IX/2160 del 4 agosto 2011 la Regione Lombardia ha, infatti, garantito nuovamente questo finanziamento, mettendo a disposizione per il 2011 € 40,8 milioni[5], stanziamento che ha tuttavia subito una contrattura rispetto ai € 50 milioni stanziati nel 2010. Viene quindi data prosecuzione, come per gli anni scorsi, al filone dei voucher e buoni sociali, viene garantita continuità alla “Dote scuola”, sebbene la riduzione nei fondi a disposizione ha orientato la Regione a restringere i canali di accesso privilegiando le famiglie con un indice reddituale più basso. Le ultime modifiche adottate relativamente alla dote possono essere sintetizzabili in:
Prosegue l’investimento nei progetti sperimentali. Possiamo citare in questo senso, a valere sull’intero territorio regionale:
Ricordiamo infatti che all’interno della struttura dei servizi regionale non esiste ancora un’area con competenze specifiche sul tema povertà: al di là dell’area emarginazione, all’interno della quale si collocano principalmente gli interventi rivolti alle povertà estreme, senza fissa dimora, la titolarità degli interventi di supporto e sostegno alle famiglie attivati continua ad essere suddivisa tra la DG Famiglia, la DG Casa e la DG Lavoro.
L’enfasi sulla frammentarietà degli interventi presenti in Regione Lombardia è stata ribadita anche dalla recente proposta avviata dalle Caritas Lombarde, ovvero il Reddito di Autonomia, proposta che ha richiamato l’attenzione della Regione verso la necessità di muoversi nella direzione di interventi che abbiamo carattere più strutturale e universalistico, sottolineando altresì la scarsa efficacia dei trasferimenti di tipo monetario, debolmente capaci di integrare le diverse politiche ma anche difficilmente in grado di coprire il bisogno crescente delle famiglie[8].
[2] Cfr. “Le politiche e gli interventi di contrasto alla povertà” (con D. Mesini), in C. Gori (a cura di) Come cambia il welfare lombardo. Una valutazione delle politiche regionali, Maggioli Editore, 2010.
[3] Ibidem
[4] Contributo riservato ai nuclei familiari con almeno un figlio minorenne che possiedono un ISR inferiore o uguale ai 22.000 Euro, allargato anche ai cittadini in difficoltà lavorative che si trovano in cassa integrazione, mobilità o disoccupazione.
[5] Ricordiamo che possono richiedere il fondo i nuclei familiari con un reddito ISEE/FSA (non quindi il reddito imponibile) fino a 12.911 Euro, che abitano in alloggi in affitto sul libero mercato.
[6] Vedi http://www.orimregionelombardia.it.
[7] In data 29 dicembre 2011 è stato siglato ad avvio di questa iniziativa un Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia, Aler Milano, Fondazione Housing sociale, Confcooperative, Legacoop e Prisma Sgr s.p.a.
[8] Un esempio recente in questo senso è legato al Fondo Sostegno Affitto 2011: l’attenzione della Regione nel poter offrire un supporto alle famiglie in difficoltà nel pagamento del canone di locazione si è infatti dovuta confrontare con un fabbisogno complessivo espresso dalle famiglie lombarde pari a oltre oltre 114 milioni di Euro, cifra corrispondente alle 64.871 domande pervenute nell’arco temporale previsto dal Bando per poter accedere al Fondo (ovvero tra il 15 settembre e l’11 novembre 2011) e ritenute finanziabili. Con un successivo Decreto (il n. 11751 del 2 dicembre 2011) la Regione Lombardia ha così provveduto ad una rideterminazione delle risorse in ragione delle disponibilità accertate e delle domande ammesse a contributo. Le risorse disponibili, pari a € 40.804.868,53, consentiranno di finanziare solo in percentuale il contributo teorico di cui ogni nucleo familiare dovrebbe usufruire in ragione della classe ISEE-FSA di appartenenza.