Come si inserisce la delibera sulla conciliazione all’interno del disegno di welfare lombardo?
Il tema della ricomposizione dei tempi di vita, familiari e lavorativi, rappresenta una delle grandi sfide sociali contemporanee, come molte ricerche e monitoraggi internazionali richiamano (OCSE e EU in primis), e che Regione Lombardia ha raccolto con decisione, facendone uno degli ambiti di investimento di policies privilegiato. La promozione della conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare è un fattore di competitività del territorio, può svolgere il ruolo di leva per superare i problemi connessi con l’invecchiamento della popolazione e con l’organizzazione prevalente del mercato del lavoro e rilanciare l’economia, contribuendo così all’aumento del “ben-essere” delle famiglie. E’ una sfida complessa che abbiamo scelto di affrontare in ottica globale lungo tutta la filiera: impresa – lavoro – famiglia – territorio. E lo abbiamo fatto individuando alcune linee strategiche: l’integrazione della famiglia in tutti gli interventi e le politiche; il riconoscimento e la valorizzazione delle iniziative della società civile; la sostenibilità finanziaria da perseguire attraverso una logica di integrazione tra livelli di governo. Le diverse Direzioni Generali sono state coinvolte in un lavoro di definizione di un Piano d’Azione Regionale, quale strumento operativo integrato e sinergico che delinei obiettivi e strumenti per una politica regionale unitaria secondo un modello di “family manistreaming”.
Fortemente condiviso con l’intera comunità lombarda è il percorso in atto: dalla consultazione pubblica on line del libro verde come grande concorso di idee alla costruzione di una tabella di marcia di interventi per i prossimi tre anni. Accanto alla conferma della rilevanza del tema, e del ruolo che l’istituzione regionale assume nell’attivare la partecipazione della società civile, l’ascolto del territorio ha messo in luce la ricchezza del capitale sociale lombardo. Le numerose proposte e commenti pervenuti da cittadini, dalle associazioni familiari e dal mondo del terzo settore, da enti e istituzioni a livello locale, dal mondo dell’impresa e parti sociali rivelano una elevata capacità di lettura della complessità di problematiche e interessi coinvolti ed una consapevolezza diffusa del proprio ruolo e responsabilità nel raggiungimento di obiettivi di benessere comune, come dimostra la condivisa volontà di partecipare attivamente all’ulteriore sviluppo e formulazione di soluzioni progettuali.
Che cosa introduce di nuovo rispetto al passato e a quanto è già attivo nei territori in tema di conciliazione?
In un recente Rapporto del CNEL Tenendo come riferimento il modello di Libro Bianco della Commissione Europea – che vuol dire condividere e identificare i temi chiave e allo stesso tempo dare evidenza alle proposte credibili e sostenibili per la soluzione dei problemi, entro un contesto di riforma del Welfare di livello europeo – Regione Lombardia ritiene utile e opportuno introdurre il Metodo Aperto di Coordinamento, nella consapevolezza che il sistema lombardo abbia la capacità e la competenza per costituirsi come Laboratorio capace di dare esiti interessanti, fruibili anche a livello nazionale ed internazionale. Per quanto concerne il sistema dotale è già una realtà nell’ambito dei sei accordi di programma che sostengono le reti territoriali di conciliazione di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova e Monza Brianza. In questi contesti è avviata la sperimentazione delle misure “Dote Conciliazione servizi alla persona e Dote Conciliazione servizi alle imprese” che nel breve termine sono finalizzate ad alcune priorità di bisogno, ma dovranno essere sempre di più utilizzate come strumento flessibile che permette alla famiglie di scegliere liberamente la soluzione più opportuna e confacente alle proprie necessità di conciliazione. Ma la vera sfida strategica sarà rappresentata dall’introduzione del “Fattore famiglia lombardo (FFL)”, in sostituzione o ad integrazione dell’ISEE, da applicare tanto nella selezione dell’accesso a servizi quanto nella valutazione dell’idoneità a finanziamenti, titoli sociali (buoni, voucher) e contributi (come, l’applicazione al Fondo sostegno affitti). Per la prima volta si sta studiando come prendere in considerazione il carico familiare, attraverso la definizione di scale di equivalenza che garantiscano e tutelino le famiglie numerose, le famiglie con figli minori e la presenza di persone disabili o non autosufficienti.
[1] CNEL Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, Percorsi locali di riforma del welfare e integrazione delle politiche sociali, Roma 6.5.2010
All’interno del processo di riforma dei sistemi di welfare, l’ambito di intervento della Conciliazione viene oggi ad essere identificato come laboratorio privilegiato di integrazione delle politiche sociali volto a promuovere la partecipazione e lo sviluppo di reti nel territorio, secondo un principio di sussidiarietà orizzontale e verticale, e l’aggiornamento della dimensione lavoro come dimensione cardine dello sviluppo locale.
Due le principali componenti innovative:
Quali sono dal vostro punto di vista i punti di forza della delibera e a quali ostacoli può andare incontro la sua attuazione?
Significa proporre una Tabella di Marcia che non sia solo espressione di Regione Lombardia, ma espressione di tutti gli stakeholder protagonisti del nostro sistema di welfare, sino al coinvolgimento diretto dei cittadini lombardi, in un impegno comune per promuovere e responsabilmente sviluppare un piano di lavoro condiviso. Una fase così difficile non può essere affrontata senza l’ambizione di dare corpo e consistenza operativa a un nuovo paradigma: l’ipotesi che le risorse siano nel sistema di welfare pubblico e i bisogni siano nella società, messa in discussione da molti autori sul piano teorico, si rivela anche per la nostra realtà non più sostenibile.
Il principale ostacolo è di natura culturale e parte da quella che possiamo definire la “sindrome della frammentazione”. A fronte del restringersi delle opportunità di intervento derivanti dalla sempre più accentuata scarsità di risorse pubbliche, l’intrecciarsi di interessi globali e personali pone in discussione le solidarietà passate e tende ad accentuare meccanismi di contrapposizione e di logiche di profitto a breve, non consentendo così l’accumulazione sul territorio di capacità e di eccellenze.Quanto il tema della conciliazione costituisce la possibilità di sperimentare alcune misure innovative (ad esempio la dote) poi estendibili ad altri settori dell’area sociale?