Di cosa si tratta

Si tratta di un intervento ideato e realizzato dalla Cooperativa Sociale Koinè nel territorio di Solaro, in Provincia di Milano, all’interno del progetto S-Cambio, un progetto di coesione sociale attivo da due anni sui territori di Bollate, Baranzate e Solaro.
L’intervento, già sperimentato da Koinè in altri territori prima di arrivare al Comune di Solaro, costituisce un’interessante esperienza di sostegno al reddito progettata con l’obiettivo di studiare insieme ai Servizi Sociali nuove prassi educative che prendano in carico i nuclei familiari che vivono situazioni di precarietà economica.
Il progetto si è concretizzato nella costruzione e coprogettazione da parte degli operatori della cooperativa e del servizio sociale, di interventi individualizzati di tipo domiciliare rivolti a nuclei familiari in carico o con una pregressa richiesta di aiuto ai Servizi Sociali. Le famiglie, dal momento in cui hanno deciso di aderire al progetto, sono divenute parte attiva dello stesso, collaborando con l’educatore e l’assistente sociale alla definizione degli obiettivi e delle modalità di attuazione e alla realizzazione di verifiche in itinere e finali.
Gli obiettivi generali perseguiti attraverso questo progetto sono:

  • Supportare i Servizi Sociali nella gestione degli interventi di sostegno economico promuovendo nuove modalità di azione e di relazione
  • promuovere il riconoscimento e il rafforzamento delle risorse interne alle famiglie, sia in un’ottica di problem solving sia di competenze di tipo organizzativo.
  • favorire l’acquisizione da parte dei destinatari di maggiori capacità nella ricerca e nel mantenimento delle risorse economiche.
  • accrescere le relazioni sociali tra le famiglie e i servizi del territorio creando, o ampliando dove presenti, relazioni con le risorse formali o informali che possano sostenere la famiglia (sindacati, caritas, aler, caaf, sportelli lavoro, associazioni, ecc.)

A chi si rivolge

  • Famiglie in condizioni di precarietà economica derivata da situazioni di separazione o disoccupazione, a rischio di indebitamento o con indebitamento pregresso.
  • Famiglie e singoli cono situazioni di difficoltà nel trovare e preservare un’occupazione per poter rispondere ai bisogni primari: persone con difficoltà psichiatriche, problematiche di devianza, età avanzata.
  • Famiglie con poche risorse relative all’autonomia personale, capacità decisionale, problem solving.

Attualmente nel Comune di Solaro l’intervento sta coinvolgendo 6 famiglie, con una partecipazione attiva come referente della donna nella maggior parte dei casi, che presentano una condizione debitoria a vari livelli (presenti indebitamenti per affitto e spese condominiali, precarietà economica, indebitamenti legati alla difficoltà nella gestione delle entrate e delle uscite).

Come si realizza

L’implementazione del progetto ha visto, presso il Comune di Solaro, la realizzazione di un intervento di formazione e coprogettazione con le assistenti sociali che ha portato a condividere la metodologia di lavoro e la cogestione dell’intervento insieme all’educatore.  Assistente sociale ed educatore, dunque, progettano congiuntamente l’intervento, insieme ai destinatari,  e ne monitorano l’andamento con incontri periodici.
L’azione di accompagnamento educativo alle famiglie si realizza concretamente attraverso incontri presso il domicilio della famiglia con il coinvolgimento  prioritario di un membro del nucleo familiare che ne costituisce il referente,  nei quali i destinatari sono supportati nell’organizzazione e nella creazione di strumenti di controllo e gestione delle entrate e delle uscite, nella calendarizzazione delle spese e nell’individuazione di quelle effettivamente necessarie, nella verifica dell’ammontare dei debiti e nella loro rateizzazione.
Si intendono così perseguire alcuni obiettivi specifici relativi alla promozione dell’autonomia delle famiglie coinvolte:

  • Supportare la creazione di una rete che permetta l’inserimento sul territorio e l’utilizzo delle risorse che offre.
  •  Accompagnamento a figure o enti competenti in grado di fornire una consulenza specialistica (ad es. lavorativa)
  • Modificare il processo di attribuzione dei valori, in quei contesti familiari in cui si cerca di aderire a modelli al di sopra delle proprie possibilità e legati ad aspetti solo materiali
  • Accrescere il grado di autonomia e promuovere una buona capacità di gestione del reddito
  • Supportare la famiglia nella ricerca di soluzioni concrete al debito
  • Promuovere i requisiti base di un lavoratore  e favorire l’inserimento lavorativo
  • In relazione ai minori creare delle relazioni significative con altri adulti oltre ai genitori

Quali spunti propone

Questa esperienza propone alcuni spunti interessanti rispetto alla prospettiva innovativa che assume nei confronti del tema trattato, a possibili elementi e aree di miglioramento e ulteriore sviluppo e ad una sua possibile trasferibilità in altri contesti.
Rispetto al tema del sostegno economico al reddito, che in questo momento costituisce un ambito di intervento particolarmente discusso e messo in crisi dai Servizi Sociali dei Comuni, in relazione all’aumento esponenziale delle richieste connesso alla riduzione delle risorse, l’esperienza proposta evidenzia alcuni elementi innovativi:

  • L’introduzione di altre e nuove figure professionali, in particolare di tipo educativo, in questa tipologia di interventi. La proposta di un percorso educativo che affianchi la famiglia in un momento di difficoltà e l’accompagni in un percorso di avvicinamento ai servizi del territorio e all’acquisizione di nuove competenze e capacità costituisce un primo elemento fortemente innovativo, che, come si vedrà, porta con sé anche alcune criticità connesse all’individuazione del target  più idoneo a questa proposta.
  • Lo spostamento del campo di lavoro con l’utenza dall’ufficio dell’assistente sociale al domicilio delle famiglie.  Sperimentare una forma di relazione nuova con le persone da una parte costituisce uno stimolo interessante per  interrogarsi e riflettere sugli strumenti professionali e le modalità di intervento praticate dagli assistenti sociali, che sempre più si trovano a costruire interventi basati quasi esclusivamente sui colloqui, soprattutto con alcuni target di utenza.  Dall’altra, sia che gli incontri domiciliari siano realizzati dagli educatori sia che coinvolgano direttamente gli assistenti sociali,  il lavoro domiciliare, avvicinando l’operatore alla quotidianità e alla concretezza dei problemi delle persone, riesce a renderli in qualche modo più afferrabili e dunque più trattabili.
  • L’individuazione di una problematica molto specifica da cui avviare il lavoro con la famiglia, quella relativa alla gestione del reddito, che dia l’opportunità di vedere dei risultati concreti e tangibili. Sebbene l’intervento di sostegno alla famiglia non si limiti a lavorare esclusivamente sulla gestione del reddito ma comprenda anche un percorso di accompagnamento alla rete dei servizi del territorio, il fatto di costruirsi intorno ad un oggetto di lavoro specifico e molto concreto aiuta a vederlo meglio e anche a misurarne l’efficacia con maggiore facilità.
  • La spinta verso il lavoro per obiettivi in un’ottica di riconoscimento e rafforzamento delle competenze anche su un target, quello degli adulti in difficoltà economica, rispetto al quale gli strumenti di intervento a disposizione non sempre consentono la definizione di progettualità e di interventi continuativi e di lungo periodo.

La maggiore criticità incontrata fino ad ora attiene alla difficoltà ad individuare e coinvolgere un target effettivamente adeguato all’intervento proposto.
Gli assistenti sociali stanno incontrando, sia a Solaro sia negli altri Comuni a cui si sta estendendo il progetto,  molte resistenze da parte delle persone ad aderire a un percorso molto connotato sul tema del reddito, con un impianto metodologico di tipo educativo e che prevede incontri domiciliari.
Ne consegue il fatto che la proposta non si possa rivolgere a persone che genericamente si rivolgono al servizio per un problema di tipo economico, ma richiede, così come è strutturato, tre condizioni che effettivamente possono consentire l’adesione da parte delle famiglie: una conoscenza approfondita tra la famiglia e il Servizio, che si fa garante dell’adeguatezza della proposta,  una presa in carico forte che riesca a includere il percorso educativo in una progettualità di lungo periodo e la costruzione di una relazione di fiducia reciproca della persona coinvolta con l’assistente sociale e con l’educatore.
Si intravedono così due rischi possibili:

  • Di non riuscire a coinvolgere un  numero congruo di persone rispetto alle risorse e alle energie messe in campo;
  • Di non riuscire a intercettare il target più adeguato a questo tipo di proposta, cioè un target che si trova in un momento di difficoltà economica ma che possiede risorse e competenze che il lavoro educativo può aiutare a emergere in un’ottica di autonomia, trovandosi a intervenire su un target molto compromesso rispetto al quale l’intervento educativo di tipo temporaneo potrebbe non portare a risultati  e miglioramenti di lungo periodo.

Guardando, infine, l’esperienza in corso a Solaro in un’ottica di sviluppo e trasferibilità si possono evidenziare alcuni suggerimenti e proposte possibili :

  • Lo stimolo portato da questo tipo di esperienza al lavoro del Servizio Sociale potrebbe essere ancora più rafforzato dall’avvio di un tavolo di confronto continuo tra assistenti sociali, anche di Comuni diversi, sui temi trattati: se, infatti, uno degli elementi innovativi del progetto è quello di andare a interrogare e a proporre spunti rispetto a nuove modalità di lavoro con gli utenti, un’attività di confronto e riflessione su questi temi potrebbe ulteriormente consolidare l’acquisizione di strumenti e di un metodo di lavoro nuovo e creativo. Questo soprattutto in un momento in cui è sempre più evidente la necessità di riqualificare questo campo di interventi.
  • L’importanza di inserire questi interventi in percorsi progettuali di ancora più ampio respiro, che vedano a seconda delle caratteristiche e delle necessità delle persone, la possibilità di affiancare altri strumenti, ad  esempio un intervento forte di accompagnamento al lavoro, l’erogazione di fondi ad hoc per colmare e risolvere situazioni debitorie o l’erogazione di microprestiti.  Questo potrebbe da una parte influire positivamente sulla possibilità di riuscita complessiva degli interventi, dall’altra potrebbe costituire anche, se ben regolata, una buona modalità di aggancio con quel target che si trova in situazione di bisogno ma che possiede delle risorse da mettere in campo che ad oggi difficilmente si riesce ad intercettare.